Tutta la vita che vuoi di Enrico Galiano

Trama Tre ragazzi. Ventiquattr’ore. Una macchina rubata. Una fuga. Una promessa. Perché ci sono attimi che contengono la forza di una vita intera. Così intensi da sembrare infiniti. È un susseguirsi di quei momenti che Filippo Maria vive il giorno in cui, per la prima volta, riesce a rispondere a tono al professore di fisica che lo umilia da sempre. Appena fuggito da scuola vuole solo raggiungere Giorgio, il suo migliore amico che, immobile di fronte a una chiesa, si chiede perché non sia ancora riuscito a piangere al funerale del fratello. Poco dopo incontrano una ragazza che corre a perdifiato: è Clo. Basta uno scambio di sguardi e i tre si capiscono, si riconoscono, si scelgono. La voglia di vivere e di cambiare che hanno dentro è palpabile, impressa nei loro volti. Si scambiano una promessa: ognuno di loro farà quell’unica fondamentale cosa che, di lì a vent’anni, si pentirebbe di non aver fatto. Anzi, lo faranno insieme: Clo sa come aiutarli. Basta scrivere su un biglietto cosa li renderebbe felici. Lei ne ha uno zaino pieno, di motivi per cui vale la pena vivere: le nuvole quando sembrano panna o l’odore della carta di un libro… Ora spetta a Giorgio e Filippo trovare il loro motivo speciale per cominciare a vivere senza forse, senza dubbi, senza incertezze. Ma non sempre chi ci è accanto è sincero del tutto. Ciò non riesce a condividere con loro la sua più grande speranza per il futuro. Perché a diciassette anni è difficile lasciarsi guardare dentro e credere che esista qualcuno disposto ad ascoltare i segreti che non siamo pronti a rivelare. Per farlo non bisogna temere che la felicità arrivi per davvero e afferrarla.

Recensione di Esmeralda – Tutta la vita che vuoi di Enrico Galiano pubblicato il 19 aprile da Garzanti.

Su questo blog è stato recensito Eppure cadiamo felici, ma non sono stata io la blogger che lo ha letto e ha espresso la propria opinione a riguardo. Io, prima di aprire Tutta la vita che vuoi, non avevo mai letto nemmeno una riga scritta dal professore rockstar, quindi non so dirvi se lo stile sia cambiato o se sia migliore o peggiore del precedente successo, posso solo dirvi che il suo stile è molto particolare, che ho dovuto fare un piccolo sforzo per entrare dentro al romanzo, ma che ne è valsa la pena.

Non è stato per nulla semplice, ma credo che questo possa essere attribuibile a un mio limite non imputabile alla storia in sé. Galiano ha imbastito un romanzo corale che si svolge nell’arco di sole 24 ore, ma in cui intervengono tantissimi personaggi, tutti importanti per dare il quadro completo della situazione. I protagonisti sono tre ragazzi emarginati dalla società per motivi differenti. Abbiamo Giorgio, che ha appena perso l’amatissimo fratello maggiore e si sta recando, insieme alla famiglia al funerale. Giorgio nasconde un segreto che lo tormenta, un segreto che non ha ancora deciso se svelare o meno agli altri. Abbiamo Filippo Maria che vuole solo che la mattinata a scuola passi alla svelta per poter raggiungere il suo migliore amico e stargli accanto nel momento del bisogno. Abbiamo Clo che non si sente viva se non compie qualche stupidaggine, vittima di un passato per nulla semplice che ha segnato profondamente il suo modo di essere. Giorgio e Filippo Maria sono legati da un’amicizia indissolubile, insieme fin dal momento in cui si sono ritrovati a condividere la pena di essere emarginati e considerati degli sfigati dal branco composto dai loro compagni di scuola. Il balbuziente e il dislessico, due figli “difettosi” che però non condividono la stessa realtà famigliare, Giorgio è ritenuto dal padre il figlio inetto, quello che non si merita di avere vista l’importanza che l’avvocato De Santis ha nella società, mentre Filippo Maria è per il padre l’unica fonte di gioia e lo appoggia, lo sostiene, lo giustifica, sperando sempre e solo che stia bene e che sia al sicuro. Durante la lettura la differenza tra i due padri emergerà in maniera preponderante.

Sì, Luca era il suo orgoglio, ma Giorgio: lui era una specie di brutta copia uscita dopo la bella copia. Luca: estroverso e chiacchierone. Giorgio: timido, silenzioso. E balbuziente.

Come può essere possibile che un padre abbia dei pensieri simili sul figlio? Eppure l’avvocato De Santis li ha eccome, e sembra che nemmeno se ne vergogni, quasi come se il fatto che Giorgio non sia “perfetto” come lui lo vorrebbe riesca a giustificare le cose orribili che gli passano per la testa.

Perché, passi che a scuola i due vengano bullizzati e se ne siano ormai fatti una ragione (i ragazzi sanno essere terribili e arginarli sembra sempre più difficile), ma che il bullismo si debba subire anche in casa propria, da uno dei genitori è inammissibile.

Giorgio al funerale compie un gesto folle che innesca una serie di eventi concatenati tra loro che definirei follia pura…ho faticato a star dietro alla storia perché non ha nulla di normale. Filippo Maria arriva al funerale e insieme saltano in macchina e partono, lungo questo vagare si imbattono in Clo, al secolo Claudia Bolla, ma non osate chiamarla in questo modo almeno che non teniate particolarmente alla vostra incolumità. Clo è un uragano, un tornado, esattamente ciò che serve a Giorgio e Filippo Maria per capire che è ora di darsi una svegliata e di afferrare a piene mani la vita. Clo è il loro elettroshock e anche se i suoi metodi sono un po’ drastici e all’inizio vi sembrerà un po’ cinica, non fermatevi alle apparenze perché lei è molto più di questo, solo che si farà scoprire piano piano, senza alcuna fretta e alla fine vi sembrerà di conoscerla per davvero e di averla compresa e capita.

«Allora ragazzi, il gioco è questo. Adesso io vi do un foglio, e voi ci scrivete sopra le tre, o quattro, o cinque cose che avreste sempre voluto fare e non avete mai avuto il coraggio di fare.»

«Allora fai così: fa’ in modo che sul foglio resti quella che più di tutte, fra vent’anni, non vorresti mai voltarti indietro e pentirti di non aver fatto. Quella che ti sentiresti peggio di tutte, ad aver lasciato perdere.»

…ora usciamo e ognuno di noi legge ad alta voce il punto della lista che ha conservato. Lo grida proprio, con tutto il fiato che ha in corpo. Poi accartocciamo i fogli e li lanciamo via. È così che funziona il gioco!».

Il gioco che Galiano si inventa con i foglietti e i motivi per cui vale davvero la pena vivere è geniale, andrebbe proposto in ogni scuola dalle medie al liceo perché solo interrogandosi su ciò che si ama si può capire quanto sia bello vivere. Ci dovrebbe essere un contenitore in ogni classe in cui i ragazzi depositano i loro pensieri e magari nei momenti di sconforto si potrebbe attingere da questo e riempirsi gli occhi di immagini belle e positive. Il messaggio del libro arriva forte e chiaro e sono felice di aver potuto legger e recensire Tutta la vita che vuoi perché mi ha dato modo di riflettere e di guardarmi dentro, cosa che non sempre ci soffermiamo a fare.

«33. L’odore della benzina un giorno che stai partendo per un viaggio»

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Una risposta

  1. Dicembre 22, 2018

    […] scorso mese vi ho salutati menzionandone il titolo : Tutta la vita che vuoi di Enrico Galiano. (Qui) potete trovare la recensione che mi ha […]

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