Parole di Anita Sessa

Trama Disincantata, cinica, un po’ scontrosa: questo è ciò che è diventata Livia dopo la morte della madre. Studentessa universitaria di giorno, cameriera in una trattoria in provincia di Pesaro la sera, Livia affronta la vita da sola giorno dopo giorno. Complice uno scambio di battute scritte a lettere cubitali sul fondoschiena di una modella di intimo, ritratta su un poster pubblicitario, Livia conosce Jacopo, manager di trentanove anni impiegato nel campo del marketing e con un matrimonio ai titoli di coda. A suon di battute al vetriolo e scontri verbali, Livia e Jacopo inizieranno un rapporto perennemente in bilico, proteso verso qualcosa che potrebbe essere se solo entrambi si lasciassero andare

Parole di Anita Sessa, Contemporary Romance, pubblicato il 24 giugno da Dri Editore.

Dalla morte della madre Livia sta bene attenta a non lasciarsi trascinare dai sentimenti. Vive in costante bilico tra il rimorso per averle svelato quel segreto che l’ha portata alla morte, e la mancanza di fiducia verso gli altri. Le persone mentono, nascondono le verità, usano le parole in modo sbagliato e feriscono. Fanno male, fanno molto male. Meglio una verità difficile da digerire, che un tradimento o una bugia. Per Livia le parole pesano molto di più che per le altre persone. Sono macigni in grado di scavare dentro il suo essere. Ma la sua anima e il suo cuore sono ormai troppo fragili per tollerare altro dolore. Proprio come non lo ha tollerato più sua mamma e alla fine ha deciso che smettere di vivere era un’opzione migliore.

Livia è determinata, intelligente è arguta…quando sta da sola. Perché nelle relazioni con un’altra persona il suo mondo si sconvolge, si complica e le rende difficile capire cosa vuole dalla vita. È lì che viene fuori il suo lato cinico, la sua lingua lunga e tagliente ed è così che la conosce Jacopo, proprio dopo uno scambio di battute irriverenti su un cartellone pubblicitario, sopra il sedere di una modella di intimo.
Jacopo ha 39 anni e lavora nel settore marketing di una nota azienda di Pesaro. È indubbiamente un bell’uomo che sa quello che vuole, è uno da pochi fronzoli, diretto e sfacciato ma con un triste peso nel cuore. Il suo matrimonio con Chiara è al capolinea. Succede quando due persone non rincorrono più gli stessi sogni e il desiderio di uno diventa l’ostacolo dell’altro. Jacopo non sa più cosa sia giusto fare ma quando incontra gli occhi di Livia, la curiosità di conoscere quella ragazza schiva, ha la meglio. E non importa se hanno quattordici anni di differenza, non importa se Chiara è in qualche modo ancora una presenza ingombrante, Livia lo attira in un modo che non riesce a spiegarsi.
Ho visto un universo tutto tuo ed è stato subito palese che fosse tuo e basta, che non lasciassi avvicinare nessuno. Ho desiderato un posto in quell’universo.

Sarà il modo di lei di sfuggire alle sue domande, sarà che lei sa di possibilità, di nuovo inizio, sarà che gli occhi di Livia raccontano una triste storia o sarà il suo inspiegabile bisogno di farla stare bene, ma Livia diventa per Jacopo quasi una necessità. Solo che lui ancora non è libero, il matrimonio è un ostacolo che lei ha paura di affrontare. Non si può dare il proprio cuore in pasto ad un uomo appena conosciuto solo per i numerosi sorrisi che riesce a far nascere, non si può regalare la fiducia a qualcuno senza essere certi che non verrà presa e gettata in mare come uno di quei sassi piatti che si cerca a tutti i costi di veder rimbalzare prima di raggiungere il fondo.

Ma Jacopo non si dà per vinto, con un’adorabile pazienza cercherà in tutti i modi di avvicinarsi al cuore di Livia, facendo emergere tutto quel mondo che lei ha chiuso dentro di sé.
Solo che quando ci si avvicina troppo a qualcosa che non pensiamo di meritarci, rischiamo di scottarci e Livia non è disposta a mettersi in gioco così tanto.
“Demolisci sempre chiunque cerchi di avvicinarti?”
“A volte li lascio in piedi solo per vederli correre via da soli a gambe levate.”

Trincerata nei suoi silenzi, nei suoi sensi di colpa, nella frustrazione e nella paura, Livia è una che parla poco e quando lo fa è per proteggersi, allontanando le persone quel tanto che basta da non permettere a nessuno di avere la meglio sul suo cuore fragile. Perché se c’è una parola che pesa più di tutte, è quella formata da 5 lettere, Amore, ed è proprio quella che la spaventa di più.
Perché l’amore, oltre che la felicità, può essere effimera, si porta dietro anche le menzogne, i tradimenti, le bugie. Tutte quelle parole dette con leggerezza ma che invece hanno un impatto fortissimo e lasciano un segno indelebile, impossibile da cancellare.
Ho il terrore che Jacopo sia solo l’ultima sgrammaticatura di una vita intera fatta di parole sbagliate, a cui sono seguiti gesti ancora più dolorosi.

In un continuo avvicinarsi e allontanarsi fatto di momenti appassionati e dubbi dilanianti, nel disperato tentativo di dare un nome a ciò che stanno vivendo, Livia e Jacopo dovranno soprattutto  fare i conti con se stessi prima di scoprire cosa vogliono realmente l’uno dall’altra, perché nel momento in cui dai un nome ai sentimenti, non si può più tornare indietro.

Livia e Jacopo sono due perfetti personaggi imperfetti, con il cuore ridotto in cocci senza nessuno strumento adatto a rimetterli insieme. Ma si sono trovati, in un modo un po’ bizzarro forse, si sono guardati negli occhi e hanno visto uno le ferite dell’altro e in qualche modo hanno cercato di curarsi a vicenda. Sbagliano, molte volte, ma sono i loro errori, le loro imperfezioni, così naturali, a renderli speciali agli occhi del lettore.
Livia è fragile e forte allo stesso tempo, ha la passione insita ma un’enorme paura di soffrire, vive i momenti così come arrivano, senza definizione, senza concretizzare, salvo poi trincerarsi nei dubbi e a quel punto è davvero troppo tardi per fare marcia indietro. Jacopo è schietto ma indeciso, fa un passo avanti e due indietro, vorrebbe osare ma è incerto, è uno che schiaccia il piede sull’acceleratore e al momento di frenare inchioda di colpo, è bravissimo a comunicare con Livia nei suoi silenzi, è bravo a lasciarle i suoi spazi, certo fa un po’ cilecca quando si tratta di capire cosa prova lui realmente. Lo adorerete, poi lo odierete e poi lo amerete, Jacopo è il classico “pacchetto completo” che va preso così com’è.

Lo stile di Anita è curato e diretto, proprio come il suo Jacopo, il libro lo divorerete in una sera perché la storia vi catturerà. Mi è piaciuto molto il messaggio di base sul peso delle parole, sulla loro importanza, su quanto possiamo amarle e odiarle allo stesso tempo. Parole che come armi ti feriscono o come abbracci ti curano. Non sono solo un insieme di lettere, proferite senza conseguenze. Possono essere tutto e niente, dolci o amare e devono essere sempre calibrate, ragionate, sentite, dette alle persone che amiamo solo se crediamo in ciò che stiamo pronunciando.

4 stelle

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