Number 10 di Alessia D’Ambrosio
Trama “Sto per prendere la decisione più difficile della mia vita. Tutte le volte che me ne pentirò, perché ci saranno, ripenserò a questo momento, ai suoi occhi, alle sue parole e mi ripeterò che ho fatto la scelta giusta. Perché oggi lui mi ha spezzato. Oggi sono stato colpito dove fa più male. Da oggi… ho chiuso con il rugby.”
La mia vita è stata stravolta: convocato come riserva in nazionale. Difficile accettarlo se comunicato da mio padre, tanto più se accompagnato dai suoi veri pensieri su di me. Pensieri che, mio malgrado, mi hanno aperto gli occhi.
Ho mollato tutto, mi sono rimboccato le maniche e ho iniziato una nuova vita. Un passo alla volta ho modificato il mio modo di vedere le cose e, adesso, sono una persona diversa, migliore e, guardandomi indietro, quello che ho lasciato non mi manca poi così tanto.
E poi c’è Carol, il mio capo. È bella, caparbia e mi fa letteralmente impazzire.
Io sono Tom Wilson, ex Numero 10 dei Saracens, ex Numero 10 della Nazionale inglese, ex latin lover, ex uomo libero da ogni forma di responsabilità. Sono ex per tante cose, ma, adesso, chi sono davvero?
Questa è la mia storia, ma vi avverto: se volete leggerla, sarà bene che vi mettiate seduti e vi prepariate qualcosa da bere. Bello forte.

Number 10 di Alessia D’ambrosio, Sport Romance, pubblicato self publishing il 12 giugno, terzo volume autoconclusivo della serie After Match.
Finalmente anche io dopo un bel po’ di tempo sono tornata a casa Wilson, impaziente di conoscere Tom che, già alla conclusione del secondo volume, ci aveva lasciato con il fiato sospeso.
Tom non è solo feste, donne, divertimento e rugby, è davvero molto di più e questo volume è l’occasione perfetta per rendersene conto. È un amico fedele e un fratello premuroso, è orgoglioso e testardo, caparbio e generoso, un uomo che ama la sua famiglia e farebbe di tutto pur di tenerla insieme. Ed è proprio per aiutare suo fratello gemello Scott che è costretto a chiedere un prestito a loro padre, fingendo di aver un problema di dipendenza dal gioco d’azzardo e costretto di conseguenza a trascorrere ogni giovedì in un centro di recupero.
A peggiorare la situazione arriva la tanto attesa convocazione in nazionale, finalmente giocherà insieme ai suoi fratelli e porterà al successo il nome dei Saracens. Peccato però che la sua fama sia più rumorosa della sua bravura e viene convocato come riserva. A dargli la notizia sarà proprio suo padre che però non mancherà di vomitargli addosso tutto ciò che pensa di lui.
Deluso dalle parole dell’uomo di cui ha sempre voluto solo l’ammirazione, decide di mollare tutto e imparare a cavarsela da solo. Senza Rugby, sponsor, e impossibilitato ad accedere al suo conto, bloccato dal padre, deve necessariamente trovarsi un lavoro che gli permetta di mantenersi. Ma cosa potrà mai fare un ragazzo che è sempre vissuto di sport, partite di rugby e fotografie? La risposta arriva da “Angelo” – ristorante ormai famoso per le lettrici dei libri di Alessia -, che dopo le dimissioni di Lucy, la fidanzata di Dan, cerca un nuovo cameriere.
Ovviamente tutto questo avrà le sue conseguenze: i suoi fratelli non capiscono perché sia così ostinato dal non voler raccontare al padre la verità e rinunciare a ciò che sogna da quando ne ha memoria, suo padre non accetta che abbia mollato il rugby e la sua carriera per fare il cameriere, lui invece ogni giorno che passa è sempre più convinto della sua scelta, e quello che era il Tom di ieri, sembra non mancargli poi tanto.
E se la strada scelta finora non è quella che vorrebbe percorrere? E se il sogno che credeva di avere fosse solo il frutto delle aspettative degli altri? Come ad esempio rendere orgoglioso un padre che invece non ha perso occasione di dirgli quanto lo trova inetto e frustrante e di quanto poco si fidi di lui.
Ci sono sogni che portiamo avanti perché siamo convinti che stiamo realizzando ciò che vogliamo, e poi ci rendiamo conto non essere così, solo che li alimentiamo da così tanto, che non siamo in grado di sognare altro, che pensiamo di non poter esistere senza quell’obiettivo. Come si fa a sognare di nuovo? Imparando a conoscere se stesso, indipendentemente dagli altri.
Da Angelo, inoltre, arriva un nuovo capo, Carol, una ragazza determinata e arrivista, con il sogno di diventare modella e sfondare nel mondo dello spettacolo, a tutti i costi. Ma quanto costa realizzare il proprio sogno? Salvata da Matt nel momento in cui la sua vita stava per segnare il punto di non ritorno, ora è a capo della gestione del ristorante, ma una storia con un cameriere non se la può proprio permettere, nemmeno se questo cameriere è il numero 10 dei Saracens, perché una relazione d’amore, con tutti i sentimenti in ballo, può essere solo d’ostacolo alla sua carriera. Carol si è innamorata una sola volta e quella volta avrebbe forse rinunciato a tutto pur di stare accanto all’uomo che amava. E se succedesse di nuovo? Se l’amore ci mettesse nuovamente lo zampino, quali scelte farebbe?
E poi ci sono Vicky e Connor, 19 anni, compagni di liceo e tantissimi problemi da risolvere. Vicky frequenta lo stesso centro di Tom, ha bisogno di uscire anche lei dal giro di dipendenze, di credere in sé stessa, di imparare ad amarsi di nuovo e tornare ad essere la spensierata ragazzina di una volta che amava correre. Tom sarà il suo sponsor e questo porterà i due a confrontarsi più volte, a fuggire l’uno dall’altro qualche volta per poi incontrarsi di nuovo, a salvarsi e perdersi, ad aiutarsi e crescere.
Connor è il fratellastro di Carol, lui a scuola non è uno che eccelle, ma ama lo sport e ama il rugby, e vuole solo giocare nella squadra del liceo e poi magari sfondare in nazionale. Neanche a dirlo, Tom è il suo indolo, sarebbe voluto diventare come lui un giorno, se un incidente non lo avesse costretto su una sedia a rotelle. Ecco perché ora che si trova sulla sua strada non riesce a fare a meno di lui, anche se avere a che fare con Tom significa accettare delle sfide che nemmeno sognava di potersi giocare.
Come potrete capire da queste righe, di carne al fuoco ce n’è parecchia. Ed è per questo che vi avviso subito, Number Ten non è un romanzo come gli altri. Alessia ha fatto parecchie scelte coraggiose. Innanzitutto, la storia d’amore c’è ma non regge da sola il peso di tutta la storia, è qualcosa che si inserisce all’interno della vita di Tom e degli altri protagonisti, come ingrediente indispensabile ma non prevarica ciò che, credo, l’autrice vuole far emergere.
Possiamo dire che in questo romanzo Tom è il protagonista indiscusso, la sua crescita, la presa di consapevolezza, il suo cambiamento, vengono percepiti pagina dopo pagina, portando il lettore a concentrarsi sulla bellezza di questo personaggio che credeva di avere una vita già scritta, un destino segnato e invece, nell’istante più glorioso e allo stesso tempo difficile della sua carriera, ha rimesso tutto in discussione. Ha gettato quanto costruito fino a quel momento e ha ricominciato da capo, mettendosi in gioco. È stato semplice? Quasi mai. Tom affronta sfide difficilissime, ogni giorno, e ogni piccola vittoria, è un passo in più verso la scoperta di un nuovo sé. Chi vuole essere davvero? Per chiarire i suoi dubbi è stata necessaria la vicinanza di Connor e Vicky, il suo bisogno di prendersi cura di loro, di portarli molto prima dove lui ancora non è arrivato. Insegnare loro a non mollare, a non gettare la spugna, a non arrendersi di fronte agli ostacoli assurdi che la vita ci mette davanti, è stato vincente anche per lui stesso. Ogni lezione ai suoi ragazzi è una lezione anche per lui. Certo questo lo metterà anche di fronte a numerosi sacrifici e rinunce, il bene dei ragazzi prima anche del suo bene, aiutare loro prima di ogni altra cosa, anche di una persona che lo fa stare bene e ,per la prima volta, lo porta a desiderare l’amore.
Carol è una donna che adora il successo e ama gli uomini di successo, è determinata e ostinata, ma nasconde un lato dolce che ha bisogno di essere tirato fuori. Ha bisogno di qualcuno che la salvi, che la faccia sentire importante, che le permetta di mettere la sua vita in un’altra prospettiva. Tom con lei sente di poter respirare, sente di poter essere se stesso, ma non è in grado di metterla al primo posto, non vogliono le stesse cose e si trovano nel momento sbagliato della loro vita. Mentre Tom riscopre la bellezza delle piccole cose, della famiglia, dell’amicizia, dell’aiutare gli altri ed è disposto a dire addio a tutto per realizzare una felicità che non ha il sapore del successo, così come genericamente inteso, Carol non è ancora disposta a rinunciare a tutto, desidera ancora che il suo nome passi di labbra in labbra, che il mondo sia tappezzato di sue foto e l’amore non basta, non se deve essere sacrificato ad altro, non deve essere un fanalino di coda.
Carol è un personaggio che deve ancora crescere, ha fatto scelte sbagliate in passato, è stata aiutata, ha ricevuto tante porte in faccia ma c’è stato anche chi le ha aperto un portone, eppure non è stato abbastanza, rimane ancora una ragazzina che punta i piedi ed è disposta a ferire qualcuno che ama pur di essere una star.
Fino a quando il fine giustifica i mezzi?
Lo so ho parlato anche troppo, ma questo romanzo mi è proprio piaciuto per i temi trattati, per come l’autrice è stata in grado di proporli, per come ha costruito il personaggio di Tom, un personaggio imperfetto, che non sempre fa la cosa giusta, che sbaglia, e sbaglierà, che accetta che la vita sia fatta di un sacco di pit stop, in cui puoi applaudire ai successi ma accettare anche i fallimenti e che impara che da soli è difficile andare avanti, che a volte possiamo tendere una mano e permettere a chi ci vuole bene di stringerla e accompagnarci dove vogliamo arrivare, non siamo super eroi, ma umani, perfettamente imperfetti.
Concludo qui il mio pensiero su questo romanzo, non prima di essermi complimentata con Alessia per il finale. Lo so, forse non molte lo capiranno o lo apprezzeranno, ma io l’ho trovato coraggioso e giusto. L’amore non sempre vince su tutto, a volte per crescere dobbiamo prima andare avanti un po’ da soli, mettere al primo posto noi stessi e capire cosa vogliamo davvero, solo allora saremo in grado di amare un’altra persona senza pensare che questa sia un ostacolo a ciò che vogliamo. Quando avremo imparato capirci e volerci bene, e la felicità dell’altro sarà anche la nostra felicità, allora saremo pronti per amare ed essere amati.
Sono rimasta con l’amaro in bocca per alcune storie rimaste un po’ in sospeso e poco chiare, ma credo che Alessia abbia in serbo la giusta conclusione per tutti.

