I cieli di Sandra Newman

i cieli

New York, 2000. Kate e Ben si incontrano a una festa e s’innamorano subito. È l’alba di un nuovo millennio, il primo senza una guerra in nessuna parte del mondo. L’ONU ha appena piantato la sua bandiera su Marte. Una senatrice del partito dei verdi sta per diventare la prima presidente degli Stati Uniti. Kate si addormenta, consapevole di essere amata. Londra, 1593. Da sempre, ogni notte, Kate sogna di essere Emilia, musicista e poetessa italiana nell’Inghilterra della fine del Cinquecento. Tormentata dal presagio di una città bruciata e distrutta, decide di salvare il mondo. Ogni decisione che prenderà, influenzerà la vita di un giovane e sconosciuto poeta, William Shakespeare, quella di Kate e di Ben, il mondo del Duemila. Una storia d’amore, di universi alternativi, di follia, di poesia e di viaggi nel tempo. Un sogno annidato in un bizzarro risveglio; un romanzo su quel che abbiamo perduto e quel che ancora possiamo salvare.

I cieli di Sandra Newman, romanzo di narrativa pubblicato da Ponte alle Grazie il 3 ottobre.

Quando ho richiesto alla casa editrice questo libro l’ho fatto perché intrigata dalla trama e ammaliata dalla copertina, probabilmente non me ne sbarazzerò mai perché da vedere è troppo bello ma, in tutta sincerità, non ci ho capito granché. Adesso sorge il problema principale: come si può recensire un libro di cui si è capito poco e niente? Ho fatto passare qualche giorno per poter raccogliere le idee e mi trovo sempre al punto di partenza con un enorme MAH che pende sulla mia testa! Cincischiare è inutile quindi eccomi qui a imprimere nero su bianco le emozioni che mi ha suscitato e i tanti interrogativi che resteranno per sempre senza risposta.

Kate e Ben si incontrano a una festa e tutto sembra andare per il meglio, la loro connessione è immediata, tanto da indurli ad appartarsi per potersi raccontare meglio. Il personaggio di Kate è sicuramente il più particolare, ma di normali non ne incontrerete nemmeno uno durante la lettura, di questo potete essere certi.

All’inizio del romanzo Kate e Ben vivono in una New York che, a parte qualche piccola differenza, può essere assimilabile alla New York che tutti conosciamo, ci troviamo nella nostra zona di confort, non abbiamo nessuno stravolgimento e riusciamo a comprendere quello che sta succedendo. Poi però arriva il ‘primo sogno’ di Kate. Kate però nei propri sogni non è Kate, ma una donna di nome Emilia che sembra avere molto a che fare con William Shakespeare.

Nel presente William Shakespeare è uno sconosciuto, Kate chiede a Ben e agli altri se ne hanno mai sentito parlare e tutti rispondono che non hanno la più pallida idea di chi possa essere costui. E questa è sicuramente una delle prima stranezze che balza all’occhio durante la lettura. Il presente è simile a quello che abbiamo vissuto, ma alcune cose non coincidono con ciò di cui noi siamo a conoscenza. Assolutamente destabilizzante.

La vita di Kate prosegue accanto a Ben che è sempre più preoccupato per le sue stranezze, sembra non ricordare chiaramente gli eventi e vivere in un mondo tutto suo. Un mondo che gli altri minimizzano, Kate deve avere per forza una fervida immaginazione per dire certe cose ed essere certa siano realmente accadute, sicuramente ha una malattia che non le è mai stata riscontrata. Forse potrebbe trattarsi di schizofrenia e può essere curata.

Kate fatica a raccapezzarsi (a anche io ammetto di non esserci riuscita) perché ogni volta che torna da Will, l’uomo che deve aiutare perché è certa possa cambiare il mondo, il presente in cui vive presenta delle differenze. A volte possono essere piccole cose, altre volte cambiamenti radicali e difficili da accettare. Kate è un’anima pura e ogni volta che qualcosa non le torna lo fa presente a Ben, ai suoi migliori amici e ai suoi genitori (anche qui il punto interrogativo ? resta enorme e insoluto).

Il problema maggiore di questa scelta così ardita è stato per me la mancanza di empatia. Non sono riuscita a entrare in sintonia con Kate perché tutti questi cambiamenti repentini non mi hanno permesso di conoscerla davvero e di sentirmi vicina a lei. Non parliamo poi di Ben che è lì, ma non serve praticamente a nulla, a parte farci sapere che stare vicino a una donna come Kate è praticamente impossibile.

Cosa ancor più sconcertante è stato il finale. Sarà un mio limite, avrò seri problemi con la scrittura di questa autrice, il linguaggio sarà troppo intricato, la trama troppo arzigogolata…sarà, ma io sono riuscita a non capire nemmeno quello e quindi eccomi qui con un trilione si domande che non hanno trovato risposta e la certezza di non essere il lettore giusto per I cieli.

Spero davvero che qualcuna tra voi lo leggerà, lo comprenderà e verrà a spiegarmi tutto per filo e per segno, per adesso resto con tutti i miei dubbi e la sicurezza di aver letto un libro talmente particolare da poter essere definito con una sola parola: strano.

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2 risposte

  1. Aria ha detto:

    Vorrei anche io che qualcuno mi spiegasse il finale…sono confusa

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