Provocazione di Johanna Chambers

Trama David Lauriston sta facendo di tutto per affermarsi all’interno del facoltoso mondo legale di Edimburgo. Come se non bastassero le sue umili origini a intralciargli la strada, la recente decisione di difendere un gruppo di tessitori accusati di tradimento fa nascere nei colleghi il sospetto che David possa nutrire simpatie radicali. In questo scenario, l’ultima cosa di cui ha bisogno è accettare di aiutare il fratello di uno dei tessitori condannati a trovare l’agente provocatore che ha istigato la rivolta.
La sua vita personale non va molto meglio. Tormentato dai desideri proibiti verso il suo stesso sesso e dai ricordi dolorosi dell’amico d’infanzia di cui una volta era invaghito, David fa di tutto per condurre un’esistenza casta, pentendosi amaramente ogni volta che i suoi propositi vengono meno.
Ma all’improvviso, nella sua esistenza repressa e disciplinata, irrompe Lord Murdo Balfour.
Cinico, edonista e impenitente, Murdo è il contrario di David. Mentre quest’ultimo rifiuta persino l’idea di contrarre un matrimonio privo di amore al solo scopo di preservare le apparenze sociali, Murdo è deciso a sposarsi, un giorno, senza per questo rinunciare alla compagnia degli altri uomini. Per quanto David possa essere inorridito dall’inveterato egoismo del gentiluomo, non riesce tuttavia a resistergli.
Murdo lo tenta e lo irrita allo stesso tempo, distraendolo dalla promessa di trovare l’agente governativo responsabile del triste destino dei tessitori e costringendolo a riconoscere i propri desideri carnali.
Ma potrebbe Murdo essere più che una semplice distrazione?
Magari proprio l’uomo a cui David sta dando la caccia?

Recensione a cura di Dalia – Provocazione di Johanna Chambers, pubblicato il 9 Aprile 2019 dalla Triskell Edizioni.

Smeraldine, eccomi qui a parlarvi di un libro che mi ha trasportato nel passato e, per la precisione, in una Edimburgo dei primi dell’800 attraversata dai primi malcontenti di una classe operaia vessata e in cerca di riscatto sociale. Ecco, questo libro mi ha riavvicinato a quello che è stato il mio primo amore letterario: i romanzi d’amore storici. Era da qualche anno che avevo abbandonato il genere, visto che ci sono pochissimi romanzi male to male scritti con questa ambientazione e, devo confessarvi che mi è piaciuto moltissimo immergermi in atmosfere d’altri tempi, poter osservare i personaggi che interagiscono tra loro a lume di candela, o mentre bevono un bicchiere di whisky dal sapore fumoso, accanto al fuoco di una locanda di paese, o nello studio di un gentiluomo. Non so perché, ma candele, cravatte, cappelli e quant’altro, legato a un mondo che non c’è più, smuove in me un romanticismo più dolce, più intimo. Ed è stato proprio questo ciò che mi ha colpito in questa storia, una grande sensazione di intimità anche se, in realtà, i due protagonisti hanno ben pochi incontri intimi, nel senso stretto del termine. Ma, ogni volta che il destino fa incrociare i loro passi, ogni volta che i loro occhi si incontrano anche attraverso una sala piena di gente, c’è un’intimità assoluta tra loro, fatta di sguardi, di parole sottintese, di battute talvolta sprezzanti, ma che comunque trasmettono al lettore tutta l’ampiezza della corrente sotterranea che scorre tra i due. Della storia in sé vi racconterò ben poco, visto che, leggendo la trama del libro, potrete rendervi conto da sole che i due protagonisti provengono da due mondi completamenti diversi tra loro e che hanno vite e desideri completamente differenti e a tratti opposti. Che l’uno è nobile e l’altro è un giovane di umili origini che, tra mille fatiche, è diventato avvocato e sta cercando di farsi  strada nel mondo legale di Edimburgo. Le differenze, però, non finiscono qui: Lord Munro è cinico, sprezzante e a tratti egoista, come solo i nobili possono esserlo. Deciso a prendersi tutto quello che la vita gli offre e a strappare anche quello che non può offrirgli in modo “legale”. David, invece, è un idealista assoluto. Un’anima pura, un giovane che non è capace di mentire, che è disposto a fare di tutto per proteggere i più deboli, che pur lottando per una vita migliore, non disdegna di aiutare il prossimo e che, come dice lui stesso:

         “Sapeva bene che esisteva il grigio. Solo che non si adattava a lui. Nel bene e nel male, David non era mai stato incline a scegliere la via più semplice. E non l’avrebbe mai fatto.”

Ebbene, vi starete di certo chiedendo cosa potranno mai avere in comune questi due uomini, così diversi tra loro. Nulla, assolutamente nulla, se non un’attrazione fortissima che emerge già in occasione del loro primo incontro sfociando in un momento di pura beatitudine. Ma mentre Munro accoglie con piacere e soddisfazione gli aspetti carnali della passione, David è continuamente in lotta con quello che è, e con quello che prova. Per lui è peccato amare un altro uomo, ma nonostante ne sia visceralmente convinto, non riesce a farne a meno, soprattutto non con Munro.

         “Gli bastava ricordare come si era sentito quando aveva visto Munro dal’altra parte della sala poco prima, come aveva avuto l’impressione che ci fosse solo lui al mondo. Come il desiderio, ardente e improvviso, lo aveva avvolto nelle proprie spire.”

A ogni nuovo incontro la tenacia di Lord Munro scalfisce un po’ di più la volontà di David, che permette al gentiluomo cose che non ha mai concesso a nessun altro, nemmeno a quello che è stato il suo primo amore e che ho l’impressione che conosceremo un po’ di più, andando avanti nella storia.

         “Moriva dalla voglia di toccarlo, di esplorarlo e scoprire i profumi e la morbidezza della sua pelle, nonostante si costringesse a tenere le mani lungo i sui fianchi…”

Non vi nego che sono preoccupata per David e per il suo modo di vedere la vita. Non so immaginare come potrà trovare la felicità in un mondo retrogrado come l’epoca in cui vive. Lui che è deciso a non sposarsi mai, contrariamente a Munro, perché non sarebbe mai in grado di mantenere una promessa di amore eterno a una fanciulla. Mi è sfuggita qualche lacrima alla fine del libro e quando lo leggerete capirete perché. David è un uomo che ha scelto per sé sempre la strada più difficile.

Ad ogni modo, arrivare all’ultima pagina del libro mi ha rattristata molto, David e Munro sono personaggi che conquistano il lettore con poche parole e pochi gesti eclatanti, lo fanno semplicemente con la loro presenza e adesso non vedo l’ora che venga pubblicato il seguito e, soprattutto, che l’autrice trovi il modo di unire queste due anime. L’unica nota negativa del libro è la mancanza del punto di vista di Munro per cui spero che nel prossimo venga dato più spazio anche al suo pensiero, perché, anche se alcuni suoi gesti e parole indicano che non può fare a meno del giovane uomo che ha incrociato il suo cammino, sarebbe bello poterglielo sentir dire.

5 stelle

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