Le corna stanno bene su tutto: ma io stavo meglio senza di Giulia De Lellis

Trama
Quando meno te lo aspetti arriva quella voglia incontrollabile di condividere una storia. Quella storia. Ho fatto un bel respiro…

Le corna stanno bene su tutto: ma io stavo meglio senza di Giulia De Lellis, biografia pubblicata da Mondadori lo scorso 17 settembre.
In Italia non si legge e di questo non possiamo dare la colpa a Giulia De Lellis.
In Italia il libro di Giulia De Lellis ha superato nelle vendite il Re dell’horror, Stephen King, e anche di questo, seppur di horror si tratta, non possiamo incolpare la giovane influencer, che si è ritrovata, suo malgrado, ad acconsentire ad un progetto (discutibile) di puro marketing, senza precedenti. Perché “Le corna stanno bene su tutto: ma io stavo meglio senza!”ha cominciato a vendere ancor prima di essere pubblicato, ha portato in libreria orde di giovanissime, che non sapevano che forma avesse un libro, e le ha convinte non solo a sfogliarlo ma a leggerlo. E in questo ci vedo un barlume di speranza per le generazioni future. Pensateci bene, a noi basta che una sola di queste ragazzine si sia appassionata alla lettura e abbia deciso di proseguire alla scoperta del magico mondo dei libri. Auguriamoci che anche solo una di queste adolescenti, dopo aver chiuso l’ultima pagina della biografia della De Lellis, ne abbia aperta un’altra di pagina, magari sarebbe troppo sperare in Anna Karenina, ma non poniamo limiti alla provvidenza.
Appartengo a quella generazione di persone che affidavano i propri pensieri ai diari cartacei, quelli con il lucchetto per intenderci, e, quando Giulia in una recente intervista ha dichiarato che la prima copia del libro l’ha fatta leggere alla madre, mi sono sentita come quella volta in cui la mia genitrice (un giorno vi parlerò di lei) non avendo la chiave del mio diario segreto, decise di scardinarlo. Che cosa ci trovò dentro? Segreti adolescenziali di una timida sedicenne. Ricordo l’imbarazzo, la rabbia di essere stata in qualche modo violata nei miei pensieri più intimi. Mi sono chiesta che cosa avesse pensato, invece, la madre di Giulia leggendo consapevolmente una pagina della vita di sua figlia. Pagina che non è rimasta ad uso e consumo delle due, ma che è stata condivisa con centinaia di migliaia di persone. Viviamo nell’epoca social, i panni sporchi, anche quando si tratta di corna, non si lavano in famiglia, ma si stendono ad asciugare a colpi di like su Instagram.
Vi starete chiedendo che cosa c’entri la thrillerista del blog con un libro del genere. Me lo sono chiesta anch’io, potrei dirvi che non voleva leggerlo nessuno, e non è una bugia. La verità è che non amo sparare sulla Croce Rossa per partito preso, voglio sparare conoscendo l’argomento. E quindi sì, ho letto il libro, tempo impiegato: circa trenta minuti. Siamo di fronte ad una biografia che conta 160 pagine, trenta delle quali composte da disegnini e scarabocchi. Quindi se lo comprerete e non saprete se usarlo come sottobicchiere o paraspifferi, sappiate che potrete anche valutare l’idea di colorarlo, come quegli album antistress che vanno tanto di moda. Partiamo dal presupposto che la giovane influencer non ha scritto una sola riga di questo libro, si è limitata a dettarlo su Whatsapp alla sua ghostwriter. Apro una piccola parentesi: Veronica, cara collega del blog, amica di tante bevute virtuali, non cancellare i miei stupidi vocali in chat. Potresti aver conservato inconsapevolmente il mio romanzo! Ti raccomando, usali quando una grande casa editrice ti contatterà. Ma torniamo a noi. Conosciamo tutte Giulia De Lellis, anche le radical chic che storcono il naso, abbiamo seguito le sue vicende amorose prima in tv, poi sui social. Ci siamo strappate le extension quando lo scorso anno la sua splendida storia d’amore è giunta al capolinea. Ricordo che ho smesso di mangiare e dormire per settimane, avevo anche pensato di lasciare il mio compagno (UNA CI PROVA SEMPRE). Se Giulia e il suo uomo patinato si erano lasciati, che speranza c’era per noi povere comuni mortali? Nessuna.
Ma perché i due si sono lasciati? Ecco, l’influencer ce lo racconta in questa breve biografia: tradimento. Alto tradimento.
“Sono una scema, ragazze, lo so! Mi sento talmente stupida. Cosa pensavo? Perché mi sono fidata così ciecamente? Perché non me ne sono accorta prima? Perché mi sono illusa che un narcisista potesse amare qualcuno all’infuori di sé? Perché non sono stata capace di fare uno più uno? Come se quell’addizione fosse troppo complessa per me…”
Li vedo i vostri pensieri, mie care lettrici, vedo le balle di fieno rotolare nel deserto delle vostre teste. E lo capisco, perché anche i miei di pensieri si sono inariditi. Quando questo progetto ha superato nelle vendite “L’Istituto” di King, mi sono arrabbiata. Poi ho letto il libro e mi sono rasserenata, questo è un tipo di orrore che durerà giusto il tempo di un battito di ciglia. Il Re non deve temere niente. I suoi Fedeli Lettori lo seguiranno per la vita.


Ahahahah sono morta aahahh ti dirò però…ora sono curiosa, voglio leggere il libro ahahhaah