Spiacente non sei il mio tipo di Anna Zarlenga

Trama Sara e Teo non potrebbero essere più diversi. Lei lavora come ricercatrice all’università, lui è un figlio di papà che presto o tardi erediterà una casa di produzione televisiva. Lei è bassina, ha forme morbide ed è poco appariscente, lui è il classico playboy sbruffone. In sostanza non hanno nulla in comune se non, a quanto pare, un’indiscussa antipatia per i matrimoni. Ed è proprio a una cerimonia di nozze che si conoscono e hanno modo di trovarsi insopportabili a vicenda. La reciproca e dichiarata incompatibilità non impedisce loro di dare inizio a un battibecco che li porta, un po’ per sfida, un po’ per gioco, a oltrepassare il limite… Ma nessuno dei due dà peso alla cosa: sono perfettamente consapevoli di non piacersi e che non si incontreranno mai più. I piani del destino sono però ben altri. Dopo una vita passata a dissipare soldi senza realizzare granché, Teo è costretto dal padre a riprendere a frequentare l’università: in caso contrario potrà dire addio al suo lavoro nell’azienda di famiglia. E il caso vuole che una delle sue docenti sia proprio l’insopportabile ragazza conosciuta mesi prima a un matrimonio…

«Non è assolutamente il mio tipo, ma non sopporto l’idea di farmi rifiutare.»

Recensione di Roberta – Spiacente non sei il mio tipo di Anna Zarlenga – Romance contemporaneo pubblicato da Newton Compton Editori l’8 marzo 2019.

Sara e Teo odiano i matrimoni ed è l’unico punto che li accomuna.

Teo si presenta alle nozze del suo migliore amico solo per prenderlo in giro perché non si spiega come un uomo possa scegliere deliberatamente la monogamia.

Sara non può mancare al matrimonio di sua sorella minore Sonia, anche se odia l’evento in sé perché, a Napoli, è una gara a chi lo rende più sontuoso, più originale e, di conseguenza, più ridicolo, senza considerare la stola dei parenti che la guardano in modo patetico solo perché a trent’anni non è sposata e soprattutto non ha nemmeno uno straccio di fidanzato da esibire.

Teo è abituato a uscire con donne che incarnano l’ideale degli angeli di Victoria Secrets e Sara è assolutamente lontana da ogni requisito minimo che ritiene fondamentale per una donna.

La ragazza, a sua volta, lo considera sin dal primo incontro un deficiente arrogante che non si fa problemi a insultarla per mera constatazione del suo aspetto fisico.

I due si ritrovano, loro malgrado, allo stesso tavolo e, un po’ per sfida, un po’ per sottrarsi agli inutili riti del ricevimento, si appartano ed inspiegabilmente si scambiano un bacio.

Questo episodio viene archiviato da entrambi, anche perché nessuno dei due si sarebbe mai immaginato di rincontrare la sua nemesi.

Ed è proprio qui che il destino ci mette lo zampino!

Teo infatti viene costretto dal padre, stufo dell’inettitudine del giovane, a ritornare all’università per concludere il suo percorso di studi, Scienza della Comunicazione, e si ritrova come docente del corso di semiotica proprio Sara. La sua voglia di studiare e di impegnarsi in qualcosa rasenta lo zero assoluto, così cerca in qualche modo di corrompere e raggirare la ragazza per superare l’esame senza alcuno sforzo.

Peccato che Teo non aveva fatto i conti con il rifiuto sincero e la combattività di Sara, disinteressata agli uomini bellocci senza un briciolo di carisma intellettuale ed escogita un piano per vendicarsi, ma, senza rendersene conto, tale piano prenderà delle pieghe diverse da quelle da lui prospettate inizialmente.

Teo è uno sbruffone nullafacente, ed è consapevole di esserlo, tanto che si bea della sua condizione di figlio di papà che non ha bisogno di fare nulla se non condurre una bella vita alle spalle del padre e dell’azienda di famiglia.

E’ bello, è ricco, è superficiale e non si impegna in nulla che non sia corteggiare insulse ma stupende modelle.

Non è facile destreggiarsi nella mia giornata tipo. Le scocciature non mancano mai e tutti tentano di farmi lavorare, di farmi combinare qualcosa. Dare a tutti l’illusione che lo stia facendo davvero è un’attività sfiancante. Per questo ho bisogno di distrarmi spesso. In questo modo allontano lo stress.

A che serve avere la strada spianata se poi non ne approfitti? È questa la mia filosofia. Non ho bisogno di altro, solo il mio stipendio mensile, la mia auto da capogiro e donne in quantità. Ho una vita assolutamente perfetta.

Teo è irritante. Non si preoccupa di niente se non di se stesso. Al matrimonio del suo migliore amico si presenta vestito a lutto solo perché non avrà più una spalla con cui condividere le notti brave.

A trentadue anni non vuole impegnarsi in nulla. Si bea della sua inettitudine ed è compiaciuto della vita lasciva che conduce.

“Quando ti annoi, individua delle belle mutandine”: è il mio motto.

Quando Teo conosce Sara è indispettito perché, pur considerandola una “racchia”, lei non cede al suo fascino e gli tiene testa, trattandolo come il viziato e superficiale uomo che è.

Ma chi si crede di essere? Sarà pure un bel ragazzo, ma sono sicura che ha la profondità di un cucchiaio d’acqua. Un uomo senza consistenza.

Sara Doria è una ricercatrice universitaria di trent’anni, è brillante, arguta e divertente.

E’ una ragazza normalissima con i suoi difetti: è bassina, “rotondetta”, si veste da suora e si nasconde dietro a due enormi occhiali. Sara non si valorizza al meglio e si concentra solo sul lavoro.

Non giudica le persone dall’aspetto fisico, anzi è affascinata di più da un uomo carismatico per il suo intelletto, tant’è che, da anni, è lo zerbino del professor Costa, un po’ perché spera di ottenere la cattedra di semiotica all’Università di Napoli, un po’ perché ne è attratta come uomo, sebbene il maturo docente non le abbia mai rivolto attenzioni particolari.

Dire che i battibecchi tra i due protagonisti siano esilaranti è riduttivo.

Le personalità dei due protagonisti emergono prepotentemente dai dialoghi molto ben orchestrati.

Teo è pieno di sé ma l’incontro con Sara minerà la sua ingombrante autostima. E’ conscio di essere esclusivamente un bell’involucro e di ammaliare le donne solo per quello che ha: bellezza, successo e soldi. Essere rifiutato da una donna all’apparenza insignificante che dovrebbe ringraziare la sua buona stella solo perché lui le rivolge la parola, è uno smacco troppo grande, ma che lo spronerà a dimostrare qualcosa non solo a se stesso.

Sara è una combattente e non si lascia mettere i piedi in testa da nessuno, all’infuori del professor Costa. L’irritante vicinanza di Teo tuttavia farà emergere lati della sua personalità che nemmeno lei immaginava.

Sebbene possa essere considerato leggero, nasconde in sé un messaggio molto attuale: i canoni estetici non devono essere sempre considerati una misura per valutare le persone.

E’ un romanzo divertente e appassionante: vi troverete a “divorarlo” in poche ore!

4 stelle

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