Porto. Diario di viaggio…#spagna_portogallo8

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Secondo giorno a Porto e, dopo avervi parlato del centro storico e dell’area Antas, andiamo alla ricerca di due architetture che chi ama l’architettura contemporanea deve assolutamente vedere: la Casa da Musica dell’Office for Metropolitan Architecture di Rem Koolhaas e il Museo di Arte Contemporanea de Serralves di Alvaro Siza.

“Considerando l’edificio come una massa solida abbiamo creato un blocco scavato che rivela il suo contenuto senza essere didattico” dice Rem Koolhaas descrivendo la Casa da Musica, la principale sala da concerto della città. Costruita in occasione della candidatura della città come Capitale Europea della Cultura ha visto i suoi lavori, partiti nel 1999 protrarsi fino al 2005 e un triplicare dei costi di costruzione, nota dolente di molte architetture contemporanee.

L’edificio, di forma scultorea in calcestruzzo bianco, sorge solitario all’interno della piazza completamente pedonale. Salendo la scalinata in alluminio si raggiuge il foyer da cui partono altre scale che permettono di visitare l’intero edificio. Optiamo per la visita guidata in inglese visto che l’unica altra opportunità era il portoghese e ci avviamo a conoscere a fondo il genio di Rem Koolhaas.

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La sala da concerto principale, Sala Suggia, ospita più di 1200 posti a sedere e si sviluppa longitudinalmente per l’intera lunghezza dell’edificio, proponendo in entrambe le estremità sei vetri sagomati ad S ottimali per l’acustica e che permettono alla luce naturale di permeare lo spazio. Sui lati della sala rivestita di legno decorato d’oro si affacciano numerosi palchetti a diverse altezze.

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La Casa da Musica vanta inoltre una sala piccola da circa 300 posti, un bar-ristorante, un terrazzo e una sala vip e una zona dedicata all’istruzione e ai laboratori musicali. Tra questi mi è rimasta impressa una sala in cui camminando davanti a degli appositi “strumenti” si producono diversi suoni. Molto divertente e nello stesso tempo educativa.

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Seconda tappa il Museo di Arte Contemporanea progettato da Alvaro Siza per la Fondazione Serralves. Il progetto si inserisce nel contesto del parco Quinta de Serralves rafforzando la propria immagine scultorea grazie al legame con l’ambiente in cui si trova. Visitandolo ho avuto il piacere di scoprire un organismo perfettamente progettato in cui il filtrare della luce, ora attraverso grandi vetrate che danno sul parco, ora dall’alto grazie a grandi lucernari, e le superfici bianche la fanno da padrone e permettono al museo di essere flessibile ad ospitare qualsiasi tipo di mostra. Alvaro Siza ci insegna che una forma semplice può divenire pura poesia grazie allo studio sapiente della luce che permea ogni spazio.

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Ultima visita della giornata la Facoltà di Architettura di Alvaro Siza, questo progetto non mi ha particolarmente colpita, il degrado delle strutture era abbastanza evidente e le soluzioni adottate non mi hanno portata a gridare al genio…sarà sicuramente un mio limite ma non posso consigliare di andare a visitarlo. E’ un progetto ambizioso, ma non completamente riuscito, che può essere apprezzato solo dagli addetti ai lavori quindi lo sconsiglio a chi non si occupa di architettura.

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2 Responses

  1. September 20, 2016

    […] Se volete leggere il secondo post su Porto cliccate qui. […]

  2. September 27, 2016

    […] lasciamo alle spalle la decadenza di Porto (qui trovate i due link: Porto1 e Porto2) per immergerci nel fascino e nella storia della capitale del Portogallo: Lisbona. Lisbona ha in […]

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