La verità sul tenere segreti di Savannah Brown

Il padre di Sydney è l’unico psichiatra di una letargica cittadina dell’Ohio. Ed è anche, improvvisamente, morto. La ragazza non lo accetta, proprio non riesce ad affrontare il dolore e venire a patti con la sua scomparsa: nessuno può convincerla che lo schianto che l’ha ucciso in macchina sia stato un incidente. Quando comincia a ricevere messaggi minatori, Sydney non ha più dubbi, e i plausibili moventi per un omicidio sono fin troppo numerosi: suo padre, attraverso i suoi pazienti, era a conoscenza dei segreti di tutta la città. Tra cui quelli di June, la reginetta del ballo, che inspiegabilmente appare e scompare al funerale, e con la quale Sydney si addentrerà in una tenera relazione fatta di momenti rubati e isolati. Sarà quando June tenterà di allontanarla per motivi misteriosi che la verità sui messaggi anonimi, sui segreti, sul passato comincerà a venire a galla. Ma Sydney vorrà davvero saperla?
La verità sul tenere segreti è un avvincente thriller young adult e un mystery psicologico, ma è anche il racconto delicato dell’accettazione e del superamento di una perdita fondamentale quanto inattesa, della ricerca – negli affetti e in se stessi – della forza per abbattere ogni forma di esclusione e prevaricazione, della bellezza delle amicizie imperfette e del primo, stravolgente amore.
La verità sul tenere segreti di Savannah Brown, young adult mistery in uscita oggi, 6 luglio, grazie a Rizzoli.
Quest’anno la casa editrice Rizzoli si è superata nelle sue pubblicazioni young adult, spaziando tra i diversi generi e offrendo tantissimi spunti di riflessione ai lettori perché la bellezza degli young adult sta proprio nel non limitarsi a raccontare una storia, ma a farti comprendere le difficoltà che ogni situazione porta con sé. Ci sono stati libri che mi hanno fatto sospirare, altri che mi hanno fatto commuovere e altri ancora venire i brividi e un senso di angoscia perenne. Non ho alcun dubbio nell’inserire La verità sul tenere segreti in quest’ultima categoria. Nonostante il cambio di passo e l’evoluzione delle dinamiche non sono riuscita mai a levarmi di dosso questo profondo stato di ansia che permea l’intera narrazione.
Non avevo mai letto nulla di simile, il genere thriller non appartiene alla mia comfort zone, solitamente non lo prendo nemmeno in considerazione, ma questa trama mi chiamava a gran voce e sono felice di essermi buttata. Nonostante il giudizio positivo di questo esperimento non cambierò genere e continuerò a leggere young adult ma non passerò ai thriller puri.
Sydney non è una protagonista semplice, non è facile empatizzare con lei, non è facile starle accanto e nemmeno comprendere molte delle sue azioni, ma è altrettanto difficile non sentire la voglia di darle una mano e aiutarla a superare questo momento così complicato da vivere per chiunque. Lei si è messa in testa che la morte del padre non sia accidentale, trova assurdo che se ne sia andato così, senza che nessuno sia implicato e non ha nessuna intenzione di lasciar perdere, vuole scavare a fondo fregandosene di quello che dice la polizia. Il padre conosceva i segreti di troppe persone di quella cittadina perché non sia stato messo a tacere per sempre. La madre di Sydney non sa come affrontare il dolore della figlia, non sa come aiutarla, vorrebbe solo che accettasse che il padre non c’è più senza logorarsi alla ricerca di un colpevole.
Le certezze di Sydney aumentano quando il giorno del funerale riceve un messaggio anonimo a cui faranno seguito altri, tutti messaggi diretti a lei da una persona che sembra conoscere ogni suo spostamento, messaggi che culminano in un regalo di Natale davvero poco gradito. Quando la madre la convince a tronare a scuola Sydney può contare sull’appoggio della sua migliore amica e della vicinanza inaspettata di June, la reginetta del ballo, la ragazza più popolare, fidanzata col ragazzo d’oro. Sydney fatica a capire come sia possibile che June si interessi a lei, forse centra il fatto che fosse legata a suo padre di cui era paziente, forse vuole aiutarla a superare il lutto o forse semplicemente ha bisogno di qualcuno che la veda oltre la maschera che mostra al mondo.
Il rapporto tra Sydney e June cresce, sembra che la presenza dell’una sia indispensabile per l’altra, fino al giorno in cui di punto in bianco June abbandona Sydney, le dice che non possono più vedersi e devono stare lontane. Sydney non riesce a spiegarsi questo cambio di rotta repentino, deve essere successo qualcosa di grave per spingere June ad allontanarla così bruscamente e grazie a un amico del gruppo si sostegno a cui la madre l’ha costretta a presenziare la soluzione sembra essere vicina e…molto pericolosa.
La verità sul tenere segreti mi ha tenuta incollata alle pagine, nonostante la prima parte si concentri sull’elaborazione del lutto, o meglio la non elaborazione, da parte di Sydney e solo nella seconda parte il mistero si infittisca e inizi a vedersi qualche spiraglio nella trama che il colpevole ha ordito, il ritmo rimane sempre buono seppur rendendosi adrenalinico solo sul finale. Non essendo una lettrice di thriller non avevo capito chi fosse il mittente dei messaggi minatori ricevuti da Sydney e il motivo di questo comportamento psicotico, alla fine tutto trova una risposta, ma questo potrebbe non bastare.


