Dante e Giotto. La storia un po’ vera, un po’ romanzata, ma molto avventurosa di due amici geniali di Pierdomenico Baccalario

10 giugno 1289. Nella campagna toscana, tra Arezzo e Firenze, si schierano gli eserciti delle due città. Tra le file dei fiorentini, un nobile cavaliere e un fante armato di spada si fronteggiano. Ma a un tratto il fante chiama l’altro per nome: – Ehi, Dante! Ma sei proprio tu?!
Così si ritrovano due amici d’infanzia: Dante Alighieri e Giotto di Bondone. Ma non è un incontro felice: sono passati molti anni dalla loro amicizia di bambini, eppure Dante è ancora arrabbiato con Giotto per uno scherzo finito male. Il giorno dopo ci sarà battaglia e i due saranno chiamati a rischiare la vita. Ma la notte è lunga, e i due geni sapranno riempirla di parole e immagini che salgono fino alle stelle.
Il libro è arricchito da un’appendice sulla vera storia di Dante e Giotto, che racconta con immediatezza e ironia il contesto storico in cui i due artisti hanno vissuto: il Medioevo, un’epoca in cui “se nasci nobile, hai dei contadini che lavorano per te. In cambio però li devi difendere, altrimenti ciao. Se nasci tra i contadini, lascia perdere: sarebbe meglio credere nella reincarnazione e aspettare il prossimo giro. E, comunque sia, se ti comporti male, sei dannato anche nell’aldilà. Amen”.
Dante e Giotto. La storia un po’ vera, un po’ romanzata, ma molto avventurosa di due amici geniali di Pierdomenico Baccalario, romanzo per ragazzi pubblicato da Il battello a vapore il 18 maggio.
Ero molto incuriosita da questo aspetto, nella mia ignoranza Dante e Giotto non avevano mai interagito tra loro, non so perché, ma fatico sempre a immaginare due geni che si incontrano e diventano amici, mi è più facile pensare alle diatribe e ai dissapori tra alcuni di loro che a legami duraturi. Vero è che in questo caso non giocano nella stessa categoria e quindi è più facile immaginare un rapporto di amicizia.
Questo è un libro molto simpatico in grado di mostrare ai giovani lettori non solo come si vivesse nel Medioevo, ma anche la normalità che sta alla base di ogni legame, perché non si deve pensare che gli artisti siano tanto diversi da noi, anche loro si conoscono, si affezionano, litigano e infine fanno pace.
I protagonisti sono Dante, al secolo Durante di Alighiero degli Alighieri, e Giotto, Ambrogiotto Di Bondone. Di loro sappiamo molte cose, ma quello che conosciamo meglio sono le loro opere, non ho mai approfondito le loro vite, non ero certa di conoscere nemmeno i nomi delle loro consorti perché per me sono sempre stati ‘il Sommo Poeta’ e ‘uno dei più grandi artisti, e architetti, di tutti i tempi’. Questo è il settecentenario della morte di Dante e si parla di lui in ogni dove, addirittura alla sua Divina Commedia sono stati dedicato dei gelati, si può essere più famosi di così? Dante è considerato il padre della lingua italiana, ma in questo libro non è ancora colui che tutti conosciamo. Giotto è colui che ha introdotto la prospettiva nella pittura, lo ha fatto a suo modo, con regole non ancora esatte, ma le sue ‘scatole prospettiche’ hanno dato il via a un modo tutto nuovo di rappresentare molto più aderente alla realtà.
Come si saranno conosciuti Dante e Giotto? Ci vengono in aiuto i capitoli al passato di questo libricino che è curato nei minimi particolari. Giotto si è trasferito a Firenze per apprendere l’arte, fin da bambino, nella bottega di Cimabue, un talento così non poteva certo andare sprecato. Dante sta passeggiando per le vie della sua Firenze quando nota un capannello di ragazze ferme a contemplare qualcosa, tutte stanno ammirando Giotto all’opera mentre realizza un ritratto a una di loro. Qui nasce la loro amicizia, un’amicizia che purtroppo subirà una brusca interruzione perché Dante non prenderà bene uno scherzo dell’amico, che era un gran burlone.
Il destino di questo libro vuole che Dante e Giotto si incontrino perché entrambi partecipanti a una delle numerose campagne militari di Firenze contro Arezzo. Dante si sente chiamare col nome che utilizzava da ragazzino e che in battaglia non usa più e fatica non poco a capire chi stia parlando. Non riconosce immediatamente quel ragazzo che mostra circa la sua età pur essendo meno avvenente di lui. Giotto non ha nessuna intenzione di lasciar scappare Dante e così si avvicina per farsi riconoscere. Dante non è felice di ritrovare Giotto tra i fanti del suo schieramento, sono anni che non si vedono e in tutto quel tempo non è riuscito a perdonarlo per la figura che gli ha fatto fare con la sua amata.
Insieme a loro ripercorreremo le tappe che li hanno condotti fino a lì e scopriremo il peccato di Giotto, quello che potrebbe farlo finire dritto nell’Inferno che ancora Dante non ha nemmeno pensato di scrivere. È interessante immaginarsi come fossero prima di diventare quelli che noi tutti conosciamo, è bello vedere delle similitudini tra quei ragazzi del Medioevo e quello che siamo stati noi alla loro età.
Sono scoppiata a ridere grazie a questo passaggio: ‘Se conosci Dante, conosci anche Beatrice, e pazienza se oggi uno che ha la stessa intensità amorosa del Sommo Poeta sarebbe molto probabilmente condannato per stalking’.
Pierdomenico Baccalario è riuscito a scrivere un libro che incuriosisce e permette ai giovani lettori di divertirsi apprendendo e questo non è così scontato, mi sento di consigliare Dante e Giotto. La storia un po’ vera, un po’ romanzata, ma molto avventurosa di due amici geniali a tutti i bimbi curiosi e anche agli adulti che vogliono farsi una sana risata e rispolverare conoscenze andate perdute.

