Ti ho trovato quasi per caso di Elle Kennedy

Ci sono rischi che in amore vale la pena correre… Il college doveva essere la mia grande occasione per trasformarmi dal brutto anatroccolo che ero in un meraviglioso cigno. Invece, la confraternita in cui sono entrata è piena di ragazze crudeli, e faccio fatica a inserirmi. Così, quando le mie consorelle Kappa Chi mi hanno lanciato una nuova, umiliante sfida, non ho potuto dire di no. Devo sedurre il nuovo giocatore di hockey della squadra del campus. Conor Edwards non ha problemi a socializzare. È uno di quelli che si sentono sempre a proprio agio. E ci sa fare dannatamente bene con le ragazze. So che è al di fuori della mia portata: i tipi come lui non guardano quelle come me. Perciò non mi aspettavo che accettasse di aiutarmi. Invece di scoppiare a ridere, quando gli ho parlato della sfida ha acconsentito a salire di sopra con me e a fingere che stesse succedendo qualcosa tra noi. E adesso che sono qui con lui mi rendo conto di quanti pregiudizi avessi nei confronti dei ragazzi che hanno un certo successo. Sono nei guai. Ho come la sensazione che questo stratagemma potrebbe provocare un vero disastro…

Ti ho trovato quasi per caso di Elle Kennedy, quarto volume autoconclusivo della serie “Briar U” new adult a tematica sport romance, pubblicato dalla Newton Compton il 5 agosto 2021

Vi è mai capitato di leggere un libro e, una volta chiuso, provare sensazioni diametralmente contrastanti? Di solito scrivo le impressioni e le considerazioni su una storia non più tardi di un giorno o due dalla fine della lettura, ma con questo libro, invece, ho rimandato, rimandato e rimandato fino a quando non ho dovuto riprenderlo di nuovo tra le mani e andarmi a rileggere parecchi capitoli. All’inizio ho attribuito la cosa al fatto che era il primo libro che leggevo durante le vacanze, poi al fatto che, venendo da un periodo molto stressante, non ero stata in grado di apprezzare questo o quel personaggio e le loro scelte. In fondo la Kennedy è sempre stata un’autrice capace di emozionarmi. Il suo modo di raccontare la vita degli universitari americani e le emozioni dei loro primi amori mi ha sempre  entusiasmato. Quindi cosa c’era che non andava, questa volta? Ero io oppure era colpa dei personaggi?

Conor Edwards, è un ottimo giocatore di hockey, un buon studente e un discreto sciupafemmine. Ed è proprio per quest’ultimo motivo che viene scelto dalla Presidentessa di una confraternita come il secondo attore di una penitenza. Il ragazzo, tutto si sarebbe aspettato andando a quella festa tranne che essere avvicinato da una ragazza tutta curve che gli chiede di far finta di sentirsi attratto da lei e concludere la serata in una delle stanze del piano superiore. Accetta immediatamente, in fondo, la ragazza è carina, gli ha spiegato che si tratterebbe solo di un bluff e, per di più, lui non ha niente di meglio da fare. Ma la serata si rivela ben più interessante del previsto e, quello che all’inizio sembrava solo un gioco di poche ore, si trasforma in qualcosa di diverso, qualcosa di non cercato, di non voluto, eppure, di unico.

Taylor Swift vorrebbe stare dovunque tranne che nella confraternita delle Kappa Chi. É entrata a farne parte solo perché sua madre era una consorella da giovane e perché l’appartenenza ad un’istituzione simile porta grandi benefici sul proprio futuro. Ma sono tutte cose che butterebbe volentieri via ogni volta che si trova faccia a faccia con una delle consorelle più anziane che ha deciso di rendere la sua vita un vero inferno. L’ultima “trovata” per metterla in difficoltà è quella di obbligarla a sedurre uno dei giocatori di hockey più fighi del campus. Dire di no alla consorella è impensabile, cercare un modo di defilarsi, altrettanto, quindi, a conti fatti  non le rimane altro da fare che chiedere al Lui prescelto, di fingere di essere interessato a lei solo per qualche ora.

Il caso li ha messi sulla stessa strada, una scommessa meschina li ha fatti conoscere, ora tocca al destino unirli. Saranno una coppia alla fine del viaggio?

Ebbene, anche questa volta i protagonisti non hanno dato subito il via alle danze in posizione orizzontale, come succede fin troppo spesso, il loro, infatti, è un rapporto che cresce piano piano, deve essere così per forza data la poca stima che Taylor nutre verso se stessa e, di conseguenza, verso un qualsiasi partner. Ed è proprio questo la cosa con cui non sono riuscita a fare i conti durante la lettura: questa grossa, enorme insicurezza che rende la protagonista una donna che non fa altro che piangersi addosso per tutto il libro. Perché è grassa, perché si ritiene poco attraente, perché Conor non può volere proprio lei, il brutto anatroccolo che è rimasto sempre tale, perché ci sono bellissime ragazze lì fuori che aspettano solo lui e ancora e ancora e ancora.  Anche quando Conor, con la sua infinita pazienza e dolcezza, le ripeteva che per lui era bellissima, che lo era ogni parte di lei,  le ferite che Taylor si porta dietro non le davano tregua. Nella realtà, a mio parere, aveva costruito tutto nella sua testa, la madre non l’ha mai considerata inferiore solo perché non rispecchiava quei canoni di bellezza che lei stessa aveva fissato, le amiche le aveva allontanante lei con il suo modo di chiudersi a riccio. Quindi, no, non ho amato particolarmente il personaggio di Taylor soprattutto perché, ho avuto la sensazione che nemmeno alla fine  sia riuscita a fare del tutto pace con se stessa e il suo corpo.

Per fortuna, a salvare la lettura c’erano tutti i personaggi dei romanzi precedenti e il coach Jensen che, per una volta, non ha rivestito solo il ruolo di allenatore e infine lui,  Conor, che pur non essendo uno stinco di Santo, perché anche lui ha parecchio da farsi perdonare, è un personaggio solare, buono, su cui si può contare sempre e comunque. Ha sbagliato ma se ne assume le colpe e cerca di migliorare.

In conclusione a quante hanno amato questa serie non posso fare a meno di dire di leggere anche quest’ultimo capitolo tutto sommato si fa leggere e rivedere tutti i personaggi del passato fare capolino fa beve al cuore. Per quanto mi riguarda, rileggerò qualcuno dei primi romanzi dell’autrice, per togliermi  l’amaro di bocca.

e mezzo

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