Review Party – Due fiocchi di neve uguali di Laura Calosso

Margherita Fiore ha diciotto anni e da pochi giorni ha passato brillantemente l’esame di maturità classica. Sta preparando il test per entrare all’università. Un’amica la invita al mare per due giorni di pausa dallo studio. Il treno però ha un disguido e Margherita accetta un passaggio in auto da un ragazzo incontrato per caso. Nell’arco di poche ore la sua vita accelera. La macchina esce di strada e salta nel vuoto. L’ultimo pensiero di Margherita è per Carlo, un compagno di scuola che, senza una ragione apparente, si è ritirato da scuola e non è più uscito da casa. Nella luce dorata dell’estate le vite di Margherita e Carlo risplendono in stanze buie che tengono fuori il mondo. Laura Calosso, in questo suo nuovo, intenso romanzo, mette in scena con grande bravura e delicatezza una generazione di ragazzi brillanti, sensibili e, spesso, in difficoltà.

Recensione di Esmeralda – Due fiocchi di neve uguali di Laura Calosso romanzo in uscita oggi grazie alla casa editrice SEM.

Confesso di aver avuto la pelle d’oca durante la lettura di questo romanzo. Si vede che c’è stata una grande ricerca da parte dell’autrice che porta dinanzi ai nostri occhi le problematiche di una generazione che stiamo rischiando di sottovalutare e che necessita di essere aiutata e seguita senza forzarla nelle scelte.

Perché ci sono anime fragili che non reagiscono bene alle imposizioni, anime delicate che devono essere libere di esprimersi senza forzature e che faticano ad aprirsi con gli altri. Apparentemente Margherita e Carlo sono due ragazzi con poco in comune, ma in realtà sono Due fiocchi di neve uguali. Si conoscono fin da piccoli, ne hanno fatta di strada insieme, fino al giorno in cui per Carlo è diventato tutto troppo complicato e ha deciso di chiudere il mondo fuori dalla sua stanza. Un ragazzo dotato, intelligente che ha avuto diversi problemi a scuola sia con i compagni che con i docenti, bullizzato, incompreso, bistrattato, a tal punto da convincerlo a chiudersi in se stesso, entrare nella sua stanza e lasciare tutti gli altri fuori. Per molto tempo ha vissuto una vita che lo appesantiva, lo disturbava, poi un giorno è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e lo ha convinto a sigillare la sua stanza, vivendo unicamente lì dentro, utilizzando una feritoia creata nella porta per farsi passare cibo e vestiti, lenzuola, asciugamani puliti, non che questo sia davvero importante visto che l’igiene non è la sua priorità. Carlo non vive più nel mondo reale, utilizza in computer per fare ricerche su ciò che gli interessa, ma raramente legge notizie riguardanti ciò che accade fuori da suo bozzolo. Non risponde nemmeno ai messaggi dei suoi ex compagni di classe, a dirla tutta è rimasta solo Margherita a contattarlo, gli altri hanno gettato la spugna dopo poco tempo.

Carlo è cosciente che nessuna sconfitta è definitiva nell’universo parallelo in cui ha scelto di vivere. Quello che invece non sa ancora è che una porta non basta a tenere fuori il dolore. Il dolore non è solido, né liquido e neppure gassoso. È invisibile. Penetra negli interstizi, attraverso fessure che non si possono mai chiudere ermeticamente. Là fuori la vita continua a scorrere, a entusiasmare e a deludere, ad accendersi e a spegnersi, e di rado concede agli eroi la possibilità di rimediare.

Parallelamente all’isolamento di Carlo c’è la vita di Margherita che prosegue senza l’entusiasmo che l’ha sempre contraddistinta. Nell’ultimo periodo nella sua famiglia sono successe delle cose che mettono in pericolo la possibilità di andare all’università nonostante sia uscita dal classico con 100 e lode, unica nella sua scuola. Avrebbe proprio bisogno di avere al suo fianco l’amico di sempre, ma messaggi e mail sembrano cadere nel vuoto. Per aiutarlo ha anche cominciato ad appassionarsi leggendo diversi manuali sulla psiche umana, ma nulla sembra utile allo scopo. Margherita cela le sue paure e mostra al mondo la maschera che ha sempre indossato, lei è una ragazza rigida, seria, sicura di sé, mai un colpo di testa, mai una scelta sbagliata. Tutto questo fino al giorno in cui una serie di eventi concatenati la porta ad accettare il passaggio da un ragazzo sconosciuto. Scelta di cui si pentirà dal primo all’ultimo attimo e che la condurrà a una scelta impossibile da credere.

Carlo decide scientemente di isolarsi da tutto e da tutti, Margherita soffre senza darlo mai a vedere arrivando a una soluzione impensabile. Sembra felice, ama studiare, vivrebbe per quello, vuole diventare un medico e si impegna tantissimo per riuscire a superare il test. Ma lo studio non basta in una società in cui le conoscenze contano ancora troppo e i ricchi vincono senza alcuno sforzo. Margherita non parla con nessuno, è isolata esattamente come Carlo con l’unica differenza che non si rinchiude in una stanza ma solo in se stessa. Comprendere i pensieri di Margherita è quasi impossibile, così enigmatica e chiusa da essere da risultare impenetrabile.

Forse Margherita e Carlo si somigliano, in entrambi c’è qualcosa di oscuro e inafferrabile, una specie di sospetto nei confronti della realtà. È proprio questo a unirli, è proprio questo a tenerli distanti.

Due fiocchi di neve uguali non è un libro semplice, il finale non è scontato, in realtà l’intera narrazione non ha nulla di scontato. Perché sembra incredibile che una ragazza come Margherita si rinchiuda nel suo disagio senza confessarlo a nessuno, proprio lei che vive alla luce del sole e sembra amare ciò che la circonda. Perché non è detto che chi non parla stia bene, forse ha solo paura di esternare ad alta voce ciò che sente, probabilmente tutti i ragazzi hanno bisogno di una spinta per aprirsi e lasciarsi andare. Questa è una generazione difficile, in qualche modo compromessa dall’uso smodato dei social e della tecnologia, manca quello che avevamo noi, le giornate passate all’aperto a scorrazzare in giro in sella alla bici o in motorino, le serate con le amiche del cuore a scambiarsi confidenze, che seppur sciocche e prive di contenuto aiutavano a rimanere uniti, a sentirsi parte di qualcosa di importante. Sono molti i ragazzi che si chiudono in se stessi e lasciano il mondo fuori, alcuni hanno il coraggio o la vigliaccheria, questo dipende dai punti di vista, di arrivare a gesti estremi per non sentire più il peso di questa sofferenza, altri trascinano tutti coloro che li amano nel baratro. La soluzione ovviamente non c’è, la bacchetta magica esiste solo nelle fiabe e la vita reale a una fiaba non somiglia per niente, ma credo che un dialogo costruttivo sia alla base di tutti i rapporti, anche quello tra genitori e figli e spero che dopo questa lettura molti comprenderanno che bisogna parlare di tutto, delle cose belle e delle cose brutte perché solo così si può crescere assieme e cercare delle soluzioni. Consiglio questa lettura a tutti coloro che hanno figlia adolescenti e chi questa età la sta vivendo in prima persona.

Vedi, Carlo, ho pensato a noi come a due fiocchi di neve che si sciolgono insieme, due gocce d’acqua appese allo stesso filo. Scivoliamo inesorabilmente nel futuro a due velocità diverse.

4 stelle

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Una risposta

  1. Il Mondo di SimiS ha detto:

    Ottima recensione. La trama mi ha lasciata con la curiosità ma questo libro non fa per me.

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