Review Party – Bugiardo di Phoebe Morgan

BugiardoTrama Il padre di Corinne e Ashley è morto un anno fa, ma le due sorelle, che gli erano entrambe molto legate, avrebbero davvero bisogno del suo supporto. Ashley infatti vede il marito tornare ogni giorno più tardi dall’ufficio, la figlia di pochi mesi sembra incapace di dormire e quella adolescente, Lucy, quasi non le rivolge la parola. A Corinne, invece, piacerebbe avere i problemi della sorella, frustrata com’è dalle difficoltà che sta incontrando nel rimanere incinta. Un quadro familiare apparentemente normale viene turbato dal misterioso ritrovamento da parte di Corinne, prima in casa e poi in ufficio, di alcune parti della sua vecchia casa delle bambole, costruitale proprio dal padre. Chi le sta lasciando, e come se le è procurate? Quando scopre che la casa giocattolo è sparita dalla soffitta della vecchia villa dei suoi, Corinne comincia a vedere minacce ovunque. Dovrà riuscire a distinguere il vero dal falso per scoprire chi sta attentando al benessere della sua famiglia.

Review Party – Recensione di Loreads – Bugiardo di Phoebe Morgan, thriller pubblicato da Leone Editore il 27 settembre.

Prima di parlarvi di questi libro è doveroso, da parte mia, ringraziare pubblicamente la mia famiglia. Sembra uno di quei discorsi preconfezionati da ritiro di un premio prestigioso o da notte degli Oscar. Ma io sono davvero grata ai miei genitori per un motivo strettamente legato a “Bugiardo”. Grazie, mamma e papà, per non avermi mai regalato una casa delle bambole. Ho cominciato a desiderarla intorno ai sei anni, credo di averla voluta fino ai dodici/tredici ma non è mai arrivata. E quello che per un lungo periodo è rimasto un desiderio inesaudito, oggi, sulla soglia degli “omissis” anni, è per me motivo di sincera gratitudine.

“The doll house”, titolo originale di “Bugiardo”, è uno di quegli esordi letterari davvero potenti, un thriller psicologico che ho faticato a mettere giù, divorandolo in meno di due giorni. L’autrice inglese Phoebe Morgan non è una di quelle penne improvvisate, ha un passato da giornalista e affermata editor di romanzi thriller, e l’esperienza maturata sul campo le ha permesso di portare alla luce un libro con un impatto davvero notevole e una trama credibile.

Ho deciso di parlarvene in una maniera piuttosto inusuale, vi porto con me, se restate in silenzio, a spiare la famiglia Hawes attraverso il buco della serratura. Seguitemi.

La vicenda prende avvio a Londra un anno dopo la morte di Richard Hawes, famosissimo architetto. Uomo di grande carisma e successo, Richard riusciva con la sua forte personalità e il suo smisurato ego a far girare il mondo intorno alla sua figura. Illuminava la stanza con la sua sola presenza. Era un astro attorno a cui ruotavano tutti gli altri pianeti. Marito devoto e padre di Ashley e Corinne, che faticano ancora, a distanza di un anno, a metabolizzare la scomparsa del loro adorato genitore morto a causa del cancro.

Ashley ha trentotto anni, è sposata da sedici con James, ha scelto di occuparsi a tempo pieno della famiglia cercando di ricreare un po’ l’atmosfera magica della sua infanzia. Insieme alla sorella è cresciuta in una gabbia dorata fatta di privilegi e piena di amore. Ricorda con quanta dedizione il padre, nonostante gli innumerevoli impegni di lavoro, trovasse il tempo di giocare con lei e sua sorella. Richard aveva costruito per lei e Corinne una meravigliosa casa delle bambole, riproduzione esatta della loro residenza e, con immensa cura dei particolari, arredata insieme alle sue bambine con pezzi rari e pregiati. Ma James non è un marito presente e non ha certo tempo di giocare con i suoi figli o di sedare le prime ribellioni adolescenziali di Lucy, la loro primogenita, che è sempre più chiusa in se stessa. Ashley deve preoccuparsi anche di Holly, la figlia di pochi mesi che ha un rapporto contrastante con il sonno, dorme poco e male costringendo la madre a lunghe notti insonni. James è sempre più assente per motivi di lavoro, sostiene lui, e Ashley sente che l’armonia della sua famiglia si sta sgretolando.

Dall’altro lato troviamo Corinne, di anni trentaquattro. Ha ereditato il talento artistico del padre Richard, è stata un po’ la sua cocca, la figlia prediletta e più viziata. Corinne lavora in una galleria d’arte e ha un rapporto molto solido con Dominic, giornalista di cronaca locale presso un quotidiano londinese. Invidia la vita di sua sorella, farebbe sue le occhiaie, la stanchezza e le notti insonni di Ashley perché alla sua felicità manca un bambino. Con Dominic ha cercato più volte di rimanere incinta ma, all’ennesimo tentativo fallito, decide di sottoporsi ad una cura ormonale per iniziare il percorso della fecondazione in vitro. Corinne è la sorella emotivamente più fragile, la morte del padre e l’impossibilità di diventare madre hanno indebolito il suo sistema nervoso. È costantemente tesa, irritabile. Gli ormoni assunti alterano il suo umore e Dominic è sempre più preoccupato per la sua compagna.

Comincia tutto con la comparsa di un comignolo, l’esatta riproduzione di quello della sua casa delle bambole. Corinne lo trova sulla soglia del suo appartamento. Qualche giorno dopo, nella galleria d’arte in cui lavora, è il turno di una porticina di legno, poggiata sulla tastiera del suo pc. Ma è quando trova un cavalluccio di legno all’interno della sua abitazione, e scopre che la sua vecchia casa delle bambole è sparita dalla soffitta della residenza della madre, che Corinne intuisce che qualcuno ha preso la sua casa delle bambole e si sta premurando di restituirle i pezzi.

“Qualcuno è stato nell’appartamento, ha toccato le nostre cose, camminato attraverso questa stanza. Ora ne sono sicura. Lo so che questo cavallo è quello che mi ha dato papà. Lo so che lo è. Qualcuno ha le nostre cose, e si sta assicurando che mi vengano restituite.”

Devo allontanarvi dal buco della serratura, vi ho fatto spiare a sufficienza per solleticare la vostra curiosità. “Bugiardo” può spaventare per la sua mole, 440 pagine sembrano tante ma vi assicuro che non vi accorgerete nemmeno di averle lette. La struttura a POV alternati ci fa saltare da un personaggio all’altro donandoci una visuale a 360 gradi di ciò che succede, ci permette di osservare (leggasi spiare) da diversi punti di vista l’evolversi della trama, che diventa sempre più incalzante man mano che ci avviciniamo all’epilogo. Il mistero, se siete lettori navigati di questo genere, è di facile intuizione. Non è quindi una sorpresa o un vero colpo di scena trovarsi di fronte, negli ultimi capitoli, al responsabile. Il vero punto di forza di “Bugiardo” è la costruzione psicologica di ogni singolo personaggio, Phoebe Morgan ha saputo delineare con certosina precisione le caratteristiche fisiche e psicologiche di ogni protagonista di questo libro. Vi ritroverete a provare empatia nei riguardi di Corinne, solidarietà verso Ashley e tanto tanto amore per… (a questo punto della recensione svelarvi di chi parlo sarebbe un colpo molto basso da parte mia, scopritelo dunque voi). Posso affermare, però, con assoluta certezza che terrò d’occhio l’autrice. Mi aspetto grandi cose da lei in futuro.

4 stelle

Bugiardo

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