Amore e fantasia di Susan Elizabeth Phillips
Trama Francesca Day è un’affascinante e viziata ragazza inglese della buona società, che alla morte della madre si ritrova sola e, inaspettatamente, senza un soldo. Per guadagnarsi da vivere tenta la carriera cinematografica negli States, ma la realtà si rivela ben più dura del previsto e a lei non resta che andarsene. L’incontro fortuito con Dallie Beaudine – campione di golf e rubacuori, ottimista e pragmatico – cambia radicalmente la sua esistenza… Bellissimo, insensibile e narcisista, in realtà Dallie è anche un uomo profondamente ferito dalla vita e con un segreto che scava lentamente come goccia su una pietra. Lei ha vent’anni e se ne innamora perdutamente. Ma il passato riemerge con forza, e Francesca si troverà di nuovo sola contro il mondo e soprattutto contro sé stessa…

Recensione di Esmeralda – Amore e fantasia di Susan Elizabeth Phillips pubblicato da Leggereditore il 13 giugno.
Se mi conoscete almeno un pochino sapete che attendo le nuove pubblicazioni della Phillips come un bimbo la mattina di Natale, non potrei mai fare a meno delle sue storie e sono stata felicissima quando ho scoperto che sarebbe stato ripresentato sotto una nuova veste Fancy Pants pubblicato dalla SEP nell’ormai lontano 1989. Certo avrei preferito che la serie fosse pubblicata seguendo il naturale ordine, ma capisco la scelta di puntare tutto su una perla rara come Una scelta impossibile, ad oggi il migliore della Wynette Texas. Notizia fresca fresca, il secondo volume Lady Be Good uscirà il 28 novembre con il titolo di Impudente e malizioso…io sono già in festa!
Ma torniamo a noi, in questo libro ho trovato pregi e difetti, ho visto le potenzialità di un’autrice che sarebbe diventata il mio unicorno e ho riscontrato alcune ingenuità che me l’hanno fatta apprezzare ancora di più, se questo fosse possibile. Prima di Fancy Pants la Phillips aveva pubblicato solo altri tre libri, era una novellina quando scriveva Amore e fantasia, e le si può perdonare lo stile non ancora impeccabile e il ritmo meno sostenuto, stava imparando e affinando ciò che l’avrebbe resa unica, uno stile inconfondibile che la fa spiccare tra migliaia di autrici.
Il difetto maggiore è che la storia non decolla immediatamente, prima di veder incontrare Francie e Dallie ne passa di acqua sotto i ponti. Scopriremo la notte in cui Francesca è stata concepita, l’amore assoluto della madre che l’ha fatta crescere viziata e convinta che nella vita la bellezza fosse tutto e che con quella si potesse avere tutto. Conosceremo le avventure di quando era bambina e frequentava gente che solo nei nostri sogni potremmo incontrare e in cui faceva i capricci per ogni cosa, impegnata unicamente ad accrescere il proprio fascino a discapito di tutto il resto.
Questo fino al giorno in cui si ritroverà sola al mondo, senza alcuna istruzione, senza soldi in tasca e alla ricerca di un’occupazione in cui possa contare solo la sua avvenenza. Complice uno scherzetto ben orchestrato lascerà l’uggiosa Londra per raggiungere il set di un film negli USA, la carriera di attrice l’alletta parecchio, minima spesa, massima resa, fino a quando scoprirà che il film in cui doveva apparire altro non è che uno scadente B movie che non l’avrebbe condotta nell’olimpo delle star.
Infuriata abbandona il set e durante la passeggiata nella polvere sotto un sole cocente trova la sua salvezza: Dallie Beaudine (sono certa che il cognome evocherà in voi un certo Ted protagonista di Una scelta imposssibile). Salvezza è una parola grossa perché Dallie non ha intenzione di tenere la viziatissima Francie con se, ma solo di portarla all’aeroporto a prendere il primo volo per Londra e liberarsene. Francie però non ha nessuno da cui tornare, nemmeno i suoi spasimanti che sembrano essersi volatilizzati quindi è più che decisa di attaccarsi a Dallie tipo cozza allo scoglio e di non lasciarlo andare mai più.
«Senti, dolcezza, hai un faccino che ferma il traffico e, anche se sei un po’ troppo gracilina, baci alla grande. Non negherò di aver fatto qualche pensierino sulle cose che io e te avremmo potuto combinare sotto le lenzuola, e se tu avessi avuto un’altra personalità avresti anche potuto farmi perdere la testa per qualche settimana. Ma il punto è questo, tu non hai una personalità diversa, e sei fatta in un modo che combina praticamente tutte le caratteristiche negative degli uomini e delle donne che ho mai incontrato, senza nessuna di quelle positive infilate nel mezzo a riequilibrare la situazione.»
Deve conquistarlo a tutti i costi, sfoderando le sue armi migliori, peccato che Dallie sia bello almeno quanto lei e non facilmente impressionabile, pure la carta del sesso non è facile da giocare perché Francie non ha molta esperienza e non è in grado di sedurre un uomo a letto…deve escogitare qualcosa al più presto ma gli eventi giocano tutti a suo sfavore, specie quando fa il suo trionfale ingresso sulla scena una certa Holly Grace Beaudine.
L’incontro con questa ragazza spettacolare farà comprendere diverse cose alla giovane Francie, prima fra tutte, Dallie è un cretino, seconda, la più importante lezione, deve smetterla di appoggiarsi a un uomo per sopravvivere ed imparare a bastare a se stessa…e non solo.
Francesca non è la più semplice delle protagoniste, ma vi sarà impossibile non tifare per lei e accompagnarla passo dopo passo dai momenti bui all’accecante luce della ribalta, perché Francie è una donna con le palle e aveva semplicemente bisogno di una batosta che la facesse rinsavire e le facesse cacciare fuori tutto il suo carattere. Questo accomuna tutte le eroine della SEP, non stanno a piangersi addosso, lottano con le unghie e con i denti, credono in qualcosa e non abbandonano nulla a metà non lasciano niente di intentato. E tu, mentre leggi delle loro gesta, ti convinci che puoi farcela ad arrivare ovunque tu voglia perché ti senti tosta esattamente quanto loro.
Amore e fantasia abbraccia un arco temporale lungo più di trent’anni, cosa che non ho mai visto fare alla SEP nelle successive pubblicazioni, questo aspetto lo rende forse un po’ più macchinoso in alcuni tratti, ma senza tutto questo la storia non sarebbe completa e quindi si può accettare anche una scelta un po’ ostica.
Dallie non è di certo il principe azzurro che arriva in sella a un cavallo bianco, lui di azzurro ha solo gli occhi e un’avvenenza che non vi lascerà indifferenti, per il resto vi verrà spesso voglia di prenderlo a mazzate sulla testa. Dei protagonisti creati dalla SEP è uno dei meno coinvolgenti, nonostante la bellezza mozzafiato e un paio di gesti che vi faranno sciogliere e ve lo faranno perdonare almeno un pochino.
Io li ho letti tutti i libri pubblicati in Italia e questo non sia attesta tra nella mia top 5, forse nemmeno tra i primi 10, troppo cattiva? Vi assicuro che non lo sono perché il buono l’ho trovato anche qui solo che gli altri erano a dir poco spettacolari mentre questo è un buon libro che però non raggiunge la perfezione che è venuta negli anni successivi. Lo consiglio a chi ama la SEP alla follia perché non può mancare nella vostra libreria, se invece non avete mai letto nulla di suo vi consiglio di leggerlo dopo avere scoperto il livello altissimo a cui può arrivare con E se fosse lui quello giusto?, Un piccolo sogno, Volare fino alle stelle, Odio quindi amo e Una scelta impossibile.
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