Da qualche parte verso la felicità di Lia Louis

Da qualche parte verso la felicità di Lia Louis

“È come se gli ultimi dodici anni fossero stati una preparazione a questo momento, come se entrambi avessimo sempre saputo, in un modo o nell’altro, di essere diretti qui, dove siamo ora.”
La forza dell’amore a sedici anni è dirompente: ti sconvolge, ti fa volare e a volte, quando tutto il resto sembra andare a rotoli, ti salva la vita. Ma può anche distruggerti. È quello che capita a Lizzie quando un giorno Roman – la sua àncora, il suo amico, la sua boccata d’ossigeno – scompare senza lasciare traccia. Dodici anni dopo, quando ormai la sua vita scorre placida, sostenuta da tante piccole rassicuranti certezze, Lizzie riceve una lettera. È di Roman, ed è datata dicembre 2005: il giorno stesso in cui di lui si erano perse le tracce. All’improvviso i ricordi dolorosi riemergono e con essi le promesse infrante del loro amore. La lettera diventa l’unica traccia da seguire per scoprire cosa sia successo a Roman. Una caccia al tesoro piena di imprevisti, incontri e colpi di scena, per ricostruire la verità di una vita lasciata a metà e di una storia che non ha mai trovato lo spazio per sbocciare. Un mistero che porta con sé la speranza di un nuovo inizio.

Da qualche parte verso la felicità di Lia Louis, romanzo di narrativa in uscita oggi, 18 febbraio, con Fabbri editori.

Era diverso tempo che attendevo questa pubblicazione e così appena ho avuto in mano il file mi ci sono buttata a capofitto. Questo libro è molto particolare, il mistero è il fulcro di tutto, ma sono l’amicizia e l’amore a portare avanti la storia. I piani temporali su cui si svolgono le vicende sono due, dodici anni prima e oggi.

Lizzie è certa di aver superato il proprio passato, ma il passato a volte decide di non rimanere sepolto e quando riaffiora in superficie bisogna cominciare a scavare per andare a fondo. Lizzie non è felice, non ha un lavoro che le dà soddisfazioni e la sua vita non sembra andare nella giusta direzione, si è accontentata di ciò che capitava e ha smesso di pensare alla propria felicità. Tutto è precipitato dodici anni prima quando in un colpo solo le sono venute a mancare le due figure di riferimento su cui era solita appoggiarsi per avere affetto e conforto. Di quel periodo nero le resta solo la sua migliore amica Priscilla, colei che le è sempre stata accanto nel bene e nel male, la sua roccia, la sua confidente, colei che la sprona a volere di più, colei che vorrebbe vederla rifiorire.

Tutto si aspettava Lizzie tranne ricevere una lettera datata 4 dicembre 2005 che recita così:

Cara Lizzie J.,

da qualche parte nell’universo c’è una vita in cui niente di tutto questo è mai successo, e ovunque sia, siamo felici. Guidiamo Sea Fog per chilometri e chilometri verso un posto dove c’è solo mare e i nostri cervelli sono tabula rasa e noi siamo felici e basta. Siamo finalmente liberi. È l’unica cosa che mi tiene a galla in questo incubo, J. Pensare a quel posto e sperare che un giorno ci andremo. Lì o per lo meno lì vicino. Quando ho cominciato a scrivere pensavo di sapere che cosa dire, a parte che mi dispiace. Invece no. Ci ho provato, ci ho provato con tutte le mie forze, ma non so come fare. Non ci sono parole per ciò che ho fatto.

Sappi, ti prego, che ti meriti più di questo. Ti meriti il meglio.

Grazie. Per ogni attimo.

Mi dispiace. Mi dispiace tantissimo.

Roman

Roman, il ragazzo che è stato tutto il suo mondo per il periodo in cui hanno frequentato lo stesso centro. Roman il ragazzo a cui suo nonno Hubble voleva bene come se fosse suo nipote. Roman il ragazzo che è sparito senza lasciare traccia e che Lizzie ha provato a ritrovare senza successo certa che dovesse essergli accaduto qualcosa di grave per lasciarla così dopo tutto ciò che avevano condiviso.

Lizzie non sa come reagire, come può aver ricevuto adesso una lettera scritta dodici anni prima, se Roman avesse voluto contattarla avrebbe saputo come fare, ma da parte sua c’è stato sempre e solo silenzio. Adesso più che mai ha bisogno di farla leggere a Priscilla, lei saprà consigliarla. E Priscilla è certa che Lizzie debba andare fino in fondo, debba scoprire cosa è successo dodici anni prima, lo deve a se stessa.

Lo dovevo a Roman di non ignorare la sua lettera, per quanto tardi mi fosse arrivata. Lo dovevo alla persona che mi aveva strappata all’orlo del precipizio.

Lizzie prova ad andare avanti con la sua vita, ma ormai il tarlo è lì che lavora e allora inizia a spulciare nei ricordi, all’epoca aveva salvato tutte le loro conversazioni, aveva conservato tutto di quella storia e man mano che legge cosa si scrivevano il passato torna a galla. È grazie ai salti nel passato che riusciamo a conoscere Roman, il nonno Hubble, il Grove, Sea Fog. Le uniche certezze della Lizzie sedicenne, le cose che la facevano stare bene e le davano un senso di normalità in mezzo al caos che aveva nella sua testa. Quel periodo è stato parecchio difficile per lei, ma Roman la faceva stare bene, quando era con lui il mondo sembrava un posto migliore, vedeva solo il bello di lui, cancellando tutte le sue zone d’ombra. Zone d’ombra che emergono prepotentemente durante questa caccia al tesoro.

Priscilla non ha gettato la spugna, certa che Lizzie avrebbe cambiato idea e ha cominciato ad indagare per conto suo. I pezzi del puzzle sembrano non incastrarsi come se appartenessero a due immagini diverse. Forse il ricordo che Lizzie ha di Roman le gioca brutti scherzi, impossibile che fosse…tutti gli indizi raccolti man mano portano a verità sconvolgenti, ma solo la voce di Roman può spiegare cosa sia realmente accaduto e cosa lo abbia portato a fuggire lasciandosi indietro Lizzie.

La strada sarà lunga e piena di ostacoli, ma la felicità non è una chimera.

Da qualche parte verso la felicità di Lia Louis parla di sentimenti veri, di situazioni reali, della vita che nello schifo più totale riesce a donarti qualcuno in grado di farti notare la luce e le cose belle che il mondo ha da offrirti. Un libro sofferto in cui le emozioni sia positive che negative ti arrivano senza filtri, senza fiocchetti ad abbellirle, in cui la verità è la cifra su cui si regge tutto. Una verità sofferta, una verità che fa paura, una verità che si fa fatica ad accettare, una verità scomoda che potrebbe distruggere tutto, annientare ogni certezza. Ho apprezzato molto la penna di Lia Louis, autrice alla sua prima pubblicazione che ha saputo gestire con sapienza i due piani temporali, facendoci assaporare le rivelazioni poco alla volta, con tatto e delicatezza.

Hubble diceva che la risposta è sempre ovvia. Siamo noi che la complichiamo o la rendiamo impossibile perché a volte non è quella che vorremmo. Facciamo deviazioni girando a vuoto di proposito, trasciniamo i piedi o addirittura ci fermiamo pur di non arrivare in fondo alla strada, dove ci sono le risposte, la verità, la chiusura dei conti. Abbiamo troppa paura. Non siamo pronti.

4 stelle

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