L’ombra di Nora di Patrizia Zappa Mulas
Trama Il capitano dei carabinieri Agostino, appena promosso maggiore, si lascia alle spalle il Comando di Gubbio e un pezzo di vita. Quando sul treno diretto a Verona incontra un’anziana gallerista d’arte milanese, non sa che sta per affrontare un nuovo caso e sarà costretto anzitempo a riprendere l’attività investigativa in privato. Durante il viaggio, tra i due nasce una misteriosa intesa, che spinge l’elegante signora a svelare il motivo della sua preoccupazione. La donna è Nora Casiraghi, e ha appena ricevuto una lettera anonima che la informa di un furto subito di cui non si è accorta.
Il messaggio è uno strano gioco di parole che può aver composto solo qualcuno che frequenta la sua casa. Qualcuno che l’ha derubata ed è riuscito a farla franca. Perché allora farglielo sapere? Quale insidia nasconde il messaggio in codice?
Invece di prendere servizio nel nuovo reparto, Agostino raggiunge Milano e si trova catapultato in un ambiente disinvolto, tormentato e affascinante: la famiglia Casiraghi. Artisti geniali, matrimoni falliti, testamenti, carte bancomat taroccate e l’ombra di un ladro che potrebbe attentare alla vita di Nora. È sullo sfondo di una metropoli distratta e imponente che si muovono segreti dolorosi, prepotenze e gelosie. Ma chi può essere il fedelissimo che sta cercando di distruggere la pace dell’anziana gallerista?
Con eleganza e destrezza teatrale, Patrizia Zappa Mulas imbastisce le fondamenta di una classica detective story, imboccando poi il vorticoso flusso di un rompicapo che spiazza il lettore, strizzando l’occhio alla grande narrativa gialla internazionale.

L’ombra di Nora di Patrizia Zappa Mulas, noir e seconda indagine del Maggiore Agostino pubblicato da Sem lo scorso 10 giugno.
Uno degli elementi che ha colpito la mia attenzione quando ho letto la sinossi de L’ombra di Nora è stato quello del viaggio. Sarà che i percorsi in treno li ho sempre adorati, ma l’idea di far interagire due perfetti sconosciuti costretti a condividere la carrozza di un vagone, mi è sembrata davvero geniale. Forse perché tendiamo ad aprirci e confidare i nostri pensieri a chi non è emotivamente coinvolto nella nostra vita, e questo spesso offre un punto di vista avulso da pregiudizi. È quello che succede a Nora, seduta composta mentre fuori dal finestrino scorrono veloci paesaggi bucolici. Ha di fronte un elegante signore. I due non si rivolgono la parola, sono solo due passeggeri di un treno ad alta velocità e stanno raggiungendo due località diverse. Nora sta tornando a Milano, l’uomo invece è il capitano dei carabinieri Agostino promosso maggiore che, chiusa la parentesi umbra, sta per trasferirsi a Verona per cominciare un nuovo capitolo della sua vita e prendere servizio là. Sarà un piccolo guasto al treno a favorire una breve conoscenza tra i due che modificherà i programmi del maggiore deviandolo dal suo percorso di viaggio. La donna, una anziana e stimata gallerista milanese, confida al carabiniere di aver ricevuto una lettera stramba che ha allertato la sua attenzione e della quale non riesce a sbrogliare la matassa. Nella lettera Nora viene informata di essere stata vittima di un furto. Qualcuno l’ha derubata senza che lei se ne accorgesse, e il messaggio proviene proprio dall’anonimo ladro che ringrazia Nora, perché è riuscito a risolvere i suoi problemi con quanto le ha sottratto. Il maggiore Agostino rimane perplesso dallo stile della lettera, scritta in codice e con un misterioso gioco di parole, ma si convince anche che l’autore anonimo appartenga alla stretta cerchia di amicizie dell’anziana gallerista. Perché sollevare la questione se Nora non si è nemmeno accorta che qualcuno le ha sottratto qualcosa, forse la donna è in pericolo?
Basta questo per incuriosire il carabiniere e spostare il suo percorso di viaggio, rimandando l’insediamento a Verona di qualche giorno per seguire la donna a Milano. Ed è proprio nel capoluogo lombardo, teatro degli studi del maggiore quando era uno giovane universitario, che l’uomo conosce i contatti stretti di Nora, la sua famiglia , i suoi collaboratori e amici più intimi. Nora è una sorta di ape regina, un pianeta attorno a cui orbitano tutte le persone che la conoscono come tanti satelliti. C’è il marito più giovane di lei, che sembrerebbe il primo vero sospettato del furto. L’uomo sfrutta la posizione sociale della moglie per sfondare come pittore, ma non ha il talento necessario, non pare nemmeno più innamorato della moglie e le innumerevoli scappatelle lo dimostrano, ma i due continuano a stare insieme, nonostante tutto. Altri personaggi interessanti si incontrano lungo il percorso e devo riconoscere all’autrice la capacità di averli resi tutti altrettanto sospettabili.
Non conoscevo la penna di Patrizia Zappa Mulas o, meglio, la conoscevo come affermata attrice teatrale, ma non sapevo che fosse anche una elegante scrittrice. Sottolineo elegante perché a colpirmi di questo libro è stato lo stile di scrittura, oltre all’esaltazione del bello. L’autrice è laureata in estetica e tra le righe emerge il senso del bello artistico nelle lunghe pagine dedicate alle descrizioni di monumenti, a dimostrazione che un buon noir può anche raccontarci e illustrarci di quanta bellezza è piena il nostro Paese. L’ombra di Nora è il secondo libro dedicato al carabiniere promosso maggiore Agostino, seguito de Il talento della vittima, sempre edito da Sem. I due libri si possono tranquillamente leggere indipendentemente, e non vi nascondo che non vedo l’ora di recuperare la prima indagine del maggiore Agostino, che in molti passaggi mi ha ricordato l’investigatore privato Poirot nato dalla penna di Agatha Christie. Non certo per le idiosincrasie del poliziotto belga, quanto per l’acume investigativo.


Ho appena seguito l’i ntervista alla Sig.ra Patrizia nella Passione x il delitto Ne ho apprezzato le interessanti riflessioni di vario genere e cercato le recensioni. LA sua in particolare mi conferma che vale, perciò comprerò il libro.