Wings di Valentina Ferraro – 1 volume della Red Oak Manor Collection

Trama Lily-Rose June, fra le mura grigie e umide di Red Oak Manor, ci è nata e cresciuta. Le giornate per lei si dividono tra lo studio, le umiliazioni che i ricchi figli di papà della scuola che frequenta si divertono a infliggerle e le faccende da svolgere sotto l’attenta supervisione di Miss Price, la direttrice dell’orfanotrofio. Eppure, una domenica incolore come le altre, la sua quotidianità viene stravolta dal ritorno di quel ragazzino dagli occhi blu che le aveva fatto battere il cuore per la prima volta.

Jace Lowell Campbell viene scaricato davanti al vecchio portone dell’orfanotrofio, con due valigie nere al seguito e una rabbia cocente che impregna l’aria. La sua punizione è esemplare: dovrà scontare la sua penitenza all’interno di Red Oak Manor. Peccato, però, che il vero castigo sia tenersi alla larga da June, che è da sempre il suo punto debole. Lei che fa sembrare bello anche un posto miserevole come l’istituto in cui è nata e cresciuta.

Abbassare la guardia, adesso, gli sarebbe fatale, perché c’è una verità assoluta con la quale Jace dovrà fare i conti ancora una volta: June non se ne può andare da Red Oak Manor.

E lui non può rimanere…

Wings di Valentina Ferraro, primo romanzo della Red Oak Manor Collection , pubblicato in Self- Publishing il 10 gennaio 2022

Con Valentina Ferraro e il suo Wings si sono aperte le porte del maniero di Red Oak Town. L’aspettativa dietro questo super progetto, unico nel suo genere era tantissima, la curiosità cresceva di giorno in giorno; ad ogni annuncio, ogni presentazione, ogni rivelazione. Abbiamo aspettato un anno e l’attesa è stata ampiamente ripagata! Valentina apre la serie e lo fa con il botto.

Ragazze, fate le valigie, partiamo per Red Oak Town!

“La sua risata limpida cura il mondo. Cura me. Lily-Rose June costruisce un muro intorno a noi e ci nasconde dal marciume che ci circonda. Solo lei ha questa forza dentro, capace di vedere il buono quando di buono non c’è proprio niente.”

June è una delle orfane del maniero di Red Oak Town, ha perso sua madre il giorno stesso in cui è nata e non ha mai conosciuto suo padre. L’orfanotrofio è la sua casa, gli altri orfani la sua famiglia. È talmente tanto abituata a loro, alla loro presenza nella sua vita, a respirare tra quelle mura umide e incolore, che non saprebbe nemmeno dove e come poter vivere se non lì. Sarà perché nessuno l’ha mai scelta durante le domeniche dell’adozione, sarà per il suo bisogno di aiutare gli altri, sarà perché è l’unica realtà che conosce e il mondo fuori fa troppo paura per poter spiccare il volo e allontanarsi da lì.

June entra nella mia vita di prepotenza e mi ricorda che a questo mondo non sono io quello da compatire. Che non ho nessun diritto di piangermi addosso. Non ce l’ho mai avuto.

Anche per Jace la vita non è semplice: una madre alcolizzata e un padre menefreghista, un nonno dispotico e autoritario ma l’unico in grado di garantirgli un futuro. Ha la rabbia dentro Jace, così grande da non riuscire più a distinguere il buono dal cattivo, il bello dal brutto. Poi nella sua vita fa capolino una bimbetta che invece dentro ha il sole, in grado di illuminare le mura del maniero di suo nonno, così triste e cupo da mettere anche lui in soggezione, pur non dovendo viverci.

Jace e June non potrebbero essere più diversi eppure così dolorosamente simili. Lei non ha niente e vorrebbe solo una famiglia che possa amarla, lui ha tutto tranne una famiglia in grado di farlo.

Si conoscono proprio al maniero quando lui di anni ne ha dieci e lei otto. Jace è la fuga verso un mondo che a June spaventa, June è il rifugio caldo e affettuoso che Jace brama da sempre. Nascosti nella grande biblioteca, tra l’odore stantio dei mobili e libri impolverati, sulle magiche note di un vecchio pianoforte, i due bambini imparano a ricrearsi quel piccolo spazio tutto loro soltanto, fatto di momenti rubati e sogni che sembrano reali, dove le brutture con cui convivono da sempre non li sfiorano, e la vita è fatta di quell’amore così puro e ingenuo che solo i bambini sanno donare.

Poi Jace, spedito in un collegio a Londra a 14 anni, non torna più al maniero.
June, che è abituata da tutta la vita alle attese, non smette di aspettarlo.

Dovranno passare altri tre anni prima che un ragazzo adolescente di 17 anni, con una cascata di ricci ribelli, gli occhi azzurrissimi, lo sguardo scontroso e la postura ostile, varchi nuovamente le porte di legno massello del maniero.

Lei non l’ha mai dimenticato, lui finge che non abbia mai fatto parte della sua vita. Perché lei non può andare via da lì, ma lui non ha nessuna intenzione di rimanere. O almeno era quello che credeva, prima. Prima che June si rifacesse spazio nel suo cuore, prima dei ricordi, dei sorrisi timidi, della bellezza che solo lei è in grado di far trasparire. Prima che lei gli ricordasse cosa significhi avere qualcuno che tiene a te.

Voglio baciarla e poi cacciarla via. Voglio sapere tutto di lei e poi dimenticarmi che sia mai esistita. Voglio andarmene, ma voglio restare ancora dieci minuti con lei.

E il destino giocherà di nuovo con loro, o forse no, il destino non c’entra nulla. C’entra solo l’abuso di potere, il far parte di una cerchia dorata in cui Jace e June sono delle semplici pedine, che cercano in tutti i modi di arrivare alla meta, da soli, con le proprie forze, ma a muoverli in realtà, non sono le loro scelte e i loro sentimenti, ma qualcuno di molto più cupo, duro, ostinato, freddo, calcolatore e spregiudicato, contro cui loro sembrano non potere nulla

June è tutto quello che ho. E tornerò a riprendermela, un giorno. La porterò via di qua e le offrirò il mondo sul palmo di una mano. Quando sarò libero, sarà lei la prima che cercherò.

Questi due personaggi sono pazzeschi, e vi ruberanno il cuore, le ore di sonno, i sorrisi e le lacrime. Valentina ha delineato alla perfezione i personaggi sia dal punto di vista caratteriale che psicologico, ed è stata brava ad accompagnarci nella loro crescita.

June è una bambina stupenda, generosa d’animo, affettuosa e sorprendente, una di quelle che risplende di luce propria e fa risplendere gli altri. Poi da adolescente  è forte come nemmeno lei sa di essere, è altruista, si dà completamente agli altri e scopre a caro prezzo cosa sia l’amore. E da adulta, diventa coraggiosa, ostinata caparbia, decisa. Insegue i suoi obiettivi, i suoi sogni, non si ferma, non si spezza anche quando il dolore diventa insopportabile. June ha sempre convissuto con il dolore e la tristezza, e noi con lei, ad ogni cucchiaio di minestra lasciato nel piatto, ad ogni pezzo di pane regalato agli altri bimbi, ad ogni boccone che proprio non ne voleva sapere di andare già, ad ogni etto che perdeva. È una persona straordinaria che ha sempre messo davanti a sé il bene degli altri, anche se questo significava lasciare andare, rinunciare. L’ho ammirata. Sempre. Anche quando le sue scelte non erano quelle che ci aspettavamo, anzi forse l’ho stimata proprio per quello.

«Ci vediamo, June».
«Certo». In un’altra vita.
Oh, lì ci vedremo di sicuro e saremo più coraggiosi e meno orgogliosi. Io non sarò più un’orfana di Red Oak Manor e tu non sarai solo al mondo, non avrai paura di fidarti delle persone, mi lascerai entrare. E io combatterò per te. Non permetterò a nessuno di farti paura o di mettersi fra di noi, sarò per sempre al tuo fianco. Ma in questa vita ti lascio andare, non ti dico quanto ti amo, non ti dico niente. Rimango sulla banchina della stazione e ti guardo mentre ti allontani.

Jace è un rubacuori, fin da quando era un bambino. È uno di quelli che mantiene i tuoi segreti e ti compra le bambole che non hai mai potuto avere. È alla ricerca disperata di qualcuno che lo possa amare senza limiti, continuamente rifiutato dai genitori e vessato dal nonno. Non sa come gestire l’amore, non sa come fare a restare nella vita di chi ama. Ma è così tanto arrabbiato e frustato che permette ai suoi sentimenti d’odio di frapporsi fra lui e il resto del mondo, del suo mondo, la sua June. È uno che ha bisogno di scappare, e quando vuole restare, non gli permettono di rimanere e poi non sa come fare a tornare. Ha paura, non si fida, costruisce muri su muri, impalcature che sembrano invalicabili, che pensa potrà abbattere solo quando si sarà vendicato.

Il loro è un amore faticoso, ma bello, distruttivo, ma profondo, bisognoso ma mai dipendente. Un continuo rincorrersi, essere nel posto giusto al momento sbagliato, e con la persona sbagliata al momento giusto. Un sentimento fatto di lontananze immense e silenzi troppo assordanti.

Io li ho letti con tutta la profondità possibile, mi sono emozionata per loro, per la grande capacità di esporsi senza timore, per il loro darsi nonostante le conseguenze, e mi sono anche arrabbiata, quando l’orgoglio ha preso il sopravvento, quando la lotta sembrava ormai esausta, alle ultime rappresaglie, e i “cattivi” avessero la meglio; mi è battuto il cuore in modo frenetico quando quelle barriere così irte sono crollate anche per pochi attimi, perché dietro c’erano tutte le loro possibilità. Jace e June mi hanno dato tutto quello che avevano dentro e l’ho percepito fino alla parola fine.

Un po’ come me e Jace, che per il resto del mondo non siamo mai valsi un granché, ma siamo stati indistruttibili l’uno per l’altra.

Una menzione poi va alla capacità dell’autrice di immergerci totalmente nell’atmosfera del luogo, catapultandoci dentro di peso, lo stile un po’ gotico del maniero, il cimitero, il bosco, la scuola per ricchi, tutto si presta benissimo alle sensazioni vissute in primis dai protagonisti e poi anche da noi lettori, e pianta bene le radici per le prossime 9 storie. Valentina tra le pagine di Wings ci presenta qualcuno dei prossimi protagonisti e già li sentiamo anche noi come fossero la nostra famiglia e non so nemmeno chi di loro vorrei scoprire prima, so solo che sono affascinata e incuriosita da Red Oak Town e da tutto ciò che gli gravita intorno; quindi, spero di far iniziare presto il prossimo conto alla rovescia perché in questo primo romanzo ci sono già tanti interrogatori, non detti, segreti da svelare …

Intanto non posso non fare i complimenti a Vale che in questo romanzo ha dato tantissimo, e non si è tenuta nulla per sé! Una delle penne tra le mie preferite nel panorama del romance italiano che merita tutto il successo che sta avendo!

Quando penso a lei, penso a un paio di ali. Ali magiche che non perdono mai l’equilibrio. Che riescono a battere così velocemente da impedire a chiunque di afferrarle. Lei, con le sue ali, mi porta via da qua, protegge entrambi.

 

Le immagini del presente articolo sono pubblicate sulla pagina facebook della RED OAK MANOR COLLECTION e sono opera delle autrici stesse e del loro team.

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Una risposta

  1. Marzo 21, 2022

    […] di Mary Lin, young adult, quarto volume della Red Oak Manor Collection, uscito il 16 […]

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