Ubi tu sei la mia emozione di Deborah P. Cumberbatch

Trama Avevo quindici anni quando Stephen Holland, il più grande esperto al mondo di linguaggio del corpo e di mimica facciale, mi ha salvato la vita.

Con i suoi libri e i suoi studi mi ha permesso di non essere risucchiata dalla spirale di solitudine e inesistenza che era diventata la mia quotidianità e le emozioni si sono così trasformate nel mio rifugio, la mia casa, la mia certezza.

Rappresentano la mia arma: io sono una lie detector.

Scovo la verità scritta sul volto di ogni persona, nei gesti, nei silenzi, nelle contraddizioni.

Sono una macchina della verità: osservo, codifico, interpreto e oggi faccio parte della Holland Investigation Agency per lavorare con lui e aiutarlo a risolvere casi considerati impossibili.

Potete capire la mia delusione quando scopro che il mio eroe è così bello da sembrare una statua greca, ma è come un robot che ha rinunciato a provare qualunque tipo di emozione e non esita un attimo a dirmi che, per via della mia sensibilità, questo lavoro potrebbe schiacciarmi.

Ritiene che la mia umanità possa rendermi debole.

Tuttavia i suoi occhi sembrano parlarmi con un linguaggio che supera le parole, un sussurro di emozioni al di là del tempo, un mistero che esige di essere svelato.

E io mi fido, perché gli occhi non mentono mai: sono frammenti di anima di uno specchio che deve essere ricostruito e che tingono le espressioni facciali di sfumature uniche.

Dovrei stargli lontana, perché uno sguardo non dovrebbe avere tanto potere, ma non voglio.

So che questo è il mio posto. Sono nata per essere qui e ho intenzione di dimostrarlo.

Perché Stephen Holland è anche la prima persona ad avermi vista davvero.

È il mio maledetto evento sincrono.

Recensione di Loreads Ubi tu, sei la mia emozione di Deborah P. Cumberbatch, contemporary romance, e primo volume della dilogia “Lie detectors”, pubblicato in self publishing lo scorso 12 luglio.

Quattro sono state le emozioni che hanno accompagnato la lettura di “Ubi tu”. Perché il bipolarismo, il mio intendo, ultimamente è un po’ sottovalutato.

Partiamo dallo sgomento: non dovevo leggere io questo romanzo. Lo sapete, mi sento assolutamente a mio agio quando i protagonisti dei libri vengono barbaramente trucidati, e ritrovarmi con un romance di 700 pagine è stata una botta non indifferente. Poi sono passata alla gioia, incontenibile, quando mi sono accorta di chi ha editato questo libro: Mandy Moon è l’eccellenza assoluta nel campo delle correzioni, ho capito in quel momento che avrei avuto tra le mani un prodotto perfetto e senza errori. Leggendo è sopraggiunta la paranoia, non conoscevo il campo della cinesica, non sapevo che esistono professionisti in grado di registrare e percepire ogni singola espressione del viso, il linguaggio del corpo. Questa scoperta mi ha permesso di controllare non solo le mie smorfie allo specchio, ma di avere anche la presunzione di capire ogni singolo cenno o sguardo della gente che mi circondava. E infine è arrivata la Lorella adolescente e fangirl, quella che non ricordava più che cosa significasse sospirare, dare le craniate al muro per la frustrazione, quella che ha messo in stand-by la sua vita per due giorni, perché la priorità era leggere e sognare, e continuare a ripetere ad ogni capitolo: ma quanto caspita è brava Deborah P. Cumberbatch?

Perché questo è un romance fuori da ogni schema, non ho mai letto nulla del genere, una storia completa e ipnotica che racchiude in sé caratteristiche del romance contemporaneo, mescolate sapientemente ad elementi psicologici. E ricordate quelle 700 pagine che mi erano sembrate una punizione divina? Ecco, posso assicurarvi che non vi renderete conto della velocità con cui scorrono per quanto la storia è bella, appassionante e intrigante.

Megara DeMedici è una psicologa comportamentista con una specializzazione in cinestetica, napoletana di origine è cresciuta inseguendo il sogno di lavorare a fianco dell’uomo che, a suo dire, le ha salvato la vita quando era più giovane: Stephen Holland, il più grande esperto al mondo di cinestetica e mimica facciale. Per questo, terminati gli studi si trasferisce a Londra dove ha sede la Holland Investigation Agency. Lei è una lie detector, riesce a scovare le contraddizioni e le bugie sul volto della gente, attraverso le espressioni, la mimica facciale e il linguaggio del corpo. Stephen Holland gestisce la sede di Londra dell’agenzia investigativa insieme al fratello Thomas.

“Gli esseri umani hanno quarantatré muscoli facciali, la cui combinazione può dar vita a più di diecimila emozioni diverse, ognuna delle quali ha una sua espressione. La mimica segnala infatti sfumature e sottigliezze che il linguaggio non riesce a fissare in vocaboli.

Non solo siamo capaci di produrre migliaia di espressioni, ma gli esseri umani sembrano avere una particolare predilezione per le microespressioni: esse durano meno di un quarto di secondo, ma sono mimiche emotive complete, a tutto viso, che rivelano pienamente un’emozione nascosta.

Ed è lì che entriamo in azione noi.”

Grande è la delusione quando scopre che l’uomo che è stato il suo mito fin dalla giovane età, colui che con i suoi studi e i suoi libri le ha permesso di uscire dal guscio della solitudine, colui che le ha fatto stravolgere la vita, in una città lontana da casa, è in realtà un uomo vuoto e privo di emozioni. Al contrario, Megara è empatica, non riesce a nascondere nessuna emozione, pur sapendo che questo potrebbe nuocerle per il tipo di lavoro che svolge, ma è più forte di lei, non può evitare di farsi coinvolgere dai casi che segue. Le sue emozioni sono un’arma a doppio taglio, non le permettono quella freddezza necessaria per affrontare situazioni spinose al lavoro. Stephen invece ci riesce benissimo, non prova nulla, nessuna espressione, nulla sembra scalfirlo. E nonostante questa freddezza, la ragazza se ne sente terribilmente attratta. Ma che cosa nasconde realmente Stephen? Che cosa c’è dietro tanta fredda indifferenza? L’uomo sta crescendo da solo la figlia Lily, dopo essere rimasto vedovo, e quando interagisce con la bambina si anima e lascia intravedere quei colori che sembrano mancare nella sua anima. Ma pian piano si aprirà anche con Megara, le permetterà di entrare nel suo mondo, nel suo privato, le regalerà una parte di sé che teneva chiusa a chiave.

“«Tu sei una maledetta emozione, Megara.» Pare non avermi nemmeno sentita.

«Un’emozione?» domando, perplessa. Sembra quasi un’offesa.

«Sì, l’unica che non riesco a controllare. Rabbia, paura, gioia, tristezza, sorpresa, colpa, vergogna… sono semplici, prevedibili, sistematiche. Ma tu…» scuote la testa, «sei diventata un’emozione, la mia emozione, e non so se riesco a controllarti. Né se lo voglio.»”

Che cos’altro aggiungere? Ho amato alla follia questo libro, non credevo fosse possibile, mi cospargo il capo di cenere perché non mi aspettavo tutto questo calderone di emozioni belle, positive, colorate. Deborah ci consegna un romanzo perfetto sotto ogni punto di vista, accurato nelle descrizioni, stilisticamente ben scritto e inusuale per il tipo di storia che, aggiungerei, è particolarmente originale per il tema trattato. Ho apprezzato il personaggio di Megara, la sua solarità, la sua determinazione nel raggiungere gli obiettivi prefissati e la capacità di interagire con Stephen che, al contrario, sembra un ghiacciolo, un guscio vuoto. Ben delineati e funzionali alla storia i personaggi secondari e comprimari. Una particolare menzione a Thomas, il fratello di Stephen: l’ho adorato, ho sofferto con lui ma ho anche gioito quando la sua storyline si risolve nel migliore dei modi. Belli i casi delineati, gli elementi psicologici ben descritti e con cognizione di causa. Deborah conosce bene la materia, e si vede. Nulla è lasciato al caso. C’è tanto studio e lavoro dietro la stesura di “Ubi tu” e, quando le autrici scrivono così, è un piacere lasciarsi trascinare dalle loro storie. Su Stephen il mio cinismo cronico prende il sopravvento: diciamocelo chiaramente, uomini in grado di leggere ogni singola emozione in una donna solo nei libri di fantascienza. Però è innegabile il suo fascino, resterete ipnotizzate da lui. Sul finale mi sento in dovere di consigliare di mettere in sicurezza i vostri lettori ebook perché, ve lo dico , io il mio Kindle l’ho lanciato contro il muro. Non mi aspettavo un simile cliffhanger, continuavo a girare smarrita per casa chiedendomi che cosa sarebbe successo dopo e pregando in silenzio che Deborah avesse già concluso la stesura del seguito. Perché arriverà presto la seconda parte di questa dilogia, vero?

smeraldo

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