Tutte le volte che ho pianto di Catena Fiorello

Commovente e carico di passione: un romanzo per chi non ha mai smesso di credere nella vita e nell’amore.
Nell’autunno tiepido di una Messina dalle spiagge ormai deserte, Flora corre ogni mattina sul bagnasciuga: il vento, il sole, la pioggia, le nuvole, il rumore del mare sono divenuti per lei compagni indispensabili. Una disciplina che le dona calma, adesso che, a quasi quarant’anni, sta cercando di riprendere le redini della sua vita. Il matrimonio con Antonio, sposato da giovanissima, è andato in frantumi dopo l’ennesimo tradimento di lui, sempre in cerca di nuove avventure che non approdano mai a nulla. Eppure Flora non riesce a dimenticarlo e vacilla ogni volta che lui torna a corteggiarla, alimentando le illusioni della figlia quindicenne Bianca. Ma la sua vita è già abbastanza complicata, con un bar da gestire e una madre anziana che non ha mai superato la morte del marito e, soprattutto, la perdita di Giovanna, la sorella maggiore di Flora: bellissima, indomabile e carismatica, uccisa a vent’anni in un tragico incidente. E adesso Flora trema vedendo che la figlia Bianca, per uno strano destino, coltiva il sogno di diventare attrice proprio come un tempo Giovanna. Ma a scombinare di nuovo le carte, un giorno arriva Leo, con la sua aria da James Dean e un passato che lo lega a quei luoghi, dove sta per produrre un film. E con i suoi modi affascinanti, si insinua pericolosamente nei pensieri di Flora… Ma perché Leo sembra sapere tante cose su di lei? Cosa si nasconde dietro il suo interesse per Flora? Può realmente fidarsi di quest’uomo così misterioso?

Recensione di Esmeralda – Tutte le volte che ho pianto di Catena Fiorello, libro di narrativa in uscita oggi, 13 febbraio, grazie a Giunti.

Non avevo mai letto nulla di Catena e quando mi è stato proposto di partecipare all’incontro con l’autrice ho trovato fosse un buon motivo per conoscere la sua scrittura. Sono diverse le sue pubblicazioni, addirittura una di queste, Picciridda, diventerà un film. Un grandissimo traguardo che ogni autrice sogna di raggiungere, ma veniamo a noi e a Tutte le volte che ho pianto.

A chi non nasconde le lacrime.

Veniamo al mondo piangendo. E piangendo ce ne andremo, se mai avremo il tempo di capire che è arrivata la fine.

E non è un caso se nel mezzo della nostra esistenza continueremo a farlo, ogni volta che proveremo una gioia intensa o un dolore.

Il pianto, in estrema sintesi, è l’unico momento di verità degli uomini.

Trovo il titolo davvero poetico e perfettamente calzante. Flora ha avuto tantissimi motivi per piangere, molte batoste da cercare di superare e la vita ha deciso che il momento di essere sereni e felici non è ancora giunto. Entrare in sintonia con lei, da lettrice, non è stato semplice, il suo essere disillusa, a volte perfino cinica, può infastidire, la sua corazza difficile da scalfire pone un muro invalicabile tra sé e chi la circonda. Specie all’inizio mi sono sentita tenuta a distanza, come se Flora avesse un braccio teso dinanzi a lei per tenere le persone al di fuori del suo spazio personale. Soprattutto gli uomini che mostrano interesse nei suoi riguardi. Superare i ripetuti tradimenti di Antonio, suo ex marito, non è semplice. Non si può smettere di amare dall’oggi al domani, ma a volte bisogna decidere di amare un pochino di più se stessi della persona che si ha accanto e allontanare l’uomo con cui si pensava di stare tutti i giorni della propria vita. Flora soffre per questa decisione perché sa che ha fatto del male a Bianca, sua figlia, ma non ha nessuna intenzione di tornare sui suoi passi. Non ha più la forza di portare il peso dell’umiliazione, vuole rinascere senza un uomo accanto.

I maschi, non gli uomini, con me hanno chiuso. Li ho collocati in una casella a forma di teschio, come quella che compare sul retro dei detersivi o della varechina. Non maneggiare senza usare i guanti della sfiducia, raccomando a me stessa ogniqualvolta un losco individuo mi si avvicina. Sì, perché per me gli esseri umani di sesso maschile sono universalmente uguali: loschi e bugiardi.

Il comportamento di Antonio ha lasciato inevitabili strascichi e Flora non è aperta a nuove conoscenze, fino al giorno in cui ‘per caso’ capita nel suo bar un uomo misterioso che le smuove qualcosa dentro e la convince con perseveranza a uscire dal suo guscio. E poi Leo ha un regalo per lei, un regalo che le apre una finestra su un passato di cui non conosceva l’esistenza e che riporta a galla tanti sentimenti contrastanti che hanno accompagnato la sua adolescenza.

Di colpi bassi nella vita Flora ne ha ricevuti parecchi, ha faticato non poco a esprimere se stessa, adeguandosi prima alle aspettative dei genitori, già fortemente provati dalla scomparsa prematura della sorella maggiore Giovanna, e poi alla volontà del marito Antonio e alle esigenze della figlia Bianca. Di tempo per pensare davvero a se stessa non ne ha mai avuto e adesso vuole prendersi ciò che il destino le ha tolto, lasciandosi andare a un amore che sembra poterle portare passione e serenità. Ma nulla nella vita è semplice e lineare e Flora lo scoprirà presto.

Sono tanti i temi trattati in Tutte le volte che ho pianto, alcuni molto delicati e difficili da affrontare. C’è la perdita di una sorella e la certezza di non averla mai conosciuta davvero, c’è il tradimento, difficile da superare perché quando lo si scopre si perde totalmente la fiducia nell’altro, c’è la malattia che a volte allontana e altre volte porta a superare gli ostacoli e ad avvicinare due persone che sembravano distanti. Ma non mancano la speranza di riuscire a fare il proprio meglio per crescere in modo sereno e senza preconcetti la figlia adolescente e quella di poter tornare ad amare e a fidarsi degli uomini nonostante il male che uno di loro ti ha fatto.

Durante la lettura comprenderete le fragilità di Flora e comincerete a sentirla vicina, perché le sue paure sono proprie di ogni persona che è stata profondamente ferita. Consiglio questa la lettura a chi ama le storie di rinascita e non si ferma davanti a tematiche difficili come la perdita e la malattia.

4 stelle

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