Un posto tutto mio di Rocío Muñoz Morales

Un posto tutto mio di Rocío Muñoz Morales

Quando Camila scopre di aver ricevuto in eredità dalla madre una parte di masseria a Salianto, un piccolo paese della Puglia, la decisione è subito presa: resterà giusto il tempo necessario per vendere. A Madrid ha una vita che l’aspetta e ricordi a cui si aggrappa con le unghie, mentre dell’Italia conosce solo la lingua, e certo la madre aveva avuto buone ragioni per abbandonare la sua terra d’origine, cancellando ogni legame con la famiglia. Eppure, quando si trova immersa nella luce abbacinante dell’estate, dove la brezza profuma di mare e fichi maturi, Camila avverte un monito che la spinge a restare. È lo stesso richiamo che la attira verso il bosco delle lucciole, teatro tanti anni prima di una fuga d’amore finita in tragedia, che ancora alimenta leggende e dicerie. Perché la madre era ossessionata da quella storia? Chi è la fanciulla bionda il cui fantasma infesta il bosco nelle notti di luna piena? E quale ruolo ha Tiziana, la comproprietaria della masseria, arroccata nel suo sprezzante silenzio? Solo Marco, uno scrittore dal sorriso caldo e irriverente, sembra disposto ad aiutare Camila a disseppellire quell’antico segreto, risvegliando in lei sentimenti che credeva altrettanto sepolti…

Un posto tutto mio di Rocío Muñoz Morales, contemporary romance pubblicato il 22 aprile da Sonzogno.

Cosa pensate mi abbia attratto fin da subito? Indovinato, la copertina. Non ci posso far nulla quando vedo una cover bella non so resistere. La trama poi mi ha incuriosito parecchio e anche il fatto che l’autrice non sia una che lo fa di mestiere. Devo dire che come primo libro mi ha anche stupito, la storia è interessante, lo stile fluido e la caratterizzazione dei personaggi ben studiata. Sono certa che, se non vi fermerete ai pregiudizi che molti nutrono nei confronti dei personaggi famosi prestati alla scrittura, troverete un libro molto piacevole che vi farà trascorrere qualche ora in una terra bellissima.

Senza alcun dubbio uno dei protagonisti di Un posto tutto mio è la Puglia con le sue costruzioni tipiche, i suoi profumi e i suoi sapori, ammetto che mi è proprio venuta voglia di tornare a visitarla, prendere la moto e partire per quel paesino che in realtà nemmeno esiste e soggiornare in quella masseria che custodisce tanti segreti e che tornerà a vivere proprio grazie a Camila.

Camila che arriva per vendere, certa che riuscirà a far tutto in pochissimi giorni per poi tornare di corsa alla sua vita frenetica a Madrid lasciandosi l’eredità di sua madre alle spalle, ma non ha fatto bene i conti perché luoghi così finiscono per rapirti il cuore. Camila si presenta sui suoi tacchi alti, coi vestiti da città, impettita e arrabbiata col mondo, la sua presentazione non è delle migliori, sembra che sia lì per fare un piacere agli altri. A primo impatto non vi risulterà particolarmente simpatica, vi avverto, così come troverete molto chiusa la proprietaria dell’altra metà della masseria. Le apparenze però ingannano e quando Camila si renderà conto del suo atteggiamento ostile e inizierà a farsi delle domande sul suo passato anche il suo rapporto con Tiziana cambierà e rivelerà affinità che sembravano impensabili.

Per Camila quel luogo non rappresenta nulla, all’arrivo non riesce nemmeno a vedere quanta bellezza c’è in quel posto e quanto calore può donarle quella gente sempre pronta a dare una mano, crede che gli abitanti siano rozzi, che la terra sia inospitale e che non ci sia nulla di buono per lei lì. Dovrà presto ricredersi perché, come un fulmine a ciel sereno, le verranno in mente le parole della madre, una vecchia storia che le raccontava da bambina e che credeva di aver dimenticato, ma il bosco delle lucciole è a portata di mano e la chiama a gran voce, così come quel quadro misterioso di cui esistono due copie. Quale segreto nasconde il bosco? Cosa deve ancora scoprire Camila del suo passato? Che ruolo ha Tiziana in tutto questo?

È stato avvincente lo sviluppo di questa parte di trama, sicuramente la dinamica che più ho apprezzato dell’intera narrazione, mi è piaciuto l’intreccio tra il passato e il presente, mi sono appassionata al passato di quel luogo e ho amato vedere l’evoluzione dei vari rapporti di Camila con i personaggi che le ruotano attorno. In questo romanzo d’esordio c’è spazio anche per l’amore, ma non è il punto centrale del racconto, ci sono vari tipi d’amore che vengono trattati e sicuramente le più romantiche troveranno pane per i loro denti grazie alla relazione nascente tra Camila e Marco, uno scrittore che sta cercando l’ispirazione proprio in quei luoghi e che si propone di aiutarla nella sua ricerca della verità che sta dietro La fanciulla del bosco.

Insomma smeraldi se siete alla ricerca di una lettura da affrontare quest’estate che vi permetta di evadere dalla quotidianità pur rimanendo nel nostro bel paese Un posto tutto mio fa esattamente al caso vostro.

4 stelle

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