Review Tour Pestilenza di Laura Thalassa

Sono arrivati sulla Terra  Pestilenza, Guerra, Carestia e Morte  quattro Cavalieri in sella ai loro temibili destrieri, diretti ognuno verso un angolo del mondo. Quattro Cavalieri con il potere di distruggere l’umanità, giunti sin qui per sterminarci tutti.
Quando Pestilenza arriva nella cittadina di Whistler, in Canada, Sara Burns sa per certo che tutte le persone che lei conosce e ama sono destinate a morire, a meno che il Cavaliere dalle fattezze angeliche non venga fermato. Ed è proprio questo che Sara ha in mente di fare quando, con un colpo di fucile, lo disarciona dal suo cavallo.
Peccato che nessuno l’abbia avvisata che la bestia immonda non può morire.
Si ritrova quindi prigioniera di un Cavaliere immortale e molto, molto arrabbiato, il cui unico scopo è farla soffrire. Più il tempo passa, però, e più Sara è incerta sui sentimenti che il messaggero dell’Apocalisse nutre per lei e… viceversa.
Sara può ancora salvare il mondo, ma per farlo dovrà essere disposta a sacrificare il suo cuore

Review Tour a cura di Dalia – Pestilenza di Laura Thalassa – primo volume autoconclusivo urban fantasy  della serie “I cavalieri dell’Apocalisse” pubblicato da Hope Edizioni l’8 ottobre

Morte, Guerra, Carestia e Pestilenza, quattro parole che infondono terrore anche nelle menti più semplici. Nel corso dei secoli, ogni ordine religioso, in un modo o nell’altro, ha fatto riferimento a questi termini identificandoli con altrettanti Cavalieri che, un giorno, verranno sulla Terra per portare l’Apocalisse all’umanità. Quando scenderanno tra di noi, non avremo più scampo e niente e nessuno potrà fermare la loro inarrestabile avanzata.  Buona parte del mondo era convinta che si trattasse solo di superstizioni o vaneggiamenti di quanti avevano creduto a queste storie, ma cinque anni prima dell’inizio di questa storia, i Cavalieri sono davvero scesi sulla Terra, si sono sparpagliati ai quattro angoli del mondo e da lì hanno iniziato la loro inarrestabile corsa all’annientamento del genere umano. E, dopo che le più grandi innovazioni tecnologiche sono crollate le une dopo le altre, il mondo è ritornato ad essere un luogo buio e tetro. Poi, così come erano comparsi, i quattro Cavalieri scompaiono di nuovo. Il mondo sembra tirare un sospiro di sollievo fino a quando non ne ricompare di nuovo uno. Si tratta di Pestilenza che, in groppa al suo cavallo bianco, percorre il mondo da un capo all’altro, lasciandosi alle spalle solo morte e distruzione.

Questo “Essere” va fermato, ad ogni costo. L’Umanità intera è convinta che solo eliminandolo potrà sperare di continuare a vivere e prosperare. Ma come fare e, soprattutto, chi si immolerà, visto che basta essere nel suo raggio d’azione anche per pochi secondi per ammalarsi e morire nel giro di una manciata di giorni? Di città in città, di paese in paese, tutti hanno provato ad ucciderlo, in ognuno di questi posti a qualcuno è toccato il compito di provarci, e ora che il cavaliere è in Canada e si sta avvicinando a grandi passi ad un piccolo paesino di montagna, il compito cade nelle mani di Sara.

Sara Burns, ha pescato il fiammifero sbagliato, tocca a lei uccidere il cavaliere e anche se il suo scopo principale in qualità di vigile del fuoco è prestare soccorso a tutti, indiscriminatamente, è disposta ad imbracciare il vecchio fucile del nonno e uccidere Pestilenza. In fondo, anche questo può essere considerato come una sorta di soccorso. Anzi, si potrebbe addirittura affermare che rappresenterà il soccorso più importante a cui il mondo abbia assistito. Perché, se una sola morte può portare alla salvezza di tutti gli esseri umani, allora lei non ha nessun diritto di crogiolarsi dell’autocommiserazione, deve farsi forza e andare avanti. E forse, se riuscirà nel suo intento, potrà riabbracciare la sua famiglia, avere una vita di nuovo normale e avere il tempo di leggere e recitare i suoi autori preferiti.

Con un nome come Pestilenza uno ci si immaginerebbe qualcosa di tremendamente brutto, tutto butterato e, come minimo storpio. E, invece, si se ha la fortuna, ahhh scusate volevo dire la sfortuna, di ritrovarsi al cospetto del cavaliere, si avrà la sensazione di trovarsi di fronte ad un angelo dalle fattezze incredibili. Alto, biondo, occhi azzurri come un cielo d’estate, muscoloso e con una tavoletta di cioccolato al posto degli addominali che quelle della Lindt levatevi proprio, è quasi un sacrilegio doverlo eliminare. Ma Sara è motivata, soffre da cani ma è motivata, tanto da essere convinta di avercela fatta ad indurire il suo cuore non soccombendo nemmeno quando lui la prega di aiutarlo.

Convinta di aver assolto al suo compito non sa ancora cosa l’aspetta. Pestilenza è una sorta di Dio, un essere sovrannaturale che non può morire e Sara lo scoprirà a sue spese. Quel “ti prego” pronunciato da lui e non ascoltato da lei darà il via ad una lunga prigionia e Sara sarà costretta ad essere testimone della distruzione che il Dio si porta dietro. Per Pestilenza l’umanità ha fallito sotto tutto gli aspetti che contano ed è disposto a tutto pur di portare a termine il compito insito nella sua stessa natura. In effetti lui è stato creato per quello scopo e per nulla al mondo verrà mai meno.

Credetemi è impossibile non innamorarsi di questi due personaggi, è da quando ho chiuso il libro la stessa notte in cui mi è stata mandata la copia per la recensione che non faccio altro che andare a rileggerne qualche pagina. È difficile spiegarvi le emozioni senza spoilerare qualcosa, posso solo dirvi che l’autrice ha creato la storia perfetta e se non sapessi che è stata scritta molto prima dell’arrivo dell’epidemia di Covid nel mondo, potrei quasi pensare che abbia colto spunto dalla situazione. Poi, però, se mi fermo a pensare credo che non siano pochi coloro che pensano che l’uomo abbia usato e abusato di tutto, a partire dall’ambiente che lo circonda  e finendo con una serie infinita di altri peccati che pesano sulla sua coscienza. Beh, Pestilenza è uno di quelli che ormai non crede più che l’uomo possa redimersi, anzi, è proprio convinto che l’uomo non sia mai stato buono.  Pertanto, essendo quello che è e non conoscendo la pietà va avanti a punire gli uomini vedendo l’atto come un semplice compito da assolvere. Poi, la continua vicinanza di Sara, il vedere la pietà che la giovane dimostra nei confronti di quanti soffrono metterà in dubbio alcuni dei concetti cardini del suo esistere. Perché, se anche Sara ha provato ad ucciderlo lo ha fatto comunque per un amore più grande, lei conosce la bontà, la mette in pratica giorno dopo giorno, a dispetto anche del fatto che le persone a cui presta aiuto moriranno. E agli occhi del Dio questo suo modo di essere, questo suo modo di comportarsi è qualcosa di speciale, strano, inconcepibile.

            “Non lo so, ammette lui. “Sento…qualcosa quando ti guardo… Non riesco a capire cos’è, continua e, credimi, mi fa impazzire.”

Così come impazzisce il lettore a capire fino in fondo il personaggio di Pestilenza, così oscuro e letale da un lato, ma anche puro e ingenuo dall’altro. Strano vero? Ma lo scopo della sua esistenza è creare morte, non può concepire questo fatto con null’altro, oppure no? Forse, ci penserà la nostra irriverente Sara, con le sue battute taglienti, il suo spirito battagliero, la voglia di cercare il bello sempre e comunque a risvegliare qualcosa nella sua anima. Ma questo qualcosa sarà capace di spazzare via il compito per cui e nato?

Ecco, dovete assolutamente leggere questo libro, perché ha così tante sfumature, così tanti attimi di riflessione sulla vita e sulle cose importanti che la contraddistinguono che lasciarvelo scappare sarebbe quasi un affronto. Mi sto accorgendo di aver scritto tanto e di non aver nemmeno sfiorato il succo del discorso, quindi vi invito a farvi rapire da Pestilenza, a viaggiare con lui e, anche se soffrirete, vi assicuro che sarà un viaggio da cui uscirete profondamente innamorate di lui e di tutto quello che sarà capace di fare. Ma sarà anche un modo per divertirsi di una situazione post apocalittica che sembra prendere spunto dalla realtà. A tal proposito vi confesso che quando l’altra sera c’è stato un crash in tutto il mondo dell’App di Facebook e di quella di WhatsApp per un attimo ho auspicato l’arrivo del bel Cavaliere sul suo destriero bianco. Ecco, poi mi sono ravveduta e ho pensato che se pure fosse venuto sarebbe stato improbabile che avesse scelto me e, visto che non lo voglio dividere con nessuna, aspetterò Pestilenza solo nei miei sogni.

smeraldo

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