Per te di Lisa Regan

Trama – Il cadavere di una donna, il suo corpo seviziato post-mortem e un unico indizio: appallottolato nella sua bocca, c’è un documento con scarabocchiate sopra le parole “Per te”. L’incarico di trovare l’assassino viene dato a Kassidy Bishop, brillante profiler dell’FBI. Nonostante sia profondamente segnata dalla misteriosa morte della sorella gemella, avvenuta quindici anni prima, e da un evento a causa del quale ha rischiato la vita, Kass è la stella nascente dell’Unità di Analisi Comportamentale del Bureau.

I giorni si trasformano in settimane e sempre più cadaveri vengono rinvenuti in diverse zone degli Stati Uniti, tutti contrassegnati con la medesima firma: “Per te”. Kassidy si ritrova con più domande che risposte visto che le vittime sembrano non avere nulla in comune, e il meticoloso killer è tanto incoerente quanto brutale.

Mentre Kass indaga, cercando di entrare nella mente dell’assassino, una scioccante verità inizia a prendere forma.

Narrato dai punti di vista alternati di Kassidy e del killer, il romanzo è un thriller avvincente ed emozionante che vi lascerà col fiato sospeso fino all’ultimo capitolo.

Per te di Lisa Regan, thriller pubblicato da Hope edizioni nella collana Hope Crime lo scorso 16 gennaio.

 

Noi lettori siamo una specie rara in via d’estinzione, purtroppo. Perché esordisco così? Semplice, quando ho ricevuto la copia omaggio di Per te, puntuale e tassativa è arrivata anche l’influenza. E sebbene per il primo regalo il mio entusiasmo fosse alle stelle, con il secondo dono mi sono arrabattata affinché non compromettesse la mia esperienza di lettura. Perché, diciamocelo pure, leggere con gli occhi che lacrimano e implorano pietà, il naso che cola e una temperatura corporea equatoriale non è il massimo, ma per un titolo della collana Hope Crime, che io adoro, sono disposta a farlo anche in situazioni estreme e limitanti.

Siamo al terzo libro pubblicato in questa collana geniale che, nei miei momenti di onnipotenza delirante, penso sia stata creata appositamente per la sottoscritta; questa volta ad essere portata in Italia è un’altra autrice di quelle veramente con gli attributi e all’attivo un numero enorme di thriller e serie con protagoniste strong, quelle delle quali finisco sempre per innamorarmi. Aberration, titolo originale di Per te, è un thriller autoconclusivo, pubblicato da Lisa Regan nel 2013. Protagonista della storia è Kassidy Bishop, una analista profiler in forza al FBI. Conosciamo Kassidy cinque anni dopo un avvenimento che ha sconvolto la sua vita. Tenuta prigioniera e torturata da un sadico violentatore, da quella esperienza devastante Kass è uscita con le ossa rotte, una ricostruzione facciale e vuoti di memoria a causa dei quali fatica a ricostruire eventi passati, non ha ricordi precedenti al suo assalimento, ma non ha mai smesso di lottare e portare avanti il suo lavoro di profiler, anche a costo di continue battute con i colleghi che le invidiano la posizione di potere e non credono se la sia meritata. Ma nella vita di Kass c’è anche un altro evento drammatico che ha segnato la sua esistenza in maniera profonda: quindici anni prima la sua gemella è morta precipitando da un piano alto di un palazzo. Non si è mai scoperto se Lexie, la sorella, avesse deciso spontaneamente di farla finita o ci fosse una mano dietro al suo presunto suicidio. Di fatto, però, Kassidy ogni anno riceve dei fiori, nel giorno dell’anniversario della scomparsa di Lexie.

Non ha il tempo di indagare a fondo su quei macabri omaggi, perché impegnata in un caso davvero spinoso, una serie di efferati delitti in parti diverse del Paese, che hanno un denominatore comune: in ogni scena del crimine viene sempre rinvenuta una firma abominevole e la dicitura “Per te”. Stanare la mente criminale dietro gli omicidi non è affatto semplice perché il killer è molto organizzato, dimostra un grande autocontrollo e soprattutto sta combattendo una sua personale battaglia, ergendosi come una sorta di Tristo Mietitore, pronto a punire e vendicare la destinataria delle sue attenzioni morbose. Kassidy, a causa dei suoi vuoti di memoria, non intuisce immediatamente di essere proprio lei il bersaglio del serial killer, non capisce che le vittime dell’omicida hanno incrociato la sua vita passata. E nel momento della consapevolezza, cercare di fermare tanta violenza prima che si propaghi si trasformerà in una corsa contro il tempo.

Se ha ucciso in precedenza, non è stato catturato. Proviene da una situazione familiare disfunzionale. È possibile che qualcuno vicino a lui, o lui stesso, abbia subìto degli abusi da bambino. Ha una storia di depressione clinica. Forse da piccolo è stato vittima di bullismo. Crescendo, è diventato un maniaco del controllo. Meticoloso e ossessivo.”

Penserete che io sia impazzita e che vi abbia raccontato troppo, ma anche stavolta vi rassicuro sul fatto che non ho sforato i margini della trama. Per te ha un intreccio narrativo con un pathos che cresce a dismisura fino ai capitoli conclusivi ad alto tasso adrenalinico. Immaginate di guardare la vostra serie televisiva preferita, consumando voracemente tutti gli episodi di una stagione in un solo pomeriggio. Mi è successa la stessa cosa con questo thriller; nonostante la febbre, il raffreddore e il mio lamento perpetuo da “non supererò immune la notte”, ho divorato pagina dopo pagina e non sono caduta nel tranello dell’autrice che voleva farmi sospettare di un personaggio. Ho scelto il mio colpevole, non appena ci è stata presentata la sua figura e non ho dubitato nemmeno un attimo del suo coinvolgimento nella storia. Penserete che scoprire subito chi c’è dietro una mente criminale non sia una grande trovata, e rovini un po’ il pathos; se vi aspettate un colpo di scena di quelli memorabili potreste rimanere delusi, però in questo caso vi assicuro che non è importante sapere chi e come, quanto conoscere tutto l’intreccio e l’arco narrativo. Mi spiego meglio, Per te ha una trama a POV alternati: da un lato Kassidy con il suo vissuto, il suo lavoro, la sua forza e determinazione; dall’altro, invece, è proprio il serial killer a parlare, con un nome fittizio per non svelare subito le carte, ma attraverso i suoi pensieri e le sue azioni capiamo perché agisca così, conosciamo il suo vissuto, il dolore legato alla sua vita passata, il momento esatto in cui qualcosa è scattato dentro di lui ed è diventato un mostro privo di empatia, che agisce per compiacere e vendicare l’oggetto del suo desiderio: Kassidy.

Siamo un po’ la somma delle nostre esperienze passate, ho pensato questo durante la lettura; ogni volta che mi calo nei panni di un personaggio negativo, conoscendone il background personale, mi ritrovo ad entrare in empatia con lui, pur non giustificando il suo operato perché sarebbe abominevole e scorretto, ma capisco che le esperienze passate condizionano inevitabilmente la nostra vita. Ho sempre sostenuto che Bene e Male siano le due facce della stessa medaglia, e in questo libro il confine è davvero labile. Leggetelo e fatemi sapere se anche voi, guardando fuori dalla finestra, temete di incrociare qualcuno che vi sta spiando.

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