Review Party – La teoria imperfetta dell’amore di Julie Buxbaum

La teoria imperfetta dell’amore

Trama A volte basta cambiare prospettiva per dare senso al mondo. Da quando suo padre è morto in un incidente d’auto, Kit non è più la stessa. Non ha più voglia di ridere, scherzare o confidarsi con le amiche di sempre. L’unica cosa che desidera è chiudere fuori il mondo intero e voltare pagina. Per questo decide di lasciare il tavolo affollato a cui si siede ogni giorno in mensa e prendere posto a quello di David. David, che gira per i corridoi della scuola con le cuffie nelle orecchie e non parla con nessuno.
David, che è un genio della fisica ma quando si agita trema come una foglia. I due non potrebbero essere più diversi, ma lentamente quei pranzi in solitudine diventano un appuntamento fisso, atteso, e tra sguardi e parole sussurrate, Kit e David imparano a essere amici. Forse qualcosa di più. Fino a quando David decide di aiutare Kit a ricostruire che cosa è successo il giorno in cui suo padre è morto. Perché David non sopporta le questioni irrisolte, non sopporta le equazioni lasciate a metà. E farebbe di tutto per ricomporre i pezzi del cuore infranto di Kit.
Ma il sentimento che li lega sarà abbastanza forte per resistere alla verità?

La teoria imperfetta dell’amore

Review Party – Recensione  di Simona – La teoria imperfetta dell’amore di Julie Buxbaum in uscita oggi 4 settembre 2018, uno Young Adult edito DeAgostini.

Questo libro è di una tenerezza unica, i temi trattati sono importanti: morte, autismo, bullismo, eppure qualcosa non mi ha permesso di apprezzarlo appieno, qualcosa che catalogherà presto questo romanzo tra i dimenticabili.
Prima passiamo alla storia, poi vi spiegherò meglio il mio punto di vista!

“Avrete ormai capito che sono diverso. Di solito non ci si mette molto a rendersene conto. Un dottore pensava che potessi soffrire di una “forma borderline della sindrome di Asperger”, il che è stupido perché non si può avere una forma borderline dell’Asperger.
Lo spettro dell’autismo è multidimensionale, non lineare. Quel dottore era chiaramente un idiota.“

David è diverso dai normali sedicenni: si sente a disagio in presenza di altre persone, è maniacale sia nell’ordine che nella sua routine quotidiana, può diventare ossessivo quando si interessa particolarmente a qualcosa, è goffo ed impacciato.
Semplicemente, David è affetto da autismo.

Per lui questo non è un grande problema, è sempre stato così. In realtà, non sa cosa significhi essere Normale, o Neurotipico come David chiama “tutti gli altri”!
L’unica amica che ha è la sorella maggiore Lauren, che lui chiama teneramente Miney.
Miney è un punto fermo per il fratello, tutto quello che sa, lo deve a lei.
Come comportarsi nelle varie situazioni? David questo, l’ha appreso dalla sorella, ed è sempre da lei che va quando non sa cosa fare e, sempre con lei si consulta per capire se ha reagito nel modo giusto o ha risposto nel modo corretto.

David è geniale, intelligente, un asso nella fisica, nella matematica ed in qualsiasi altra cosa di suo interesse. È persino ironico in modo intelligente, e magari ad una prima lettura non avrete capito cosa intendo dire. David dice delle ovvietà (per lui), e voi restate lì impalati e piacevolmente colpiti col sorriso sulle labbra perché è vero, capite subito che lui ha ragione ma che se non l’avesse detto, mai ci avreste pensato. Geniale!

“Non ho mai conosciuto i genitori di mio padre, gli altri due nonni, e se mai avrò dei figli, non conosceranno mai mio padre. Se un giorno camminerò lungo la navata di una chiesa, lui non sarà al mio fianco. Al diploma ci sarà soltanto mia madre tra il pubblico. D’ora in avanti, ogni momento felice avrà il retrogusto persistente, amaro e straziante della perdita.”

Katherine, detta Kit, ha sedici anni ed è di origine indiana. Ha perso da pochissimo il padre in un incidente stradale ed adesso si sente persa. Da quel giorno la sua vita è cambiata, facendola sprofondare in un buco nero. Non le va di fare nulla, non le va più di stare a contatto con le persone che fino a quel momento hanno sempre fatto parte della sua vita, comprese le sue più care amiche. Si è spenta, vuole stare da sola, perciò, un giorno, decide di sedersi ad un tavolo diverso durante la pausa pranzo, ad un tavolo silenzioso e vuoto, se non per la sola presenza di un ragazzo un po’ strano, perennemente con le cuffie nelle orecchie (forse per tenere a distanza gli altri): al tavolo di David.

David non crede ai propri occhi, Kit, la sua Kit, la ragazza che osserva da lontano da diverso tempo ormai e per cui sente di provare qualcosa, si è seduta accanto a lui, senza un apparente motivo. È successo e basta! E non solo una volta, Kit continuerà a sedersi al suo stesso tavolo anche nei giorni a seguire. I due iniziano così a scambiare qualche parola, poi a conoscersi, finendo per parlare di argomenti più importanti e di spessore, come la fisica quantistica ad esempio! Ebbene sì, molto interessante tra l’altro!!

La teoria imperfetta dell’amore

Tutto si complica quando Kit fa una richiesta un po’ insolita a David, insolita per noi, non di certo per lui: conoscere l’ultimo istante entro cui l’incidente del padre poteva essere evitato. Ribattezzato da loro: Il Progetto Incidente.
Questo, insieme ad un altro avvenimento, che include lo smarrimento del prezioso quaderno di David, dove il ragazzo appunta tutte le sue considerazioni sulle persone da lui conosciute, causeranno una serie di cause-effetto che lo porteranno al centro dell’attenzione di troppe persone. Lui, che prima era sempre stato invisibile, adesso è fin troppo sotto i riflettori dell’intera scuola.
Diverse saranno le rivelazioni a cui assisteremo da qui in avanti, e non tutte piacevoli!

La teoria imperfetta dell’amore è un romanzo tenero, con un protagonista speciale. Attraverso gli occhi di David ho imparato come un ragazzo autistico veda il mondo, cosa è di vitale importanza per loro, quanto conti la routine ed avere dei punti fermi. Ma soprattutto, quanto basti veramente poco per minare il loro equilibrio emotivo.
David è però anche un personaggio forte, nelle sue fragilità, non si fa mettere i piedi in testa, anzi, si sa difendere da solo, letteralmente e praticamente!

Quella che mi ha convinto meno è Kit, ho trovato il suo personaggio un po’ debole. Alcuni suoi comportamenti non li ho proprio capiti, in altri casi avrei preferito avesse reagito diversamente.
Inoltre, alcuni punti della storia sono stati sviluppati poco, ma non posso entrare nel merito per non spoilerare troppo.

Voglio essere totalmente sincera con Voi, mi aspettavo molto di più da questo libro, ero pronta ad una storia emozionante, da lacrimoni, da batticuore, ma non ho trovato nulla di tutto ciò.
Nella trama manca proprio l’amore: la storia tra Kit e David è appena accennata e poi svanisce! Ho capito che la Buxbaum non puntava su una relazione tra i protagonisti, ma su come le loro vite sarebbero cambiate dopo il loro incontro, ma, tra le pagine, non ho trovato neanche dell’emozione.

Mi è parso un po’ sterile e carente di sentimenti, spento come lo è Kit all’inizio della storia.
Sono convinta che, se un romanzo non emoziona, può parlare di qualsiasi cosa, poco importa se il tema trattato è bello da morire, con il tempo non resterà nella memoria del lettore. Credetemi mi dispiace da morire dire queste cose, soprattutto perché lo stile dell’autrice è scorrevole, chiaro e conciso, non si dilunga nelle descrizioni, e tutto quello che fa uscire dalla bocca di David è sempre interessatissimo, ma il tutto manca di pathos!

Fra qualche settimana probabilmente dimenticherò la storia di David e Kit, ciò che mi resterà impresso sarà invece quello che ho imparato sull’autismo.

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