Tienimi accanto a te di Daniela Sacerdoti

Trama Anna sapeva che la sua relazione con Toby era in crisi. Ciononostante non avrebbe mai immaginato che lui potesse andarsene da un giorno all’altro, abbandonando lei e la loro bambina di sei anni senza una spiegazione valida. Invece è esattamente quello che è successo e, per quanto Anna si senta ferita, ciò che più la preoccupa è la reazione di Ava: la piccola infatti entra in un completo stato di shock e si chiude nel silenzio per tre giorni. Quando finalmente ricomincia a parlare, però, Ava pronuncia parole senza senso. Vuole andare a casa. In un posto chiamato Seal. Dall’altra sua madre. Nel tentativo di aiutare la figlia, Anna decide di portare Ava nel posto di cui parla: si tratta di una piccola isola della Scozia, dove nessuna delle due ha mai messo piede. Eppure, Ava sembra avere dei ricordi legati a quel posto… Una volta arrivate, non sarà difficile innamorarsi della bellezza dei panorami mozzafiato e della gentilezza degli abitanti. Potrebbe essere l’occasione per il nuovo inizio che Anna desiderava.

Tienimi accanto a te

Recensione di Veronica – Tienimi accanto a te di Daniela Sacerdoti edito Newton Compton e pubblicato a maggio di quest’anno.

“Sapevo da sempre che Toby ci avrebbe lasciate; rimasi perfino sorpresa che avesse aspettato così a lungo. Nonostante tutti i miei sforzi, non ero riuscita a tenere insieme questa famigliola traballante.”

Anna, Toby e Ava sono una famiglia, anche se con dei limiti non indifferenti… un padre e compagno che passa da un lavoro all’altro senza trovare stabilità e ama vivere alla giornata, e lei, una madre che cerca di realizzare i propri sogni non facendo mancare nulla a questa figlia che, inaspettatamente sull’orlo della crisi sentimentale tra loro due, era arrivata. Ma se Anna è sempre stata quella forte, quella disponibile ad andare avanti accanto ad un uomo che non ama più, lo stesso non si può dire per Toby che un giorno, all’improvviso, prepara i bagagli comunicando alla figlia che lei e la sua mamma sarebbero state meglio senza di lui.

Per Ava questo è un durissimo colpo, molto unita a suo padre, non riesce a superare l’abbandono e cade in una sorta di sconforto. Per tre giorni non parla e non mangia, non dimostra alcuna emozione, poi al quarto giorno, sembra risvegliarsi ma quello che dice sconvolge totalmente Anna.

Non dimenticherò mai il momento in cui, mentre la tenevo tra le braccia, con il viso così vicino al suo che i nostri nasi quasi si toccavano, mi chiese con calma e tranquillità: «Dov’è la mia mamma?».

Ava comincia a raccontare e rivivere una vita immaginaria, che non le appartiene, vissuta in un altro luogo, con altre persone, un’altra famiglia.
Cosa è successo in quei tre giorni in cui Ava si è rinchiusa in sé stessa?
Anna si trova così ad un bivio: assecondare l’immaginazione di sua figlia cercando di trovare con lei delle risposte alle sue visioni, o nascondere la testa sotto la sabbia e attendere con l’aiuto di specialisti che Ava superi il turbamento dovuto all’abbandono del padre?

«Per i nostri figli desideriamo solo la perfezione. Vogliamo proteggerli da tutto, tenerli al sicuro. Ma la vita si mette in mezzo. La vita non potrà mai essere perfetta. Può essere buona se noi la rendiamo tale».

La tristezza negli occhi di Ava ogni volta che rivive quegli assurdi momenti della sua seconda vita, i suoi ricordi così precisi e dettagliati di una vita che le manca e nella quale era felice, spingono Anna a prendere la decisione di partire per il luogo di cui Ava parla. Partono così per Seal, una minuscola isola al largo della Scozia occidentale.
Durante questo viaggio saranno moltissimi i sentimenti, le emozioni, i ricordi che Anna e Ava vivranno.
Ad accoglierle al loro arrivo e dare loro un posto dove stare sarà Sorren, un uomo legato alla sua isola, così tanto da rinunciare persino all’amore piuttosto che lasciare quel luogo per lui magico e meraviglioso. Un uomo segnato da un evento del passato che lo tormenta ancora oggi e per cui prova un senso di colpa infinito. Un uomo che pur di non pensare si è buttato a capofitto nel lavoro e si rende sempre disponibile per tutti coloro che hanno bisogno.

“Mi dividevo tra i miei genitori, il Soccorso marino e chiunque avesse bisogno di me, e tutto questo per tenere Isla lontana dalla mia mente. Cercando di fare ammenda, e di non dovermi mai fermare a pensare. Tentando di occuparmi delle persone intorno a me perché non ci ero riuscito con la sola persona di cui avrei dovuto prendermi cura.”

Sorren ancora non lo sa, così come non lo sa Anna, ma lui, la sua famiglia, l’isola, Ava e Anna sono tutti legati da un filo sottilissimo di mistero. Legati nel passato e nel presente, nelle gioie e nei tormenti. L’uno diventerà la salvezza dell’altro.

Forse l’isola non avrebbe aiutato solo Ava a mettere ordine nei ricordi che viveva, forse inaspettatamente, Seal avrebbe sostenuto anche Anna, l’avrebbe aiutata a ritrovare ciò che aveva perso, le avrebbe regalato amore, bellezza, felicità, e magari una famiglia, lei che una famiglia non l’aveva mai avuta. Forse era stata proprio l’isola ad averle volute lì perché provassero un po’ di pace nei loro cuori e in quelli di Sorren e la sua famiglia. Anna deve solo imparare a fidarsi, aprire il suo cuore e accettare che anche lei merita di essere felice.
Seal è casa. Una casa che non la soffoca e non la fa sentire sola ed estranea come ultimamente succedeva nella Londra che tanto ama.

“L’isola stava lavorando su tutte e due. Faceva luccicare gli occhi di Ava e alleviava le mie peggiori preoccupazioni. La pelle di mia figlia aveva cambiato odore; il mio cuore si stava ammorbidendo. Il viso di Ava aveva perso quell’aspetto ansioso che aveva da quando Toby se n’era andato; e la ruga tra i miei occhi si stava spianando. Seal ci stava cambiando da dentro, riuscivo a percepirlo. Sia lei, sia me.”

Quando ho letto la trama di questo libro sono stata immediatamente colpita dall’alone di mistero dietro il quale si celavano i fatti raccontati e posso garantirvi che non ne sono rimasta delusa.
Il romanzo è molto profondo, a tratti forse angosciante. Come reagireste voi se la persona che più amate al mondo inizia a raccontarvi momenti che non ha realmente vissuto, di una vita della quale voi non fate parte? Non so se vi piace questo genere di romanzo, però io stessa, che non sono una persona molto spirituale e di fede, ne sono rimasta colpita. Sia per i temi trattati, sia per la delicatezza e profondità della narrazione. Forse per alcuni può sembrare forzato, ma vi posso garantire che l’autrice non è mai andata oltre il limite cadendo nell’assurdo, e poi… può l’essere umano negare l’esistenza di qualcosa che va al di là della vita terrena? Quello che Anna compie per amore di sua figlia, è un atto di fiducia, ma come accade per ogni cosa a cui non riusciamo a dare una spiegazione razionale, proviamo paura.

I personaggi presentati sono perfetti. Ho ammirato la forza di Anna, il suo amore incondizionato per la figlia, la sua voglia di ricominciare, se non addirittura iniziare, a vivere, e ho provato moltissime emozioni per Sorren, un uomo fragile ma al contempo deciso, in grado di amare in modo totalizzante, un uomo con un grande peso da portare e bisognoso di qualcuno che gli permetta di perdonarsi e concedersi una seconda possibilità.
Nel romanzo molti messaggi sono veicolati anche dalle parole di Catriona, da sempre amica di Sorren e da sempre innamorata di lui e da quelle di Fraser, collega e amico di Sorren, un uomo schivo, taciturno, amante della natura, un uomo che ama l’avventura ma bisognoso del suo posto nel mondo.
La penna di Daniela Sacerdoti si è rivelata meravigliosa anche in questo caso. Le descrizioni dei luoghi e delle emozioni, la caratterizzazione dei personaggi, i temi trattati e la trama interessante, ti catturano attraverso una lettura che è difficile interrompere.

bellissimo

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