Belle Greene di Alexandra Lapierre
Trama La storia vera (e segreta) della donna più celebre della cultura americana della prima metà del Novecento: famosa bibliofila, icona di stile, astutissima protagonista delle cronache mondane.
Una donna anticonformista e brillante che ha saputo rompere ogni soffitto di cristallo della sua epoca.
New York, primi anni del Novecento. Una ragazza appassionata di libri rari si fa beffe del destino salendo tutti i gradini della scala sociale e professionale, fino a diventare la direttrice della favolosa biblioteca del magnate J.P. Morgan e la beniamina dell’aristocrazia internazionale con il falso nome di Belle da Costa Greene, Belle Greene per gli amici. Ma in realtà, in quell’America violentemente razzista, la brillante collezionista che fa girare le teste e regna sul mondo dei bibliofili nasconde un segreto terribile. Benché sembri bianca è afroamericana, per giunta figlia di un famoso attivista nero che vede come un tradimento la volontà della figlia di nascondere le proprie origini. Quello che racconta Alexandra Lapierre è il dramma di una persona divisa tra la propria storia e la scelta di appartenere alla società che opprime il suo popolo. Frutto di tre anni di ricerche, il romanzo ripercorre gli amori travolgenti e le frequentazioni aristocratiche di una donna libera e determinata, che seppe portare avanti battaglie che ancora oggi risuonano molto attuali.

Belle Greene di Alexandra Lapierre, biografia pubblicata da Edizioni e/o lo scorso 6 ottobre.
Tre sono gli anni occorsi ad Alexandra Lapierre per dare alla luce questa opera monumentale. Autrice di biografie dedicate alle grandi donne dimenticate della Storia, questa volta si è cimentata con una biografia dedicata a Belle Greene, la donna afroamericana e anticonformista che è riuscita a scalare tutti i gradini della società americana dei primi anni del Novecento. Per poter comprendere a pieno la biografia bisogna conoscerne il contesto storico. La schiavitù negli Stati Uniti è durata per oltre due secoli. Era costume barbaro che i padroni bianchi abusassero delle schiave, concependo figli misti destinati loro stessi a rimanere schiavi. Da questi incroci l’origine di una popolazione di schiavi dalla pelle chiara. Dopo il 1865 e la successiva abolizione della schiavitù in America, niente distingueva questi mulatti dalla pelle chiara dai loro padroni bianchi. Nello stesso anno venne accordato il diritto di voto agli ex schiavi, diritto revocato dodici anni dopo, quando in seguito ad un censimento, la popolazione fu divisa in bianchi e neri.
Le persone di sangue misto furono obbligate a dichiararsi nere, in base alla “regola dell’unica goccia di sangue”. Bastava un solo antenato africano a far sì che la discendenza fosse considerata di colore.
Chi tentava di trasgredire alle regole, facendosi passare per bianco, veniva perseguitato e segregato.
Belle Marion Greener nasce a Washington, figlia di Genevieve Fleet, insegnante di pianoforte, e Richard Greener, primo studente di colore di Harward, avvocato e attivista per i diritti dei neri. In seguito alla separazione dei suoi genitori, Belle con la madre, l’unico fratello e le sorelle decidono di farsi passare per bianchi. Rinunciano alla loro discendenza, alla famiglia e alle proprie tradizioni per mescolarsi alla società americana e non guardarsi più indietro. Promettono tutti di non sposarsi mai e non concepire figli, per non correre rischi e vivere serenamente la loro nuova condizione. Cambiano il loro cognome in Greene prendendo definitivamente le distanze dal padre, fuori dal Paese per un incarico all’estero, e vantano una discendenza olandese da parte di madre e portoghese, con l’aggiunta del cognome da Costa, da parte di padre, questo per giustificare il colore più scuro della loro pelle.
Belle si trasferisce a Princeton nei primi anni del Novecento e comincia a lavorare come bibliotecaria. È qui che acquisisce nozioni fondamentali sulla catalogazione di libri rari. Ed è a Princeton che incrocia il suo cammino con Junius Spencer Morgan. Sarà lui a presentarla allo zio J.P. Morgan, il banchiere più facoltoso d’America, risolutore delle grandi crisi finanziarie del Paese, ma anche un grande collezionista di libri e opere d’arte. Morgan prende Belle sotto la sua ala e fa di lei una delle sue collaboratrici più fidate. Belle si dimostra fin da subito brillante e capace, ad un certo punto rappresenterà Morgan all’estero per l’acquisizione di importanti opere letterarie che arricchiranno la maestosa biblioteca del mecenate. A colpirmi di tutta la narrazione è il ritratto di una donna fuori dagli schemi. Belle vive alla luce del sole non guardandosi più indietro. Vibrante e vitale, totalmente dedita al suo lavoro di giorno e grande festaiola di notte. Durante la sua vita intreccia amicizie influenti e va avanti con caparbietà, ottimismo, non precludendosi niente, neanche l’amore, una passione intensa per Bernard Berenson, esperto d’arte rinascimentale. Con l’uomo sposato intreccerà una lunga relazione, che conosciamo grazie al loro intenso scambio epistolare.
“Il mio problema? La curiosità. Un desiderio insaziabile e irresistibile, per non dire folle, di conoscere tutto. Conoscere l’universo, cioè il mondo intero. Conoscere le persone, tutte le persone. Conoscere tutte le emozioni. Conoscere tutti i tipi di rapporti umani, siano essi divini o infernali.”
Alexandra Lapierre porta alla luce la vita di una donna anticonformista, potente, lo fa con grandissima cognizione di causa e con studi approfonditi. E, quando un libro parla di donne caparbie che sfidano il sistema, non può che essere un testo da leggere e conservare in libreria.

