Nel silenzio della notte di G.J. Minett

Owen Hall si ferma a una stazione di servizio e la ragazza che è in macchina con lui si avvia verso i bagni delle donne. Non farà mai ritorno. Nessuna telecamera l’ha ripresa e Owen è l’unico ad averla vista in quel luogo. La reazione disperata del ragazzo spinge i presenti, allibiti, a chiamare la polizia. Le autorità non aspettavano altro per rimetterlo sotto torchio. Owen infatti è tra gli indiziati di un delitto che ha sconvolto la provincia: l’omicidio di un uomo avvenuto poco tempo prima, il cui cadavere è stato trovato in aperta campagna nella sua auto. Owen è sempre stato considerato da tutti un “diverso”. È grande e grosso, e ha la tendenza a balbettare e parlare da solo. È lui il colpevole? O qualcuno sta cercando di incastrarlo? Nessuna tra le persone vicine alla vittima sfugge ai sospetti. Forse intorno a questo omicidio niente è come sembra.

Recensione di Loreads – Nel silenzio della notte di G.J. Minett – thriller pubblicato da Newton Compton lo scorso 24 gennaio

“Lie in wait” è il titolo originale e, sicuramente più calzante, de “Nel silenzio della notte”, primo libro pubblicato in Italia da Newton Compton di un autore che, vi avverto subito, manderà in vacanza a tempo indeterminato i vostri neuroni. Ho riletto per ben tre volte l’incipit del romanzo prima di arrendermi all’evidenza: l’autore mi ha lanciato un guanto di sfida ed io l’ho raccolto intenzionata a non mollare. Minett ha stravolto, in maniera geniale questo gli va riconosciuto, la struttura canonica del romanzo thriller, costruendo capitoli su capitoli, trame e sottotrame, personaggi principali e secondari, senza alcun nesso temporale logico. Come se, prima di consegnare il manoscritto al suo editore, avesse volutamente mescolato le pagine, confondendo i capitoli, passando da un punto di vista all’altro, descrivendo eventi che hanno una collocazione ben precisa a livello temporale, ma che saltano ripetutamente riportandoci avanti e indietro nella narrazione, a suo piacimento. E, come se non bastasse, ha subito sciorinato tutti i personaggi, senza spiegarci chi siano e che ruolo abbiano nella trama contorta da lui partorita, solo nomi buttati alla rinfusa, personaggi che si svelano soltanto proseguendo nella lettura e che trovano successivamente una giusta collocazione. Su tutti spicca un nome, quello di Owen Hall, un giovane giardiniere di talento con chiare difficoltà di socializzazione. Non viene mai menzionata la sua disabilità, ma tra le righe s’intuisce lo spettro autistico. Bullizzato fin da ragazzino dai suoi compagni di scuola, Owen ha sempre avuto un dono con i numeri, unico punto fermo e costante della sua vita. Ha la rara capacità di sommarli in pochissimi secondi e dividerli secondo la sua logica in numeri positivi e negativi. I multipli di 3 e di 5 sono porti sicuri, felici, portatori di cose belle, ma diffida dei numeri primi, li odia e li considera forieri di disgrazie. La sua ossessione gli permette di vivere tranquillo e andare avanti nel mondo che si è costruito. Il libro si apre proprio con Owen che viaggia a bordo del suo furgoncino con una ragazza. Fermatosi ad una stazione di servizio per permettere alla sua passeggera di usare il bagno, la ragazza svanisce senza lasciare tracce. L’atteggiamento disperato di Owen convince gli altri avventori a chiamare la polizia. Nessuna telecamera ha ripreso la ragazza scomparsa, per la polizia Owen viaggiava da solo quella sera. È l’unico ad averla vista e le autorità sono ansiose di rimettere sotto torchio il ragazzo perché è l’indiziato principale di un atroce delitto avvenuto poco tempo prima. Ma che collegamento c’è tra la ragazza scomparsa e la persona uccisa?

Non scopriamo subito chi è stato ucciso (ed io non ve lo dirò), ma continuiamo a conoscere i personaggi del romanzo cercando di collocarli all’interno della narrazione. Ogni capitolo somiglia al tassello di un puzzle, non sai a priori dove si incastrerà, ma lo metti da parte in attesa di trovare il suo posto nel quadro generale. È una lettura che, sebbene necessiti di una particolare attenzione da parte del lettore per non lasciarsi sfuggire alcun particolare, all’improvviso diventa incalzante, ed ecco che il puzzle, di cui vi parlavo prima, prende forma, ogni pezzo va al suo posto, e si comincia a vedere il soggetto nella sua interezza. Owen ha vissuto tutta la sua esistenza all’interno di una campana, la sua personale bolla di sapone, circondato dai suoi numeri, una sorta di copertina di Linus, che lo hanno tenuto al sicuro dal mondo intero, un’arma di difesa nei riguardi dei ragazzini che da piccolo lo deridevano e prendevano in giro. Callum era il capobranco, colui che lo picchiava e vessava rimanendo impunito, perché protetto dall’amore incondizionato della sua famiglia, che non ha mai capito di crescere un mostro. E poi c’era Abi, l’unica ragazza che non si è presa mai gioco di lui, un’amica, forse la sola. Ed è sconvolgente scoprire tanti anni dopo, quando il cammino di Owen, Callum e Abi si incrocia nuovamente, che la fatina buona, l’angelo custode di Owen ha sposato il mostro. Callum e Abi sembrano una coppia vincente, ma cosa si nasconde dietro tanta perfezione? Si cresce e si cambia facendo ammenda degli errori del passato o si continua a covare sotto pelle il seme dell’odio?

Non conoscevo Minett e devo ammettere che la sua penna è stata una piacevole scoperta. Ho trovato stimolante leggere qualcosa di così astruso, una sollecitazione da parte dell’autore a non abbassare la guardia e a mantenere alta la concentrazione, per non lasciarci sfuggire alcun particolare della storia. I lettori più attenti non avranno difficoltà a sbrogliare la matassa confusa dell’intreccio. E il libro, a mio personalissimo parere, ha tutti gli ingredienti giusti per essere una lettura godibile. Ma un finale tirato troppo per le lunghe e decisamente politicamente scorretto mi ha fatto tentennare sulla valutazione finale.

4 stelle

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2 Risposte

  1. GJ Minett ha detto:

    Grazie Esmeralda per una recensione così dettagliata e bella. Mi dispiace se il mio italiano non è molto preciso. Non ho spesso l’opportunità di parlare o scrivere e ho dimenticato molto di ciò che ho imparato, ma volevo ringraziarti nella tua lingua. Troppo spesso noi inglesi siamo troppo pigri e crediamo che parlare inglese sia OK. Questo sarebbe molto più facile per me in francese o tedesco, ma. . . grazie! Mi fa piacere che ti sia piaciuto Nel Silenzio Della Notte e ti sono grato per il tempo che hai dedicato a scrivere una recensione così bella e articolata. Ci scusiamo per tutti gli errori in italiano!

    • Loreads ha detto:

      La ringrazio immensamente per le belle parole che ha speso per me ( in un italiano perfetto). Ho apprezzato davvero tanto il suo libro che mi ha fatto impazzire per il tipo di intreccio , credo di aver fatto milioni di ipotesi per giungere alla soluzione . Grazie ancora . Loreads

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