Il dilemma di B.A Paris
Trama Finalmente il grande giorno di Livia è arrivato. Oggi, per i suoi quarant’anni, avrà la magnifica festa che sogna da quando, giovanissima e incinta, ha dovuto rinunciare al ricevimento di nozze, accontentandosi di una cerimonia frettolosa. Oggi nulla dovrà incrinare la sua gioia. Perciò ha deciso che aspetterà l’indomani per rivelare al marito Adam un segreto che coinvolge la figlia Marnie. Per fortuna, Marnie è a studiare a Hong Kong e non c’è modo che li raggiunga. Meglio lasciare che Adam si goda la serata, prima di condividere quel peso con lui. Sono settimane che Adam prepara la sorpresa per il compleanno della moglie: far arrivare Marnie in tempo per la festa. Tuttavia, dopo aver avuto conferma della partenza dalla figlia, Adam apprende una notizia sconcertante che la riguarda e che potrebbe distruggere per sempre la loro famiglia. Adam sa che dovrebbe informare subito Livia, ma così la priverebbe di nuovo del suo giorno perfetto. Meglio concederle qualche ora di felicità, prima di scaricare su di lei quel doloroso fardello. Per quanto Adam e Livia si sforzino di controllare la situazione, è difficile mentire a parenti e amici, soprattutto se si vuole apparire sereni mentre dentro infuria la tempesta. E, nel corso della serata, la verità alla fine verrà a galla… In questo romanzo carico di suspense, B.A. Paris mette a nudo le debolezze dell’animo umano, ponendoci di fronte a una domanda scomoda: esistono davvero le bugie a fin di bene? È giusto nascondere la verità per proteggere i nostri cari?

Il dilemma di B.A Paris, thriller con suspense in uscita oggi, 25 marzo grazie a Casa Editrice Nord.
Ho un tale peso dentro al petto che non riesco quasi a respirare. Quando mi è stata proposta la lettura dell’ultimo libro di B.A. Paris ho subito accettato perché conosco benissimo la penna magica di questa autrice e la sua innata capacità di descrivere le dinamiche all’interno dei nuclei familiari. Sono stata ampiamente presa in giro in passato perché, per molti, l’autrice non scrive veri e propri thriller, ma vicende che hanno sempre le coppie o le famiglie come punti nevralgici di narrazione. È vero, ma è anche vero che i suoi “domestic thriller”, come amo definirli, mi rimangono dentro per molto tempo dopo averli letti. È successo con La coppia perfetta, con Non dimenticare e con La moglie imperfetta, tutti titoli già editi da Nord. Con Il dilemma non ho messo in conto l’aspetto puramente emotivo, perché quest’ultimo romanzo in uscita oggi mi ha fatto versare fiumi di lacrime e mi ha lasciato una profonda inquietudine che fatico a metabolizzare. Il romanzo mi è piaciuto? Sì. Lo consiglierei? Sì. Ma sappiate a priori che dopo averlo letto vi interrogherete sulla stabilità dei vostri rapporti familiari, su quello che dite al vostro partner e su che cosa in realtà gli tacete, per quieto vivere o per non turbarlo. E viceversa, vi domanderete se lui sia totalmente onesto con voi e vi racconti tutto. Se consideriamo la sincerità un pregio e il nascondere la verità un difetto, dovremmo condannare sempre chi mente, ma se la menzogna serve a fin di bene, la si può giustificare?
Adam e Livia sono sposati da vent’anni, si amano follemente, hanno due splendidi figli grandi, entrambi ormai fuori di casa, Marnie a studiare per un anno a Hong Kong e Josh, il maggiore, che sta per accettare un master a New York. Adam ha dovuto accantonare il sogno di diventare ingegnere civile, ripiegando su una carriera da falegname, e Livia ha rinunciato al matrimonio sfarzoso e da sogno, perché è rimasta incinta quando aveva appena 17 anni e la sua famiglia le ha voltato le spalle, rinunciando a lei, rifiutandosi di conoscere i suoi figli, interrompendo ogni genere di rapporto. Non è sempre stato un matrimonio facile quello tra Adam e Livia, non è mai stato messo in discussione il loro amore, ma Adam ha penato ad accettare il suo ruolo di padre in giovane età. E anche il rapporto con Josh, il maggiore dei figli, non è rose e fiori. Adam ha faticato a calarsi nel ruolo di genitore, con Marnie invece è stato molto presente. Dall’altro lato, Livia non ha mai rimpianto le sue scelte, essere la moglie di Adam e madre dei suoi due figli è sempre stato ciò che voleva di più, e ha tutto il diritto sulla soglia dei 40 anni di desiderare la festa dei suoi sogni. Ha immaginato per anni tutti i particolari, ed è finalmente pronta a festeggiarsi come merita, con un grande ricevimento. Peccato che la figlia Marnie non potrà essere presente, non facendo in tempo a tornare da Hong Kong. Ma in realtà Livia non è poi così dispiaciuta, ha scoperto un segreto che riguarda la figlia e che sta tacendo al marito. Sa che questa cosa scuoterebbe gli equilibri familiari, e vuole rimandare il momento della verità fino a dopo la festa. Sono settimane invece che Adam prepara la sorpresa di compleanno a Livia, con la complicità di Marnie. Ha organizzato in gran segreto il rientro della figlia e non vede l’ora di gustarsi la reazione della moglie, quando si vedrà spuntare la ragazza al grande party. Non appena, però, ha la conferma che Marnie si trovi a bordo del volo che la riporterà a casa, viene a conoscenza di una notizia terribile che riguarda la figlia, e non sa se rivelare tutto a Livia mandando a monte il suo compleanno. O portare da solo il fardello, facendo godere alla moglie la sua agognata festa.
Ho impiegato tre ore a leggere Il dilemma, e sono state tre ore febbrili, intervallate da un leggero senso di ansia. Non posso chiaramente svelarvi che cosa nascondono Livia ed Adam, ma sappiate che la loro scelta di tacere vi farà dapprima storcere il naso e poi, se pur non condividendola, la rispetterete e accetterete. Ho pensato inizialmente che Livia fosse superficiale ed egoista, sono invece arrivata al punto di capire la sua reticenza nel rivelare che cosa sa della figlia. Ho empatizzato decisamente di più con Adam, sebbene il suo segreto sia molto più grande di quello della moglie, ma da genitore ho capito che ogni sua scelta era mossa dal grande amore per Livia. Tutta la narrazione si svolge nell’arco di sole 24 ore, ogni capitolo a POV alternato è caratterizzato da un preciso momento della giornata scandito dallo scorrere lento delle lancette di un orologio. Questo tipo di narrazione ha reso tutto serratissimo. Scoprirete presto che cosa tacciono, vivrete con loro le indecisioni, il turbamento, vi lascerete trasportare da una storia incredibile che la Paris ha ancora una volta tratteggiato con grande maestria. E nel finale, che avrei preferito diverso, vi scioglierete in calde lacrime.


