Resti? di Riccardo Bertoldi

Abbiamo tutti bisogno di qualcuno che resti. Alla fine, è quello il segreto. L’amore vero ti mette un tamburo al posto del cuore. Basta uno sguardo, due chiacchiere su una panchina, una parola sussurrata all’orecchio. Basta prendersi per mano: da quel momento, niente sarà più come prima. È questo che succede a Irene: si è appena trasferita a Nosellari, un minuscolo paese che sembra uscito da una fiaba, ed è proprio lì, tra i monti del Trentino, che incontra Andrea, l’amore della sua vita. Insieme sono pura scintilla, due pezzi di puzzle che si incastrano alla perfezione. Sentono che il legame che li unisce ha la forza delle montagne e la saggezza degli alberi: per questo è destinato a essere per sempre. La loro è un’estate fatta di lunghe passeggiate, di baci a fior di labbra, di notti in tenda in mezzo al bosco, a leggere l’uno per l’altra e confidarsi segreti. Poi però arriva l’autunno e Irene sparisce, lasciando Andrea con il cuore accartocciato come le foglie sui marciapiedi. Presto, il ragazzo scopre una verità terribile: la natura, che spesso si porta via le cose più belle e fragili, ha scelto di mettere lui e Irene davanti alla prova più difficile. Ma Andrea sa che certe cose non muoiono mai davvero: si nascondono soltanto, per poi rifiorire al momento giusto. L’amore è così, richiede coraggio, richiede fiducia. E se resti, se sai aspettare, anche il dolore più grande può trasformarsi in un fiore splendente.

Recensione a cura di Dannyella – Resti? di Riccardo Bertoldi. Edito il 12.02.2019 da Rizzoli. Genere: narrativa contemporanea. 280 pagine.

Ciao Elisa,

ti ho amata con tutti i se, i ma, i però. Ti ho amata in tutti i modi in cui si può amare una persona. Ti ho amata nonostante tutto, lì dove si nascondono le emozioni, quelle autentiche. Ma in fondo doveva andare proprio così, no? Ce lo siamo sempre detti: ci sono persone che si sono amate talmente tanto che a un certo punto non si parlano più. […]

Ma se un giorno una punta di malinconia farà breccia nel tuo petto e ripenserai a noi, non piangere: alle lacrime ci ho pensato io.

Tu sorridi.

Ti prego.

Sorridi.

Questa è la mail che Andrea scrive a Elisa dopo che lei è partita per cercare fortuna all’estero, ponendo fine al loro amore. È con questa mail che il romanzo si apre, una mail che non può lasciare indifferenti chi ha sofferto per amore e, forse ancora di più, chi è consapevole di aver fatto soffrire. Chi ha conosciuto entrambi questi aspetti dell’amore non potrà non comprendere questo romanzo, sentendolo fin nel profondo di se stessi. Chi sa cosa voglia dire riscoprirsi, proprio malgrado, non più innamorato, ma comunque amato, e si è ritrovato nella difficile posizione di dover lasciare può facilmente immaginare che una lettera del genere possa essere indirizzata a se stessi. E poi oltre l’amore che si esaurisce, questo romanzo tratta il tema della perdita: perdere qualcuno perché il destino ha deciso che debba andare così, perché la morte si presenta prima a chiedere il conto.

In un mondo più che mai superficiale come quello in cui, volenti o nolenti, ci ritroviamo a vivere adesso, dove non si capisce cosa sia diventato veramente l’amore, leggere libri di questa profondità fa bene all’anima, per quanto più di una volta mi sono ritrovata costretta a interrompere la lettura per riprendere fiato e per distaccarmi da quel dolore che mi prendeva direttamente allo stomaco.

Non conoscevo l’autore Riccardo Bertoldi e andando a curiosare nella sua pagina facebook mi sono ritrovata davanti un ragazzo giovane che ripone molte speranze in questo suo libro d’esordio, un ragazzo con il quale scambierei volentieri due chiacchiere per capire da dove ha origine l’intensità della sua scrittura. Un autore che terrò volentieri sott’occhio e che seguirò sulla sua cliccatissima pagina facebook.

Un bel romanzo d’esordio e, visto il periodo, per i più romantici potrebbe essere un ottimo regalo per San Valentino.

Un libro a cui do volentieri 5 stelle perché rimango fedele al mio motto: un libro merita di essere letto ogni volta che ti regala delle emozioni e questo libro lo fa, diavolo se lo fa.

Io ho perso tante volte. Però quando ti guardo mi dico che ho vinto l’unica volta che contava davvero.

5 stelle

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