Non siamo amici di Emanuela Valle

Non siamo amici

«Noi non siamo amici e non lo saremo mai.»
Dopo aver trascorso molti anni a Roma, Elena Mantegazza, per gli amici Len, non è più la bambina insicura e presa di mira dal ragazzo che ha trasformato i suoi anni più spensierati in un piccolo inferno.
Ora è una nuova Len, più forte e sicura di sé, e niente la spaventa. Neanche tornare a Como, il posto dove proprio non vorrebbe restare.
Ma, quando il primo giorno nella nuova scuola rivede Matteo Marelli, principe del Regina Margherita, qualcosa dentro di lei vacilla. È per questo che è ben decisa a stargli alla larga: è meglio non mettere troppo alla prova la corazza che è riuscita a costruire con tanta fatica e che la protegge da tutto.
Non importa che lui non sembri più il supponente viziato di una volta e voglia dimostrarglielo: per Len, non saranno mai amici. Quello che lei non sa è che Matteo è totalmente d’accordo con lei. Lui non vuole esserle amico, vuole di più…
Riuscirà il ragazzo d’oro a far cadere uno ad uno i mattoni che circondano il cuore di Len?

Non siamo amici

Recensione a cura di Veronica – Non siamo amici di Emanuela Valle, pubblicato proprio oggi selfpublishing.

Dopo la separazione dei suoi genitori, Elena, Len per gli amici, decide di andare a vivere con suo padre a Roma, e lasciare a Como sua mamma e le sue sorelle gemelle. La sua è letteralmente una fuga, scappa da un mondo che è diventato un inferno a causa di due suoi compagni di classe, Marelli e Rizzetto, che l’hanno presa di mira, additandola con nomignoli orrendi e infantili, facendola sentire insicura, inadeguata e rifiutata. L’occasione di poter ricominciare da un’altra parte con nuovi amici le pare la scelta migliore e così per Len inizia una nuova vita, dandosi la possibilità per cercare di mostrare la persona bella che tutti le ripetono essere. Purtroppo però prima o poi il passato torna a chiedere il conto e non resta altro da fare che affrontarlo in qualche modo. Un impegno di lavoro di suo padre costringe Len a far ritorno a Como, da sua madre, dalle sue sorelle con cui non è mai entrata in empatia, e dai suoi vecchi compagni.
La madre la iscrive al Regina Margherita, istituto privato di cui è la preside e un secondo dopo che varca la soglia del complesso scolastico, i suoi peggiori incubi tornano a materializzarsi.
Potrei riconosce quel sorriso sfrontato lontano un miglio, gli occhi blu vigili e sempre pronti a cogliere in fallo le persone, i capelli castani arruffati e quei lineamenti, ancora infantili, troppo belli per un ragazzo e che infatti non appartengono a un esser umano ma al diavolo in persona per quanto mi riguarda.

Sono passati molti anni , eppure per Len sembra quasi impossibile voltare pagina e andare avanti. Tenta in tutti i modi di evitare il suo acerrimo nemico Matteo Marelli, e nel frattempo cerca di inserirsi in questo scuola dove tutto sembra essere un assurdo mistero stile serie tv. A spiccare sono i due clan che “governano” l’istituto, le Margherite e i Cavalieri e indovinate un po’ chi è il principe dei Cavalieri ? Ovviamente il buon Matteo Marelli.
Il tempo è trascorso anche per lui però, oggi è una persona diversa, più matura, cioè … rimane il solito imbecille spaccone, ma sicuro non è più il bullo che Len vede davanti a sé ogni volta che lo guarda. Un evento che l’ha colpito in prima persona, l’ha spinto a riflettere e a dare un taglio con il ragazzo che non voleva essere. E’ cambiato ed è intenzionato a dimostrarlo anche a Len.
«Elena, io… sono cambiato. Non sono più il bambino viziato di un tempo. Si cambia, anche tu credo sia cambiata o sbaglio? »
«Io non posso cancellare anni di terrore e di insicurezze che mi avete creato. Non hai idea di cosa si provi, che pena sia andare ogni giorno a scuola e sapere che ricomincerà il tuo inferno con i tuoi compagni di classe che ripetono quel ridicolo soprannome come fosse un mantra»

Matteo è convinto che il destino abbia riportato Len a Como per dargli una nuova occasione, cercare di conoscere la ragazza che lui e il suo amico di allora avevano tanto preso di mira, e farsi perdonare. Len sarà pronta a voltare pagina e cercare di ricominciare? Perché fidarsi di Matteo non è facile, anche se è più che evidente che non ci sia traccia del mostro che l’ha terrorizzata da bambina. Len vorrebbe dargli una seconda possibilità, ma come?
«Marelli, noi non siamo amici e non lo saremo mai.»
«Lo so, non siamo amici. Ma forse non voglio neanche esserlo.»
Riuscirà il principe del Regina Margherita ad abbassare le difese di Len e a convincerla delle sue buone intenzioni?

Non siamo amiciL’infanzia di Len non è stata certo delle migliori, quando sei una bambina e i tuoi compagni non fanno altro che prenderti in giro, alla fine finisci per convincerti che hanno ragione, quello che dicono non pare così assurdo, e l’idea di dover affrontare ogni giorno lo stesso incubo è così tremenda che per cercare di sopravvivere non le resta che costruirsi attorno un muro così spesso che nessuno può abbatterlo. Se nessuno può entrare nella sua vita, nessuno può farla soffrire ancora. Poi però il passato bussa alla sua porta e a Len non resta che affrontarlo, andare avanti a testa alta, tirare fuori quella forze e quella sicurezza che per anni ha tenuto relegate in un angolino e affrontare le suo peggiori paure per scoprire così che le seconde possibilità esistono, per se stessi e per gli altri, che nella vita si può cambiare, si può crescere, e cercare di riparare in qualche modo ai propri errori. Forse anche Matteo ha sofferto, forse anche lui ad un certo punto si è sentito inadeguato. Basta finire nel giro sbagliato, avere paura di non essere parte del gruppo e farsi convincere che le cose più sbagliate siano le più giuste. Matteo è stato debole e si è fatto trascinare in una spirale di errori, ma ha potuto fare un passo indietro. Quanti invece non riescono ad uscirne?
Len ad un certo punto si erge rappresentate degli outsiders, decide di essere portavoce del gruppo di tutti coloro che vengono esclusi fino a diventare delle comparse nelle vite di qualcun altro. Purtroppo tra gli adolescenti è così, esistono i gruppi di serie A e quelli di serie B, quelli alla moda e gli sfigati, quelli con i soldi e i poveretti e poco viene fatto affinché queste differenze vengano appianate, affinché nessuno si senta escluso. Sempre più spesso sentiamo parlare di bullismo e tutto ciò che ci sta intorno e ogni volta mi vengono i brividi a pensare a quanto può essere spietato un ragazzo che per divertirsi se la prende con uno più debole. Che adulto sarà mai?
Len nel suo piccolo, con la sua ironia, le sue battute e le freddure, riesce a trasmetterci un messaggio importante: non dobbiamo sempre accettare le cose così come sono, occorre reagire, bisogna fidarsi di chi è accanto a noi, aprirsi con loro, e cercare di trovare una soluzione a ciò che ci fa stare male. Non facciamoci andare bene i Rizzetto di turno, siamo di più di quello che vogliono farci credere e per primi dobbiamo esserne convinti noi stessi.
E anche tu Emanuela, sei di più di quello che pensi. Il tuo romanzo è ben scritto e ricco di particolari con numerosi accenni e riferimenti interessanti. La scrittura è fresca e irriverente, i personaggi parlano e si comportano come dovrebbero parlare e comportarsi dei ragazzi di vent’anni, ecco perché ho apprezzato i dialoghi semplici, schietti, simpatici, diretti. L’umorismo e l’ironia di Len sono la cosa che ho apprezzato maggiormente, un suo modo per fuggire alle brutture del suo passato. Così come fondamentali sono amicizia e fiducia.
Mattia è un babbazzo, giuro, un minuto prima lo adori, un minuto dopo hai un mega gavettone in mano pronto da sparargli addosso, ma ho adorato la sua sfacciataggine e le sue frecciatine. C’è da dire che Len è una squinternata totale e ci sta che lui possa andare in crisi quando lei parte a raffica con i suoi monologhi 😛 !
Insomma, per me la prova è superata, ora per favore, facci conoscere meglio anche gli amici di Len e Matteo perché sono uno più speciale dell’altro. Ad esempio, nel romanzo farete la conoscenza di Mattia, un compagno di classe meraviglioso , l’amico che tutte noi avremmo voluto ai tempi della scuola. Tia, con suo modo di fare schivo, taciturno, è in grado di dimostrarti un affetto incredibile, parla solo quando serve e sa essere presente quando hai bisogno di lui. Emanuela sa già che è il mio preferito <3 Quindi quando arrivano i prossimi?

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