Guida ai pizzi e alla pirateria per giovani gentildonne di Mackenzi Lee

Felicity Montague ha due obiettivi nella vita: evitare il matrimonio con Callum Doyle e iscriversi alla facoltà di medicina, riservata agli uomini. Una speranza però c’è: l’eccentrico dottor Alexander Platt sta cercando assistenti. Felicity dovrebbe recarsi da lui in Germania, ma non ha i soldi per il viaggio. Fortunatamente una donna misteriosa si offre di pagarglielo, purché la porti con sé travestita da sua cameriera. Quali sono i veri motivi di tanta insolita generosità?

Guida ai pizzi e alla pirateria per giovani gentildonne di Mackenzi Lee, secondo volume della dilogia Montague Siblings in uscita oggi, 29 settembre, grazie a Mondadori Oscar Vault.

Con questa seconda spettacolare avventura si conclude la dilogia dei fratelli Montague e io già soffro. Felicity è senza alcun dubbio il personaggio più tosto e intransigente della comitiva e avrà modo di dare sfoggio delle sue caratteristiche a ogni pagina. Una ragazza che sa esattamente cosa vuole dalla vita e che mette in campo tutta se stessa per ottenerlo.

La ritroviamo a Edimburgo intenta a tentarle tutte per entrare nella facoltà di Medicina. Purtroppo per adesso nemmeno i colloqui le sono stati concessi essendo una donna. Per vivere ha accettato di lavorare in una piccola panetteria non immaginando che il proprietario avesse un secondo fine. Già perché di punto in bianco Felicity si ritrova a dover rifiutare una proposta di matrimonio. Callum è convinto che la sua idea di iscriversi a medicina sia malsana e poco consona a una ragazza rispettabile ed è certo di doverla salvare da se stessa. Come ben potrete comprendere Felicity fugge a gambe levate da lui e dalla sua mentalità chiusa e retrograda e raggiunge Monty e Percy per cercare un appoggio.

Felicity non ha nessuna intenzione di gettare la spugna e così usa tutti i mezzi a propria disposizione per riuscire, con un inganno, a ottenere un colloquio. Peccato che nemmeno questo vada a buon fine. Felicity è tosta e il dottor William Cheselden se ne è accorto subito, per questo le dice una frase sibillina che le mette una pulce nell’orecchio e le permette di adottare un’altra strategia. Il professor Alexander Platt, idolo di Felicity, sta per partire per una spedizione e cerca del personale, peccato che in questo momento si trovi a Stoccarda per sposare Johanna Hoffman, ex migliore amica di Felicity con cui i rapporti sono piuttosto tesi e che a Felicity manchino i soldi per affrontare quel viaggio.

Fortuna vuole che una donna misteriosa di offra di accompagnarla per un tornaconto personale «Voglio recuperare una cosa che è stata sottratta alla mia famiglia». «Quindi siete una ladra.» «Non ho detto questo.» «“Recuperare” è “rubare” in abito da sera.» «No, non è un furto» insiste lei. «C’è una cosa che apparteneva alla mia famiglia e credo che ora si trovi nelle mani degli Hoffman. Voglio solo sapere dov’è.» Felicity non è convinta ma è consapevole che questo è l’unico modo che ha per provare a realizzare il suo sogno di diventare un medico quindi accetta l’aiuto di Sim. Ora non resta che convincere Johanna della sua buona fede per farsi invitare al matrimonio e riuscire poi a parlare con Platt per convincerlo a includerla nella sua spedizione. Due cosine da niente in pratica.

La descrizione perfetta di Felicity ce la fornisce proprio lei «Sono spinosa e antipatica e strana e non sempre gentile.» ed è verissimo, lei è piena di spine perché deve difendersi da un mondo che non è in grado di accettare la sua vocazione, se questo la rende antipatica ben venga perché le donne di carattere spesso sono etichettate in questo modo solo perché sanno ciò che vogliono e non mollano il colpo fino a quando non hanno raggiunto l’obiettivo.

Johanna resta stupita quando se la ritrova davanti, entrambe ricordano bene gli epiteti che si sono scambiate l’ultima volta in cui hanno avuto una conversazione, ma riescono a sotterrare l’ascia di guerra perché ciò che le legava era molto forte e importante e non può essere cancellato con un colpo di spugna. Felicity, Johanna e Sim scopriranno presto che sono sulla stessa barca e che solo restando unite riusciranno ad avere la meglio su quel farabutto di Platt «Lo sapevi già?» «Sapevo che cosa? Che è un furfante, un tossicomane e un depravato? Certo che lo sapevo. Passa più tempo drogato che sobrio e tutti gli affari che fa con mio zio sono a credito perché spende una fortuna in oppio.».

È giunto il momento di mettere da parte qualsiasi vecchia ostilità e salpare insieme alla ricerca di un tesoro di valore inestimabile che potrebbe cambiare le sorti del mondo. Perché il matrimonio di Platt con Johanna era un matrimonio di interesse e il fatto che sia saltato lo farà molto arrabbiare e svelerà la sua vera natura.

Felicity, Johanna e Sim sono tre donne forti e caparbie, tre donne che raramente avete incontrato sia nella vita che nella finzione letteraria. Le amerete anche quando mentiranno, anche quando sembreranno smarrite, anche quando non sapranno come agire per uscire dai guai che stanno loro alle calcagna. Ho adorato come sono state caratterizzate dall’autrice e tutti gli elementi che ha inserito per renderle così toste e allo stesso tempo volubili.

Guida ai pizzi e alla pirateria per giovani gentildonne è meno divertente e scanzonato rispetto a Guida ai vizi e alle virtù per giovani gentiluomini ed è giusto così perché rispecchia appieno Felicity e la sua tenacia. Leggetelo smeraldi e consigliatelo a tutte le vostre amiche e anche alle vostre figlie perché è un inno al femminismo senza scadere nella retorica. Mackenzi Lee è promossa a pieni voti!

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