Barry Squires. Balla come se non ti vedesse nessuno di Heather Smith

1995 isola di Terranova. Quando vede per la prima volta la compagnia di danza locale in un’ispirata performance nella nuova sala del bingo, il giovane Finbar (Barry) Squires vuole disperatamente diventare parte del gruppo. I ballerini del Full Tilt Irish Step sono lo spettacolo più richiesto a St. John (seguiti a ruota da Alfie Bragg e la sua Cornamusa Delusa) e, avendo visto due volte Riverdance, Barry è assolutamente convinto che spaccherà all’audizione. Così finalmente sarà noto per qualcosa, oltre alla macchia sulla guancia per la quale viene preso in giro da quando è nato. Certo, ha un talento non immediato e un temperamento un po’ impulsivo, e il suo percorso per diventare una star è messo a rischio dal fatto che in famiglia non lo prendono sul serio, impegnati ad affrontare la depressione post-parto della madre dopo la nascita dell’amato fratellino Gord. Ma per fortuna ha il supporto di un cast di personaggi quantomeno vivace: l’ubiqua nonna Squires, il vecchio rocker inglese Steven lo Storto, un gruppo di anziani della casa di riposo Un Gradino dal Divino e Saibal, l’amico pakistano con cui condivide scherzi e scorribande. E saranno proprio loro a sostenerlo anche quando si troverà davanti a un dolore che non può nemmeno pronunciare, e a insegnargli l’importanza e la gioia della condivisione e dell’accettazione di sé.

Barry Squires. Balla come se non ti vedesse nessuno di Heather Smith, romanzo per ragazzi pubblicato oggi, 6 aprile, da Rizzoli.

Non è stato quello che mi aspettavo e questo può avere sia una connotazione positiva che negativa. Significa che l’autrice non è scontata e banale e che io devo smetterla di farmi dei film, ma anche che a volte le trame possono essere fuorvianti. Quello che ne è uscito è un romanzo di formazione in cui il giovane protagonista è la star, nel bene e nel male. Perché Barry non è un tipetto facile da comprendere, ha un modo tutto suo di vedere le cose e di agire. A volte può essere saccente, altre arrogante, in certi casi dolcissimo, in altri sopra le righe e indisponente. Un adolescente a tutti gli effetti. Barry vuole tutto e lo vuole in fretta, la calma non è tra le sue virtù e, a fasi alterne, vuole essere visto o invisibile.

Invisibile agli occhi dei suoi compagni che lo scherniscono da sempre per la voglia che ha in volto, visto dalla sua famiglia che spesso non lo comprende, visto dalla Preside della sua scuola con cui ha un rapporto molto particolare, tanto da ostinarsi a chiamarla per nome, in barba al suo ruolo, e da andare a trovarla ogni santo giorno sia per le tante punizioni che prende sia per scelta perché lui, anche se non lo ammetterà mai, ha paura di crescere e fare il salto lasciando l’ambiente che ben conosce per uno nuovo lo terrorizza.

Il problema della famiglia Squires è che ognuno è abituato ad arrangiarsi da solo, sono uniti, ma si fanno la guerra. I fratelli di Barry non sono certo le persone che preferisce al mondo, ma il nuovo arrivato Gord è la luce che illumina tutte le sue giornate. Barry adora passare del tempo con lui, coccolarlo, farlo giocare, portarlo in giro per le attrazioni della loro piccola città. Gord ricambia il suo affetto e sembra comprenderlo e appoggiarlo come nessun altro pare disposto a fare. Pilastro della famiglia è nonna Squires, un’adorabile vecchietta che si è caricata addosso tutto da quando la madre di Barry ha la depressione post-parto, a Barry sembra incredibile che non voglia occuparsi di Gord e che viva rinchiusa nella sua stanza, ma non sa come aiutarla a superare questo brutto momento, quello che può fare è essere sempre presente per il piccolino che dispensa sorrisi, gorgheggi e battute delle sue paffute manine appena Barry entra nella stanza.

Barry si mette in testa di voler diventare un ballerino di Full Tilt e non ha nessuna intenzione di accettare un no come risposta, certo di essere molto portato e di poter far parte della compagnia locale. Peccato che non abbia grandi doti e nemmeno il costume necessario. Secondo voi si arrenderà? Sia mai, a costo di rendersi ridicolo davanti a tutto il vicinato e di usare i vestiti di nonna, lui riuscirà a realizzare il suo nuovo sogno. Certo non può contare sul supporto dei genitori e di suo fratello e sua sorella, ma ha dalla sua la super nonna, Steven Lo Storto, che gli suggerisce di esibirsi all’ultima spiaggia presso la casa di riposo Un Gradino dal Divino e Saibal, un ragazzo che incontra durante una delle sue passeggiate con Gord e che diventerà il migliore amico che avrebbe mai potuto desiderare.

Il percorso di crescita di Barry sarà difficile, l’adolescenza è un gran casino per tutti, ma se puoi contare su degli amici diventa più semplici. Ma la cosa più dura da affrontare sarà una perdita inspiegabile. Una cosa che butterebbe a terra chiunque e che lo porterà a riflettere sull’importanza da dare alle piccole cose, ai gesti e quanto sia bello gioire di tutto ciò che di positivo ci succede e quanto sia importante poterlo condividere con chi ci vuole bene. Imparerà che non si possono controllare le cose che gli altri dicono, ma si può decidere come reagire a quelle parole e quanta importanza far sì che abbiano per lui. Capirà che non può far scontare agli altri ciò che gli succede e che bisogna sempre accogliere con gioia le cose belle, senza lasciarsi fuorviare dal risentimento e dal passato. Perché la vita è una sola e per essere degna di essere vissuta si deve sempre far prevalere il buono e affrontare ogni cosa con passione e il sorriso sulle labbra.

Barry Squires ha tanto da insegnare a chiunque abbia voglia di un libro che lo porti a riflettere.

4 stelle

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