JAVIER di Debora C. Tepes

Vi starete chiedendo chi sono.
Sono un uomo disposto a tutto. Mi hanno voluto per la mia ferocia, mi hanno scelto per la mia imperturbabilità, e mi hanno trovato. Ora ho una missione da portare a termine e, costi quel che costi, non lascerò che il mio sangue macchi questa terra infetta.
Sono una macchina da guerra: le armi con cui mi difendo, le vite con cui gioco e la violenza con cui combatto mi rendono l’uomo che da dodici mesi guardo allo specchio. Qualcuno potrebbe definirmi il peggiore dei bastardi, e avrebbe ragione.
Nessuno mi fermerà.
Nessuno potrà impedirmi di raggiungere il mio obiettivo, neanche lei.
Il suo sguardo è letale, il suo sorriso è pericoloso, la sua rabbia è devastante. Lei è proibita, ma io possiederò il suo corpo, soggiogherò la sua mente e risucchierò la sua anima. Mi nutrirò di lei come il peggiore dei predatori.
Se proverà a opporsi, la distruggerò.
Nessuno dovrà scoprire chi sono.
Soprattutto lei.

Recensione di Karmen – Attendevo da un sacco di tempo di leggere il romanzo di cui vi parlerò quest’oggi, le immagini che l’Autrice postava sui social in ogni occasione mi accendevano un fuoco dentro e sapevo perfettamente che la fiamma non si sarebbe spenta fino a quando non avessi letto il suo titolo sul mio Kindle.

Credete che l’incendio sia stato sedato?

Assolutamente no !!

Ma andiamo per gradi, il Romanzo di cui sto per parlarvi è “JAVIER” scritto dalla perversa penna di Debora C. Tepes, un Self Publishing ambientato nella Colombia più cattiva, oscura e violenta, dove odio e amore, vendetta e attrazione, luce ed oscurità faranno da scenario alle vite dei due protagonisti: Javier e Yamile.

Yavier Romero manca da Medellin da dodici anni, da quando si è lasciato alle spalle lo schifo e l’odio che quella città gli ha arrecato quando i suoi genitori vennero ferocemente assassinati da uno dei più pericolosi cartelli del narcotraffico colombiano: la famiglia Solano.

Lui è l’oscurità.

Lui è un baratro senza fine.

Lui è il centro dell’inferno.

In questi lunghi anni, la sete di vendetta è maturata dentro di sé fino a renderlo un esperto agente della DEA capace di assumere i ruoli più crudeli per smascherare i traffici più pericolosi.

Proprio una nuova missione lo riporterà a Medellin ed il suo compito sarà quello di infiltrarsi all’interno di quella stessa famiglia che tanto odia.

Per farlo, dovrà fingersi un efferato sicario assumendo il nome di Manuel Rodriguez, il Tirador e guadagnarsi la stima e la fiducia dell’onnipotente Don Julio Solano e dei suoi figli, insinuandosi così nei loro traffici fino a scoprirne ogni segreto in grado di metterli in ginocchio e compiere così la propria vendetta.

Da domani sarò Manuel, un esperto sicario, un killer, un criminale.

Se mi ordineranno di uccidere un innocente, dovrò farlo.

Se mi ordineranno di massacrare un rivale, dovrò farlo.

Se mi ordineranno di combattere contro i buoni, dovrò farlo.

Per non far saltare la copertura, dovrò fare di tutto.

Zero errori, zero sospetti.

Anche per questo mi hanno scelto: sono una macchina da guerra, e questa è la mia battaglia personale.

Quello che Javier non ha però messo in conto è l’incontro con lei, quella ragazza così delicata ed innocente nel curare le sue orchidee ma allo stesso tempo selvaggia nel cavalcare il suo purosangue.

È diversa dalle altre ragazze conosciute fino a quel momento.

Sto per avvicinarmi a una mora strizzata in un vestitino rosso con l’intento di portarmela subito di sopra, quando la mia attenzione è catalizzata dalla

ragazza che sta scendendo le scale della villa.

Mi accorgo che tutti stanno guardando lei, come se fosse una divinità arrivata sulla Terra.

E lo è, cazzo se lo è.

Metto a fuoco la figura alta e sinuosa, capelli lunghissimi di un dorato scuro e quegli occhioni verdi come la foresta tropicale. È lei. La stessa che

questa mattina curava le orchidee. Ma ora è diversa. Sembra più donna, più sofisticata. Avvolta in un aderentissimo abito nero velato che le copre a

stento le parti intime. È tutto un gioco di vedo e non vedo, e io voglio vedere.

E toccare. E annusare. E possedere.

È bella come una regina.

Lei è la regina della finca.

 

Lei è Yamile Solano l’unica figlia femmina del suo peggior nemico.

Yamile è una ragazza bellissima, con una vita all’apparentemente perfetta, vive in una villa meravigliosa, piena di gioielli, vestiti, uno splendido purosangue a sua disposizione, circondata da sfarzo e ricchezza ma, questa è solo apparenza.

Da circa dieci anni infatti, quando la madre venne rapita e brutalmente uccisa, vive segregata nella sua gabbia dorata, la finca, tra le sue adorate orchidee, le Cattleya in colombiano, come una principessa nella torre, senza il permesso di uscire, di conoscere gente e ovviamente di conoscere uomini: una donna trofeo da mostrare per la sua bellezza ma senza alcuna voce in capitolo.

Ora però questo non le basta più, ha la necessità di vivere la propria vita, di essere libera, di ricominciare a respirare e la sua nuova boccata d’ossigeno ha le sembianze di un uomo dall’aspetto rude, muscoli voluminosi, grossi tatuaggi, capelli tagliati cortissimi e occhi scuri da bastardo: Manuel Rodriguez.

Manuel le donerà la speranza e lei è disposta a tutto pur di averlo ma, più lei cercherà di avvicinarsi, più lui proverà ad allontanarla da sé pur di non mettere a rischio la propria missione e qualcosa di più profondo nascosto al centro del proprio petto, qualcosa di mai provato prima d’ora, qualcosa di più pericoloso di quello che le cicatrici presenti sul proprio corpo gli hanno inferto.

Quando mi hanno sparato, non ho sentito lo stesso dolore.

Quando mi hanno quasi ucciso, non ho sentito lo stesso dolore.

Quando mi hanno accoltellato ripetutamente, non ho sentito lo stesso dolore.

Ma adesso lo sto sentendo tutto, si è attaccato alle mie viscere come un cancro, si sta insinuando nelle mie ossa.

Sono spacciato.

Yamile Solano mi ha in pugno.

Javier sarà in grado di resistere alla tentazione?

La fisso con disprezzo, come se fosse davvero una sporca sgualdrina, come se il suo odore fosse rivoltante, come se il suo corpo fosse contaminato.

È l’unico modo per respingerla.

È l’unico modo per detestarla.

È l’unico modo per non arrendermi a lei.

Mi volto e mi allontano a passo svelto, lasciandola lì, tremante e scossa, vestita solo della sua fragilità. Vado in quella che dovrebbe essere la mia

stanza, mi sbatto la porta alle spalle e colpisco il muro con un pugno.

«Cazzo!». Digrigno i denti, appoggiando la fronte contro la parete.

Non so cosa diavolo mi stia succedendo.

A me che sono un cinico di merda.

A me che sono una macchina da guerra.

A me che sono il miglior agente speciale della DEA.

A me che sono semplicemente un uomo.

E, se così non fosse, quale potrebbe essere il rischio maggiore? Scatenare l’ira dei Solano, mandare a monte la missione o rimetterci il cuore cedendo ad un sentimento sconosciuto ma profondo?

Per scoprirlo non Vi resta che leggere questo sconvolgente Romanzo.

Mi maledico, sferro un pugno nel muro e poi un altro ancora, afferro la poltrona e la lancio contro l’armadio, prendo a calci la porta soffocando un grido di disperazione.

Sono solo un uomo.

E gli uomini sbagliano.

Non sono più una dannata macchina da guerra, non da quando ho capito che posso provare sentimenti.

Sono solo Javier, un agente speciale della DEA che si sta innamorando della sua nemica.

Cari Smeraldi partiamo da una premessa doverosa, Javier non è un romanzo per tutte, non troverete cuori o fiori, non troverete due protagonisti perfetti o una storia che Vi farà battere il cuore in tanti piccoli dolci battiti…

Eh no ragazze mie…

Questa è una storia di violenza, dolore e morte, la tensione si taglierà con il coltello, l’ansia vi entrerà sotto pelle e l’angoscia vi terrà svegli pagina dopo pagina fino allo sconvolgente epilogo.

Nulla è scontato, il colpo di scena è sempre in agguato, tanto da farmi desiderare di tenere anche sotto il mio di cuscino una Glock sempre carica (non si sa mai).

Un Cocktail inesauribile di suspense, azione, paura e passione, dove ogni cosa ha il proprio ruolo ben definito, anche il silenzio.

Yamile e Javier si faranno amare ed odiare allo stesso tempo, l’attrazione tra di loro è un qualcosa di unico, con i loro sguardi, i loro incontri fugaci, la loro sensualità e rudezza.

Siamo un incastro di corpi sudati e ardenti.

Siamo bene e male.

Orgasmo e violenza.

Passione e perdizione.

In alcune occasioni le loro azioni risulteranno quasi incomprensibili e Vi verrà voglia di scaraventare il Vostro Kindle fuori dalla finestra, per quanto mi riguarda dal mio ormai famoso gocciolante lucernario, poi però tutto ha sempre preso la giusta forma ed anche la mia visione è stata ridimensionata.

«Tu e io siamo destinati a soffrire, forse è per questo che ci siamo subito capiti. Siamo terre abbandonate da Dio, usurpate dalla cattiveria umana, governate da una forza indistruttibile. Siamo come le Ande, radicate a osservare da un’altura la violenza e il sangue. Siamo come il meraviglioso crepuscolo che stiamo contemplando: prossimi alla fine»

Per quanto riguarda la scrittura di Debora cosa potrei aggiungere ancora, ho letto i suoi precedenti romanzi e questo è solo stata la conferma della sua bravura, il linguaggio è diretto, fluido, scorrevole (a parte una doverosa parte descrittiva nella parte iniziale), il ritmo è incalzante capace di tenerci incollate pagina dopo pagina senza un attimo di tregua fino al suo epilogo che ahimè mi ha fatto versare non poche lacrime.

Il lavoro di ricerca svolto è qualcosa di incredibile, addentrarsi in un ambiente così corrotto e violento non è una cosa da tutti e Debora c’è riuscita in maniera magistrale, anche la suddivisione in tre parti più l’epilogo è un qualcosa di innovativo. I diversi POV in prima persona ci daranno una visione completa dell’intera trama, capace di darci modo di entrare in empatia con i due protagonisti e provarne sensazioni, timori e ovviamente quella passione che piano piano si evolverà in un sentimento forte ed inaspettato fino alle ultime pagine, quando il brodo di giuggiole si trasformerà in Shock allo stato puro (Debora ti stalkererò per questo sallo).

Che altro dire?

Andate subito a leggerlo!

Buona Lettura.

bellissimo

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