Recensione in anteprima – Una dolcissima follia di Cecile Bertod

Trama Hubert Durand è un uomo affascinante. Uno psicologo di successo. Ha uno studio a Villaduville, scrive per un periodico francese. “Oggigiorno”. Va in stampa il giovedì.
Non potrebbe desiderare nulla di più. La sua vita è indubbiamente metodica, ma perfetta.
Tutto cambia, però, quando un violoncellista nottambulo decide di trasferirsi accanto a lui. Da quel momento, per Hubert non c’è più pace. E se c’è una cosa di cui ha un bisogno disperato è di silenzio, altrimenti non riesce a concentrarsi.
Costretto ad abbandonare il suo appartamento, compra un bilocale al numero tre di rue de Bouganville. In agenzia gli hanno assicurato che non c’è un solo musicista in tutto il condominio!
Sembra il posto ideale per ricominciare.
Firma senza pensarci due volte.
Ma a Hubert basta mettere piede nel palazzo per capire che la sua vita non sta affatto per tornare al vecchio tran tran a cui era abituato. Gli basta incontrare Charlotte.
Chi è Charlotte?
Non ne ha idea. Sa solo che abita sopra di lui, che ama la musica hip hop e tre volte a settimana sposta mobili per combattere l’insonnia.
Così addio pace, addio tranquillità. Hubert si ritrova punto e a capo.
C’è solo un modo per venirne fuori: scoprire cosa combina Charlotte Sourel di notte. Peccato che nessuno voglia aiutarlo.
Cosa fa per vivere? Non glielo dicono. Chi frequenta? Nessuno sembra saperlo.
Allora chi è davvero Charlotte? E soprattutto: riuscirà l’irreprensibile dottor Durand a resistere ai due occhi azzurri più belli che abbia mai incontrato?

Una dolcissima follia di Cecile Bertod, commedia romantica, pubblicata oggi 15 febbraio 2021 selfpublishing.

Che follia perdersi l’ultima commedia romantica di Cecile Bertod! Ma come perché? Perché oggi ne abbiamo un gran bisogno. Proprio così. Staccare la spina, lasciare andare per un po’ la pesantezza di quest’ultimo anno e leggere qualcosa di leggero, simpatico, comico e romantico. E Cecile in questo è una garanzia!
Capita così di imbattersi in Charlotte, una raffinata prostituta che per tre giorni a settimana, alla modica cifra di 4.000 franchi a sera, si concede a sconosciuti per un massimo di 45 minuti. E poi ti ritrovi tra le gambe la coda di Ottone, che ama davvero tanto la sua vita canina. E infine, fare la conoscenza del nuovo inquilino al numero 3 di Rue de Bouganville, Hubert Durand, famosissimo psicologo, serio, composto, posato, un po’ ombroso, poco socievole e contro qualsiasi forma di musica, che possa interrompere le sue sedute e soprattutto il suo sonno.

Peccato che Charlotte ami la musica rap. Peccato che ogni tanto soffra di una strana e inspiegabile solitudine che cura spostando mobili e ascoltando musica a tutto volume, di notte. Peccato che abiti proprio sopra a Hubert.

Che fare a questo punto?

Charlotte viveva principalmente di notte. Abitudine che cozzava con quelle di Hubert, che di solito di notte dormiva o tutt’al più guardava i documentari di National Geographic in tv.

Al nostro serissimo, seppur affascinante psicologo, non resta che incontrare Charlotte, a quattr’occhi, capire cosa combina e intimarle di smetterla. Tuttavia, il caro “Hubì”, non si aspetta certo di incappare in due occhi azzurri bellissimi, quelli di una “strega testarda” che fa sempre come vuole e si prende pure abilmente gioco di lui. Un’avvenente e bellissima strega testarda e tentatrice che gli fa continuamente perdere il filo del discorso.

E se il dialogo con Charlotte sembra impossibile, non resta che rivolgersi agli altri condomini, anzi all’amministratore in persona, perché qualcuno dovrà pur aiutarlo. Si rende presto conto che di Charlotte lui non sa proprio nulla, ma nessuno sembra volergli dare una mano, nessuno sembra in grado di dargli le informazioni necessarie. Eppure qualcosa deve nascondere quella donna, cosa combina mai di notte? Che lavoro fa? Come passa il tempo libero? La questione appare complicata, la signorina Sourel ha certamente bisogno d’aiuto, e se Hubert riuscisse ad aiutarla, forse risolverebbe il suo fastidioso problema e la serenità tornerebbe a regnare sovrana.

«L’insonnia, quei rumori, poi la musica… Erano tentativi disperati per attirare la mia attenzione, Elise. È così evidente»
«Lei dice, dottor Durand?»
«Ma certo che lo dico! Charlotte deve aver subito un trauma di recente, ormai ne sono sicuro. Qualcosa di terribile. Spiegherebbe perché nessuno vuole parlarne e perché Charlotte si sia rinchiusa in casa. Ormai avrà perso il lavoro, è a un passo dalla fine. Chi può dire cosa può fare una donna disperata? Un gesto avventato. Una pazzia!»,

La verità è che l’insonnia Charlotte, al massimo, la fa venire! Solo che il povero Hubert ancora non lo sa, e non sono certo d’aiuto i condomini che decidono deliberatamente di non rivelargli questo piccolissimo e non del tutto insignificante particolare. Cosa accadrà quando le carte verranno svelate?

Charlotte è un personaggio particolare, un misto tra “ci è e ci fa”, un po’ svampita un po’ decisa, è una donna forte che, può piacere o no, ha deliberatamente scelto di fare quello che fa, “un mestiere che, a ben dire, qualcuno doveva pur fare”, e che per questo motivo odia essere etichettata come ragazza sfortunata. Lei non lo è, non si sente così, né sfortunata, né sbagliata, ama la sua vita un po’ disordinata. Solo ha deciso di chiudere il cuore in un cassettino per evitare imprevisti di ogni sorta. Quegli imprevisti simili ad un metodico e maniacale psicologo, dalle cravatte nere, gli abiti scuri e il viso un po’ imbronciato.

Hubert è forse il classico uomo da cui molte donne scapperebbero. Tutto troppo. Troppo serio, impostato, giudicante, saccente, ombroso. La sua vita funziona perché è perennemente in ordine, mai un gesto fuori posto, mai una cravatta spiegazzata. È intelligente certo, affabile, educato, ma soprattutto ironico. Di Hubert ho amato la lingua tagliente e la sua “ingenuità” che cozza parecchio con l’immagine che dà di sé. È un uomo che pensa di avere tutto sotto controllo, ma la verità è che è bastato un piccolo imprevisto, un bellissimo piccolo imprevisto, e tutto il suo mondo, perfetto e calcolato, è andato in frantumi.

Forse semplicemente, a volte, bisogna provare a smettere di controllare ogni cosa, magari ogni tanto un colpo di testa ci fa bene, può darsi che la nostra vita abbia bisogno proprio di qualche scompiglio per avere l’impressione di viverla appieno e fuggire dalla monotonia nella quale pensiamo di stare bene. Lo scompiglio di Hubert ha due occhi azzurri, un fisico mozzafiato e una vita così compromettente da aver puntato sopra la testa una freccia enorme con scritto “scappare il prima possibile” eppure …

Tra le molte controindicazioni di un bacio, magari dato su un sofà, c’è la comparsa di un’improvvisa irrazionalità. Follia dalla durata variabile, che spesso degenera in uno strano stato di malessere. Possono insorgere complicazioni differenti: palpitazioni, sudori freddi, rabbia inspiegabile, insonnia involontaria e tutta una serie di sintomi che alcuni chiamano influenza, altri amore.

Le commedie di Cecile Bertod sono esattamente come l’autrice che le scrive: colorate e divertenti. Charlotte, Hubert, Ottone e gli strampalati condomini vi regaleranno una lettura piacevole e, vi strapperanno più di un sorriso. E poi, sono sicura che a lettura terminata anche voi sarete curiosi di scoprire se ci sono appartamenti liberi al numero 3 di Rue de Bouganville.

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