Rock’n’Rust di Walter Miraldi

Rock’n’Rust

Estate anni ’80. Ritmo non sincopato in quattro quarti, armonie di spazio ampie e progressione dissonante. Un Ragazzo si prepara per giocare la partita di pallone più importante. Si dice che gli Stranieri siano più forti dell’anno prima. La Ragazza che gli piace sarà lì a guardarlo. L’Alcolizzato urla parole liquide, mentre il Collezionista di cicatrici tamburella la malinconia sul guscio vuoto di un cocomero. L’arbitro fischia l’inizio. Comincia il viaggio del protagonista. E il suo tentativo di conquistare l’autunno, con note alterne di vento e di uva, tra le rovine calde di un circo di eroi cialtroni. In un agosto fatto di ossa, ruggine e di echi rudi di passato remoto.

Recensione di Esmeralda – Rock’n’Rust di Walter Miraldi pubblicato da Lupi Editore.

Non sapevo cosa sarei andata a leggere, questo è un libro che in base alla trama non avrei mai scelto, ma devo dire che è riuscito a strapparmi anche qualche sorriso.

Lupi Editore prima delle ferie di agosto ci ha inviato un buon numero di libri/novità e abbiamo fatto la scelta di dividerceli per non far attendere troppo le recensioni.

Rock’n’Rust era troppo enigmatico, una scelta a scatola chiusa, nonostante la cover accattivante. Sono stata io la prescelta che si è vista obbligata a prenderlo in carico ed è stato una piacevole sorpresa.

Walter Miraldi sa scrivere, questo è sicuro, e la sua prosa è scorrevole e ricercata. Utilizza termini quantomeno desueti e lo caratterizza quella sottile ironia che riesce a farti sorridere.

La storia narrata, ambientata in un non precisato paesino in una non precisata estate degli anni ottanta, è quella di un ragazzino di terza media e di un mondo in cui nessuno ha un vero nome, ma tutti soprannomi alquanto folkloristici.

Ogni cosa, anche la più piccola e insignificante, viene vissuta e vista in grande e i pensieri che scatena in lui sono intensi e amplificati.

Dalla partita di calcio contro gli Stranieri (che non necessariamente vengono dall’estero, ma possono essere anche semplicemente di Torino) per la supremazia sulle ragazze del paese, alla rimozione della ruggine (da qui parte del titolo) alla cancellata dell’Uomo che non invecchia, ai discorsoni “che di certo un ragazzino fatica a comprendere” del Comunista, allo spiare la moglie del Macellaio mentre prende il sole in un costume da bagno un po’ discinto.

Un’estate come tante con bravate che possono accomunare molte realtà di paese e la crudezza della vita nei piccoli borghi. Tutti che conoscono tutto l’uno dell’altro, pensieri che si amplificano, parole che volano di bocca in bocca e cambiano nota e intonazione.

Un viaggio nelle emozioni del piccolo protagonista che non vede l’ora di diventare grande e, coi suoi amici, cerca di guadagnarsi questi epiteto in ogni modo possibile. Riuscirci non sarà semplice, ma chissà che alcuni eventi, e alcuni suoni da lui catalogati, possano avvicinarlo all’ambita meta.

Il linguaggio utilizzato è quello di un adulto che ha studiato, si è evoluto e ha mollato per sempre il paesello poco erudito dove si deve comunicare unicamente in dialetto per essere parte del branco. Ma, si sa, si può lasciare l paese di origine, ma il paese resterà per sempre dentro di te. E così alcune situazioni paradossali possono coinvolgere tutte le sfere della vita anche oltre i confini tracciati.

Saranno tanti i personaggi che prenderanno parte a questa ‘commedia’ dagli Stranieri che li stracceranno nella partita che potrebbe decretare la svolta, alla Ragazza che gli piace provvista di mono sopracciglio che sembrerà non vedere altro che uno degli Stranieri, alla Francese che per prima gli farà provare le gioie della disinibita intimità, agli amici che certe volte tanto amici non sono.

Uno spaccato di una società che si spera possa venire sepolta nel passato, ma i cui comportamenti possono essere reiterati anche ai giorni nostri.

Rock’n’Rust mi ha intrattenuta e a tratti divertita e, nonostante non possa essere annoverato tra le mie letture ideali, mi sento di poterlo consigliare a un pubblico perlopiù maschile.

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Una risposta

  1. Veronica ha detto:

    La trama in copertina non rende giustizia al romanzo quindi! Dici che è da suggerire a Giorgio per un momento in cui ha voglia di cambiare lettura?

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