Quello che non so di te di Francesca Redolfi

Trama Samantha non conta più le volte in cui si è precipitata al Pronto Soccorso. Del resto, da anni ormai le parole più usate in casa sua sono “ipocondria” e “psicosomatico” al contrario di “Mamma”, la meno menzionata.

Proprio durante uno di questi momenti resta chiusa nell’ascensore dell’ospedale con un medico dagli occhi dello stesso celeste del camice, il solo capace di ritinteggiare di un bel corallo le pareti verdognole del nosocomio. Giulio, questo il suo nome, sembra capitare a proposito, perché Sam ha giurato a se stessa che sposerà un dottore, convinta che solo così potrà guarire dalla sua ipocondria.

In una Milano estiva, tra corse al triage e menzogne velate; con una coinquilina chiassosa e due sorellastre che sembrano la copia di Anastasia e Genoveffa, riuscirà Sam a nascondere la sua vera natura di malata immaginaria? E Giulio potrà amarla nonostante tutte le sue fissazioni?

Quello che non so di te di Francesca Redolfi, pubblicato il 9 ottobre da Literary Romance.

Dopo L’amore non è mai come sembra pubblicato due anni fa, l’autrice Francesca Redolfi torna con un romanzo che promette risate ed emozioni a non finire.

In apparenza la vita di Samantha potrebbe sembrare quella di una comune ragazza di 26 anni, se non fosse per il numero di volte che si reca in pronto soccorso per i più svariati motivi. Samantha è ipocondriaca ma, di questo aspetto della sua vita, ne sono a conoscenza solo i suoi due migliori amici e la sua famiglia tra cui le sue due sorellastre, una versione moderna di Anastasia e Genoveffa. Due ragazze perfide, meschine e dallo sguardo sprezzante che non perdono mai l’occasione per criticarla su ogni aspetto della sua vita.

Dopo l’ennesima visita al pronto soccorso dovuta ad una fitta allo stomaco, che lei scambia per un principio di infarto, Samantha si ritrova bloccata nell’ascensore dell’ospedale in compagnia di un ragazzo dal camice celeste dello stesso colore dei suoi occhi. Ovviamente nella mente di Samantha si fanno largo i scenari peggiori, Giulio invece si dimostra tranquillo ma, notando l’evidente panico sul volto della ragazza, prova a distrarla chiacchierando con lei. Quella che senza dubbio per Samantha era iniziata come una situazione pericolosa, si è invece rivelato un piacevole e inaspettato momento fatto di sorrisi e confidenze.

Che il destino abbia deciso di esaudire finalmente il suo più grande sogno?

Fin dall’età di otto anni, Samantha sogna di sposare un medico che le dia la sicurezza e le certezze che cerca da tempo.

Tutto pare presupporre che Giulio sia il ragazzo giusto, peccato che non sia al corrente dell’ipocondria e delle mille paranoie di Samantha. Lei, d’altro canto, continua a fingere di essere una ragazza come tante per timore che lui fugga a gambe levate.

Tra visite al pronto soccorso, verità nascoste, una coinquilina fissata con il fitness e cene di famiglia, Samantha dovrà prendere una decisione: rivelare la verità a Giulio oppure continuare a mentirgli.

“Finora la forma che hanno preso le cose è stata solo poesia. Un po’ la forma che hanno le canzoni, quelle di una volta, che te le eri dimenticate e le risenti in radio dopo una vita. La forma che ha la strada conosciuta che si snoda nel traffico e sai che ti porterà verso casa, o verso qualcuno che chiami tale. La forma dei colori, dal giallo malaga al foglia d’acero al quarzo. La forma del suo sorriso, che in qualche modo, non so quando, non so come, mi si è impresso addosso come un tatuaggio.”

Con questo suo nuovo romanzo Francesca Redolfi è riuscita ancora una volta a stupirmi. Quando ho letto per la prima volta la trama, ho avuto l’impressione che si trattasse di una storia semplice, molto divertente e senza traccia di drammi o lacrime. Beh, mi sono sbagliata.

Quello che non so di te è una storia frizzante, ironica, romantica e, allo stesso tempo, profonda e intensa, un perfetto connubio di tutto questo l’ha resa meravigliosa e unica. Una storia che tratta temi come l’ipocondria con delicatezza e attenzione. Attraverso i pensieri e sensazioni della protagonista, l’autrice ci mostra un quadro chiaro di questo disturbo e fornito interessanti spunti di riflessione. Vorrei sottolineare che, per chi ne soffre, è davvero un incubo, infatti l’ipocondriaco immagina sempre scenari esageratamente catastrofici legati alla propria salute. Sono momenti questi in cui perde lucidità e il contatto con  la realtà, perde la razionalità necessaria per vedere un eventuale problema dalla giusta prospettiva. Ed è questo ciò che accade alla protagonista di questo romanzo. Per questo ho trovato il personaggio di Samantha più complicato di quello che mi aspettavo. Non è facile comprendere appieno le sue paure, emozioni e pensieri per chi non si è mai trovato nella sua situazione, ma l’autrice è stata bravissima nel delinearla e renderla reale il più possibile, a tal punto da farti sentire parte integrante della storia.

A causa della sua ipocondria, Samantha ha sempre vissuto nella paura e nell’incertezza, in un mondo fatto di colori spenti e tristi come il grigio, spesso da lei menzionato per paragonare la sua vita. Resta ancorata al passato mentre guarda gli altri andare avanti con le proprie vite. Una visione triste in effetti, ma l’incontro con Giulio la porterà ad affrontare le sue paure, ed a riscoprire emozioni e la bellezza di vivere a colori. Infatti i momenti trascorsi in sua compagnia coloreranno le sue giornate di felicità e normalità, qualcosa in cui ormai non sperava più.

“I suoi occhi incrociano di nuovo i miei, l’istante che basta per farmi percepire una certa, vibrante complicità. Una promessa non detta. Il color incanto delle aspettative.  E silenziosamente ringrazio l’ascensore di essersi fermato. Grazie, vecchio e pericolante ascensore. Mi hai regalato il dolce sapore di un sogno.”

Ma, c’è un grande ma, Giulio non conosce la vera Samantha, che trascorre ore ed ore in attesa al pronto soccorso per le ragioni più banali. Sarebbe in grado di accettare una Samantha così?

Inizialmente mi ero fatta un’idea del tutto diversa del personaggio di Giulio, credevo fosse piatto invece mi sono ricreduta. C’è molto altro da scoprire, lo conoscerete meglio man mano che proseguirete nella lettura.

Questo romanzo mette in evidenza quanto sia importante accettarsi con pregi e difetti annessi, di non avere paura di mostrare le proprie fragilità perché sono parte di noi, di ciò che siamo adesso. Fragilità che non possono precluderci la possibilità di essere felici, di amare ed essere amati nonostante tutto. Un pensiero che non dovremmo mai dimenticare.

“Ma dietro anche alle cose più sciocche c’è sempre un motivo, e a volte è il più serio del mondo, ma gli altri non lo capiscono, vedono solo la punta dell’iceberg, la stoltezza di un gesto, di una frase, l’insensatezza di un momento, non capiscono che c’è di più, non lo vedono, il di più, e del resto quel di più non lo si fa mai vedere. Ci si vergogna, c’è sempre quel pudore nel mostrare il lato più debole di sé, quell’anello della propria vita che a un certo punto si è rotto, lasciando la catena spezzata. Nessuno deve vedere cosa c’è sotto, allora gli altri li lasci lì, a guardare la superficie, la minuscola cima, non permetti a nessuno di abbassare la testa sotto l’acqua.”

Un aspetto del romanzo che ho trovato molto carino è la presenza, ad inizio di ogni capitolo, dei significati dei vari colori menzionati nella storia. Ammetto che alcuni mi erano del tutto sconosciuti.

“Blu cobalto. Colore del silenzio, della calma, dell’armonia, dell’equilibrio, della fiducia. Legato alle sue alte qualità mentali, alla saggezza, alla conoscenza, all’ispirazione e alla devozione.”

In definitiva ho adorato questa storia, che è stata capace di toccarmi il cuore così profondamente. Mi sono commossa, emozionata, ho riso per il sarcasmo di Samantha, sospirato per la dolcezza di Giulio e colpita dalla bellezza dei messaggi che contiene. Spero apprezzerete Quello che non so di te tanto quanto me.

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