Ruvida di Alfonso Nuccitelli

Ruvida

Trama Da bambino emigra in Brasile. Il razzismo, da parte di chi odia gli italiani, lo incattivisce e spesso reagisce violentemente. Vi resta per 11 anni e poi ritorna nell’amata patria. I primi anni subisce una situazione paradossale. Mentre in Brasile era “l’italiano di merda”, nel suo paese diventa il “brasiliano”. Negli anni settanta attraversa, all’interno del movimento degli studenti, gli anni delle contestazioni, vivendo tutte le contraddizioni di quel periodo. Questo lo segna profondamente.

Ruvida

Recensione di Margherita – Ruvida di Alfonso Nuccitelli, pubblicato il 1 maggio da Lupieditore.

Ruvida racconta la storia di un bambino, Alfredo, nato in Italia negli anni ’50 e costretto, insieme alla sua famiglia, ad emigrare in Brasile a causa delle grandi difficoltà riscontrate in quegli anni. La loro speranza è quella di trovare lavoro per poter raggiungere un miglior tenore di vita. Un vero e proprio salto nel buio, fin dall’inizio era ben chiaro che sarebbero andati incontro a molte problematiche soprattutto a causa della diversa realtà trovata in quel Paese. Tra le tante difficoltà, Alfredo deve fare i conti con il disprezzo della gente verso chi, come lui, ha origini italiane, questo lo porta spesso a reagire con aggressività. Da quel momento il suo modo di vedere le cose da bambino cambia inevitabilmente.

Undici anni dopo, insieme alla sua famiglia, grazie anche al miglioramento della situazione economica, ritorna finalmente in Italia. Mentre in Brasile era denigrato per le sue origini italiane, nel proprio Paese la situazione non cambia, anzi, viene soprannominato il “brasiliano” per la diversità nell’aspetto fisico, nel suo modo di relazionarsi e di pensare, soprattutto per la sua inesistente conoscenza della lingua italiana. Nonostante sia tornato “a casa” si sente nuovamente “diverso”.

Arrivano gli anni ’70, un periodo di forti mutamenti coni suoi primi scioperi, opposizioni, rivolte e proteste studentesche, anni questi che lo cambieranno profondamente.

Nel romanzo di Alfonso Nuccitelli ripercorriamo l’infanzia e l’adolescenza di Alfredo, dall’emigrazione in Brasile che lo ha portato a cambiare anche caratterialmente, fino alle difficoltà riscontrate al suo ritorno in Italia. Una vita, la sua, fatta di umiliazioni, rigidità, conflitti interiori, contraddizioni e disprezzo. Questo sarà sì un viaggio nella sua vita ma anche nella sua mente, con i suoi timori, rivincite, paure, obiettivi e prime conquiste. Alfredo diventa un ragazzo in continua ricerca di avventura, mosso dalla curiosità e dalle proprie convinzioni, si reputa un rivoluzionario ma non per questo accetta e asseconda la violenza nonostante quanto accade attorno a lui.

Ruvida ci racconta degli anni ’70, caratterizzata da profonde trasformazioni a livello politico e sociale con le prime proteste studentesche e contestazioni, l’autore accenna anche ad alcuni episodi di grande rilevanza della storia del nostro Paese come il caso Moro.

Il romanzo ha meno di 200 pagine, anche se l’ho trovata molto scorrevole, veloce da leggere, per nulla pesante e piena di spunti non mi ha pienamente conquistata, ho notato spesso la ripetitività di uno stesso concetto e anche numerosi refusi. Ed è un vero peccato perché inizialmente mi aveva incuriosito molto.

In futuro spero di poter dare un’altra opportunità all’autore e ai suoi romanzi.

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