Truthwitch di Susan Dennard

Nelle Lande Stregate ci sono infiniti tipi di magia: tanti quanti i modi per mettersi nei guai, come ben sanno due giovani donne molto speciali.
Safiya è una Strega della Verità, ha il dono di riconoscere le menzogne. C’è chi ucciderebbe per avere quel potere, e così lei lo tiene ben nascosto, se non vuole essere usata come una pedina nello scontro tra gli imperi.
Iseult invece è una Strega dei Fili: sa vedere i legami invisibili che uniscono le persone attorno a lei, ma non riesce a percepire i sentimenti che la riguardano direttamente.
Le due ragazze hanno personalità complementari – impulsiva e focosa Safi, fredda e prudente Iseult – e soprattutto sono inseparabili. Tutto ciò che vogliono è essere libere di vivere le loro vite come un’avventura continua, ma le ombre della guerra si addensano sulle Lande Stregate. Con l’aiuto dell’astuto principe Merik, Safi e Iseult si troveranno a combattere contro imperatori, mercenari e uno Stregone del Sangue votato alla vendetta, decisi a tutto pur di dominare il potere di una Strega della Verità.
Truthwitch di Susan Dennard, primo volume della serie fantasy The Witchlands pubblicato da Mondadori Oscar Vault il 16 marzo.
Bella l’idea di far uscire lo stesso giorno ben tre titoli della stessa serie, per chi ama avere subito i seguiti a disposizione queste scelte editoriali sono manna dal cielo, può però accadere che dopo il primo titolo si decida che non è il caso di proseguire e per me sarà così per quanto riguarda questa serie. Se non fossi stata blogger, ma semplice lettrice, presa dalla bellezza dell’edizione sarei corsa in libreria il giorno del release e avrei comprato tutti i volumi in una volta per poi lasciarli sullo scaffale a prendere polvere. Perché mi conosco e le cose belle mi fregano sempre. Con questo non voglio dire che Truthwitch sia stata una brutta lettura, ma non è riuscito a coinvolgermi come mi aspettavo e quindi non sono più invogliata a passare oltre che a proseguire.
Bisogna tener conto del target per cui è stato pensando, young adult e, come è successo per Sorcery of Thorns, credo sia perfetto per loro, si divertiranno grazie al ritmo della narrazione, apprezzeranno le protagoniste, anche colei che a me ha fatto quasi saltare i nervi, e non si porranno troppi problemi sulla quasi totale mancanza di spiegazioni del mondo fantastico in cui le vicende si svolgono. Ora io non sono una di quelle che deve sapere vita morte e miracoli, per carità, ho criticato alcuni fantasy proprio perché si dilungavano troppo nelle descrizioni e mi veniva da sbadigliare, ma da troppo a nulla c’è una via di mezzo che andrebbe percorsa. Troppe cose vengono solo accennate e poi lasciate cadere nel vuoto e questo per chi è appassionato di fantasy può essere piuttosto fastidioso.
Devo dire che io sono rimasta già spiazzata dal primo capitolo, tanto che mi è venuto il dubbio di avere per le mani il secondo volume, la scena con cui tutto ha inizio è poco comprensibile. Ti ritrovi davanti queste due ragazze che stanno fuggendo perché Safi ha combinato, come suo solito, un casino e ti sembra che ci sia dietro tutto un pregresso che tu dovresti conoscere, ma non ti viene spiegato da nessuna parte. Ora, io non ho mai avuto il piacere di leggere altro di questa autrice, quindi potrebbe pure essere la sua cifra stilistica, ma mi ha lasciata parecchio perplessa facendomi sentire come se mi mancassero dei collegamenti di cui sentivo di avere bisogno.
E, come se non bastasse, già al capitolo uno ci troviamo davanti il cattivo, l’antagonista, colui che le inseguirà in tutti i luoghi e in tutti i laghi Quel monaco era un maledetto Stregone del Sangue. Una creatura leggendaria, un essere capace di fiutare l’odore del sangue di qualcuno–fiutare l’odore del suo stesso potere magico–e rintracciarlo attraverso interi continenti. Sarò particolare io, ma questa partenza a razzo non mi ha convinto per niente e mi ha fatto storcere il naso più e più volte. Fin da subito sappiamo che Safiya è una Strega della Verità e che il suo dono è talmente raro che deve rimanere segreto altrimenti lei sarà in pericolo costante. Sappiamo che Iseult è una Strega dei Fili, ma non capiamo come diamine faccia a tagliarli quando ve ne è necessità, ed è incaricata di proteggere Safi perché in fondo il suo dono non è che le permetta di fare grandi cose tranne mettersi costantemente e perennemente dei guai, in questo Safi è maestra e Ise passa le sue giornate a cercare di salvarla dai mille casini che crea.
Questa amicizia simbiotica tra Safi e Ise è sicuramente la cosa che più ho apprezzato della narrazione, loro sono inseparabili anche quando sono lontane, il loro legame è indissolubile, in modi diversi ci saranno sempre l’una per l’altra, nulla potrà dividerle o minacciare questo rapporto così speciale. E pazienza se per colpa dell’irruenza e dell’impulsività di Safi Ise sarà in perenne pericolo, pronta a sacrificarsi per trarla in salvo, ogni rapporto ha le sue logiche e loro funzionano esattamente così. Sicuramente interessante, per il giovane pubblico a cui la serie si rivolge, la scelta del colpo di fulmine tra Safi e il principe Merik e, per tutti, la caratterizzazione di Aeduan, lo Stregone del Sangue che ha molto da dire e da dare alla narrazione.
Insomma smeraldi per adesso la mia lettura della serie si conclude qui, ma chissà che in futuro mi venga voglia di proseguirla, mai dire mai, il primo capitolo potrebbe essere stato di rodaggio e i successivi potrebbero essere migliori. Se qualcuna tra voi li ha letti mi faccia sapere, sono sempre pronta a cambiare idea.



