VOX di Christina Dalcher

VOX

Puoi dire non più di 100 parole al giorno

Ma solo se sei una donna

Jean McClellan è diventata una donna di poche parole. Ma non per sua scelta. Può pronunciarne solo cento al giorno, non una di più. Anche sua figlia di sei anni porta il braccialetto conta parole, e le è proibito imparare a leggere e a scrivere.
Perché, con il nuovo governo al potere, in America è cambiato tutto.
Jean è solo una dei milioni di donne che, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare al passaporto, al conto in banca, al lavoro. Ma è l’unica che ora ha la possibilità di ribellarsi.
Per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne.

[limite di 100 parole raggiunto]

OGNI GIORNO PRONUNCIAMO IN MEDIA 16.000 PAROLE

PAROLE CHE USIAMO PER LAVORARE
PER CHIACCHIERARE CON GLI AMICI
PER ESPRIMERE LA NOSTRA OPINIONE

MA, SE NON FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE,
CI RIMARRÀ SOLO IL SILENZIO…

Recensione di Dannyella – VOX di Christina Dalcher pubblicato da Casa Editrice Nord il 6 settembre.

Immaginatevi questo scenario: è sera, siete a casa con la vostra famiglia, siete una mamma, accompagnate a letto la vostra bambina, le rimboccate le coperte in modo che non senta freddo, le scostate i capelli dal viso sistemandoli sul cuscino affinché non le diano fastidio mentre si addormenta. Ma non ci sarà nessuna favola, nessuna storia prima di dormire. Non potete neanche augurarle la buonanotte, perché quell’infernale braccialetto contaparole è asserragliato intorno al vostro polso e indica che avete esaurito il numero delle parole a disposizione per la giornata di oggi.

La trama di questo libro era rimbalzata sul web e sui giornali già tempo prima della sua pubblicazione, dal Venerdì di Repubblica, al Publishers Weekly al Vanity Fair, tutti ne avevano parlato promettendo un romanzo eccezionale. E di eccezionale a mio parere ci sono molte cose, due in primis: l’idea di partenza dalla quale si origina tutta la trama e il messaggio che trasmette. Andiamo con ordine e partiamo dal primo aspetto. L’idea di base del romanzo è sensazionale: Stati Uniti, sale al potere un partito che predica la Purezza. Tutti quelli che non sono puri vengono perseguitati o privati di tutte, o quasi, le loro libertà. Gli omosessuali e le lesbiche vengono rinchiusi in campi di lavoro dove sono costretti a vivere con una persona dell’altro sesso “per imparare come vanno le cose”. E i Puri per eccellenza sono gli uomini, alle donne deve essere ricordato qual è il loro posto: stare a casa e fare figli. Per questo tutte le donne perdono il lavoro e si ritrovano a casa con un braccialetto al polso che conta il numero delle parole pronunciate, il massimo consentito è cento. L’aborto è vietato. Le scuole vengono differenziate in maschili e femminili e mentre i bambini imparano a diventare dei Puri, le bambine devono solo saper fare di conto, cucinare e cucire. Vengono indette delle gare tra le alunne: vince quella che parla di meno. Questo è il mondo distopico e terrorizzante nel quale l’autrice, Christina Dalcher, qui al suo straordinario esordio letterario, ci catapulta e lo fa senza risparmiarci nulla, neanche il dettaglio più cruento.

Il messaggio che il romanzo comunica e lo fa diretto come un pugno ben assestato nello stomaco è molto chiaro: uno scenario così non è impossibile. Potrebbe accadere e non sarebbe necessaria un’invasione aliena perché accada: perché il male trionfi basterebbe che i buoni rinuncino all’azione.

È quello che per molti anni ha fatto Jean, la protagonista del romanzo, sempre presa dalla propria vita, dagli studi prima, dalla carriera poi per lottare contro quello che sta succedendo. Le scorrono davanti, sfiorandole appena, ingiustizie e propagande a dir poco terrorizzanti, ma lei è troppo presa dalla sua vita privata per fare qualcosa a riguardo, per ribellarsi. Ed è così che le cose accadono. Quando Jean si accorgerà di dover fare qualcosa sarà troppo tardi e si ritroverà già segregata in casa, con un contaparole al polso, senza la possibilità di lavorare, di leggere o di pronunciare più di cento parole al giorno. Una scienziata di successo si ritrova a dover osservare in silenzio la propria famiglia: il marito Patrick, un uomo buono ma troppo debole per fare qualcosa; Steven, il figlio maggiore che grazie alle letture e alla scuola sta diventando un Puro di prim’ordine; i due gemelli, ancora troppo piccoli e spensierati per preoccuparsi di quello che avviene loro intorno e poi c’è la piccola e meravigliosa Sonia, una bambina di cinque anni, anche lei con il suo contaparole al polso. Questi sono gli elementi del romanzo che non possono lasciare indifferenti e poi c’è quel pizzico di italianità che noi non possiamo non notare e che si spiega leggendo un po’ la biografia dell’autrice: laureata in linguistica con una tesi sul dialetto fiorentino, ama l’Italia e appena può viene qui a passare il suo tempo, soprattutto a Napoli. E, infatti, in questo romanzo l’Italia è dappertutto: la protagonista è italiana, i genitori la videochiamano dall’Italia, l’odore del caffè è italiano, e soprattutto Lorenzo è italiano, ma scoprire chi è Lorenzo sta a voi. Io il mio viaggio in questo mondo distopico l’ho fatto e ne sono uscita grata per avere la possibilità di parlare, di esprimere giudizi, consapevole che ogni giorno dovremmo lottare per continuare a mantenere inviolate le nostre libertà. Dal canto mio, quindi, credo che la trama e il messaggio siano eccezionali ma non ho molto apprezzato lo svolgimento: la parte degli esperimenti in laboratorio e soprattutto la parte finale, a mio avviso è un po’ troppo arrangiata e affrettata. Certo è che questo libro sembra già pronto per un film.

Riuscita e avvincente la traduzione di Barbara Ronca, chissà che il successo di questo libro non sia la sua possibilità di trasformarsi in una sirena…

Attendo il tuo prossimo lavoro Christina Dalcher.

4 stelle

VOX

Potrebbero interessarti anche...

2 Risposte

  1. Christina Dalcher ha detto:

    Mille, mille grazie per la bellissima recensione del mio libro!
    Cari saluti,
    Christina

  2. Veronica ha detto:

    Questo lo metto tra le prossime (spero) letture

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.