Maybe Now di Colleen Hoover – capitolo 1 in italiano

maybe now

Buonasera smeraldi, Veronica è pazza e sentendo che molte fan della Hoover faticavano a leggere in inglese ha deciso di tradurre il primo capitolo del seguito di Forse un giorno che la Hoover pubblica su wattpad.

Maybe Now di Colleen Hoover – capitolo 1

a cura di Veronica

Non appena ho aperto gli occhi, mi sono voltata e ho trovato l’altra metà del mio letto vuota. Ho afferrato il cuscino sul quale ha dormito Ridge e l’ho stretto a me. Ha ancora il suo profumo.
Dio grazie. Non è stato un sogno.
Non riesco ancora a capacitarmene. Il concerto che ha organizzato con Brennan e Warren. La canzone che ha scritto per me. Il fatto che siamo stati finalmente in grado di dirci, senza sentirci in colpa, quello che proviamo.
Forse è proprio da questo che deriva il senso di pace che sento – L’assenza di tutte le colpe che ho sempre provato in sua presenza. E’ stato difficile innamorarsi di qualcuno che era impegnato con un’altra persona. E’ stato ancora più difficile evitare che ciò accadesse.
Sono scivolata fuori dal letto e ho dato un’occhiata alla camera. La maglietta di Ridge è ancora buttata accanto alla mia sul pavimento, il che significa che lui non se ne è andato. Mi sento un po’ nervosa mentre cammino fuori dalla mia camera e lo vedo. Non so perché. Forse è perché ora lui è il mio ragazzo e ho avuto solo 12 ore per abituarmici. E’ così … ufficiale. Non ho idea di come potrebbe essere. Come saranno le nostre vite insieme, ma si tratta di un nervosismo eccitante.
Mi chino e afferro la sua maglietta, la infilo. Faccio una deviazione in bagno per lavarmi i denti e sciacquare la faccia. Cerco di sistemarmi meglio che posso i capelli prima di raggiungere il soggiorno, anche se Ridge mi ha visto in condizioni peggiori. Dividevamo l’appartamento. Mi ha visto in condizioni decisamente peggiori.
Quando apro la porta del soggiorno, lui è lì, seduto al tavolo con il suo quaderno e il mio computer. Mi appoggio allo stipite della porta e mi prendo un momento per osservarlo. Non sono sicura di cosa lui senta in questo momento, ma amo il fatto di poterlo guardare indisturbata senza che mi senta entrare nella stanza.

Si passa in modo nervoso una mano tra i capelli. E dalla rigidità delle sue spalle è chiaro che è molto stressato. Beghe al lavoro, suppongo.
Alla fine mi nota e il fatto di vedermi all’ingresso alleggerisce un po’ la sua tensione, cancellando completamente il mio nervosismo. Mi osserva per un momento, poi lascia cadere la penna. Sorride e si alza facendo scivolare indietro la sedia, alla fine attraversa il soggiorno. Non appena mi raggiunge, mi afferra e mi schiaccia contro il suo corpo premendo le sue labbra sulla mia testa.
“Buongiorno” dice, scostandosi da me.
Non mi stancherò mai di sentirlo parlare. Gli sorrido e poi con il linguaggio dei segni gli do il mio Buongiorno
Lui guarda le mie mani e poi di nuovo verso di me “Questo è così dannatamente sexy”.
Sorrido. “La tua parlata è dannatamente sexy”.

Mi bacia, poi si allontana e ritorna al tavolo. Prende il suo telefono e lo vedo scrivere.

RIDGE: Ho un sacco di lavoro arretrato da recuperare oggi e ho davvero bisogno del mio computer. Tornerò al mio appartamento così tu potrai prepararti per il lavoro. Vuoi che passi da te questa sera?

SIDNEY: Passo da te rientrando a casa. Farò giusto un salto.

Ridge annuisce e raccoglie il quaderno sul quale stava scrivendo. Chiude il mio computer e poi torna da me. Mi avvolge le braccia intorno alla vita e mi stringe a sé premendo le sue labbra sulle mie. Lo bacio a mia volta, e non ci fermiamo, nemmeno quando lo sento gettare il quaderno sul tavolo. Mi solleva con entrambe le braccia e pochi secondi dopo stiamo già attraversando il soggiorno, Ridge mi fa sdraiare sul divano e si stende su di me e sono abbastanza sicura che questa settimana verrò licenziata. Non c’è la minima possibilità che io gli dica di essere già in ritardo per il lavoro, preferisco essere licenziata piuttosto che smettere di baciarlo.

Sto esagerando, ok. Non voglio essere licenziata, ma ho aspettato così tanto per questo e non voglio lasciarlo andare. Inizio a contare fino a dieci e prometto a me stessa che smetterò di baciarlo e mi preparerò per il lavoro non appena sarò arrivata a dieci. Ma sono arrivata fino a venticinque prima di premere le mie mani contro il suo petto.
Lui indietreggia sorridendo. “Lo so “ dice, “il lavoro”
Annuisco e faccio del mio meglio per dirgli quello che voglio dirgli nel linguaggio dei segni. So che non sto facendo tutto in modo corretto, ma devo sillabare le parole che ancora non conosco “ Avresti dovuto scegliere l’arrivo del weekend per farmi perdere la testa piuttosto che durante una giornata di lavoro”
Ridge sorride “Non potevo aspettare così tanto”. Mi bacia il collo e poi scivola via da ma in modo che io possa alzarmi. Poi si ferma e rimane per un attimo a fissarmi .

“Syd” dice “Tu …senti …” poi si ferma e recupera il suo telefono. Ci sono ancora molte barriere nella nostra comunicazione, barriere che non fanno sentire Ridge a suo agio nell’affrontare un intero discorso usando la sua voce e io non conosco ancora a sufficienza il linguaggio dei segni così da avere una conversazione ad un ritmo decente. Quindi credo proprio che finché entrambi non miglioreremo, i messaggi saranno il nostro canale di comunicazione principale. Lo osservo scrivere per un momento, dopo di che il mio telefono suona.

RIDGE: come ti senti ora che finalmente siamo insieme?

SYDNEY: E’ incredibile. E tu, come ti senti?

RIDGE: Incredibile. E… libero? E’ questa la parola che sto cercando?

Sto ancora leggendo e rileggendo il testo del messaggio, quando lui inizia a digitarne un altro. Sta scuotendo la testa, come se non volesse che io interpretassi nel modo sbagliato il suo precedente messaggio.

RIDGE: Non intendo libero nel senso che noi non eravamo liberi prima di ritrovarci la scorso notte. O che mi sentissi vincolato mentre stavo con Maggie. E’ solo …

 

Fa un secondo di pausa, ma gli rispondo prima che lui replichi nuovamente perché sono abbastanza sicura di sapere cosa lui stia cercando di dire.

SYDNEY: Hai vissuto la tua vita sulle aspettative degli altri sin da quando eri bambino. E decidere di stare con me è stata una tua scelta. Non hai mai fatto cose per te stesso. A volte mettere te stesso prima degli altri, ti fa sentire libero.

Legge il mio messaggio. E non appena i suoi occhi incrociano i miei posso dire che siamo sulla stessa lunghezza d’onda.

RIDGE: Esattamente. Scegliere di stare con te è stata la prima decisione che ho preso solo per me stesso. E non lo so, suppongo che io mi senta come se non dovessi sentirmi così bene. Ma è così. Questo mi fa stare bene.

 

Nonostante mi stia dicendo tutte queste cose con sollievo, noto ancora una ruga tra le sue sopracciglia aggrottate, come se i suoi sentimenti si accompagnassero al senso di colpa. Ho preso il suo viso tra le mani per calmarlo “ Non sentirti in colpa. Noi tutti vogliamo che tu sia felice Ridge. Specialmente Maggie”

Lui ha annuito, dopo di che ha baciato il palmo della mia mano. “Ti amo”

Ha ripetuto queste parole moltissime volte la scorsa notte, ma udirle nuovamente questa mattina, mi fa sentire come se me le stesse dicendo per la prima volta. Libero le mie mani dalle sue, in modo da poter dire con i segni “Ti amo anch’io”

Tutto questo sembra surreale. Lui ora è qui con me, dopo così tanti mesi in cui ho sperato che andasse proprio così. E ha ragione. E’ stato così opprimente stargli lontano, e sento questo senso di libertà anch’io ora che lui è qui. E so che non mi sta dicendo tutto quello che mi ha detto perché sente che la sua vita con Maggie sia stata qualcosa che lui non ha voluto. Lui l’amava. La ama. Quello che lui sta provando è il risultato di una vita trascorsa a prendere decisioni nell’interesse di qualcun altro e non per se stesso. E non penso che lui rimpianga niente di tutto ciò. E’ semplicemente il suo modo di essere. E anche se sono stata una decisione che alla fine ha preso solo pensando a se stesso, io so che lui rimane ancora la persona altruista che è sempre stata, per cui proverà sempre un po’ di senso di colpa. Ma qualche volta le persone hanno bisogno di mettere se stesse prima degli altri. Se non stai vivendo la parte migliore della tua vita per te stesso, allora non puoi dare il meglio di te per coloro che fanno parte della tua vita.

“A cosa pensi?” mi chiede passando le dita tra i miei capelli.

Scuoto la testa. “Nulla. Solo …” Non so come segnare quello che voglio dire, per cui afferro il mio telefono.

SYDNEY: tutto questo sembra irreale. Sto cercando di assimilare tutto. La scorsa notte è stata completamente inaspettata. Avevo iniziato a convincermi che tu fossi arrivato a un punto in cui pensavi che non potevamo stare insieme

Gli occhi di Ridge si sono incatenati ai miei, ha fatto un accenno di risata, come se il mio messaggio fosse completamente assurdo. Poi si è chinato in avanti e mi ha dato il più morbido e dolce dei baci prima di rispondere

RIDGE: Non sono riuscito a dormire per tre mesi. Warren mi obbligava a mangiare perché ero perennemente in ansia, pensavo a te ogni minuto di ogni giorno, ma ho mantenuto le distanze perché tu hai detto che avevamo bisogno di passare del tempo separati. E anche se questo mi ha praticamente ucciso, in fondo sapevo che avevi ragione. E siccome non potevo ancora stare con te, ho solo imposto a me stesso di scrivere canzoni che parlassero di te

SYDNEY: Ci sono canzoni che non ho ascoltato e che non hai suonato la scorsa notte?

RIDGE: Ho suonato tutte le mie nuove canzoni per te la scorsa notte. Ma sto lavorando su una nuova canzone. Mi sono bloccato perché il testo non mi convince. Ma l’altra notte, dopo che ti sei addormentata, le parole hanno iniziato a scorrermi dentro come acqua. Le ho scritte e le ho inviate a Brennan non appena le ho fissate sul foglio.

Ha scritto un’intera canzone dopo che io mi sono addormentata la scorsa notte. Lo guardo stringendo gli occhi e poi rispondo.

 

SYDNEY: Non hai ancora dormito?

Scrolla le spalle “farò un pisolino più tardi”, dice, passando il suo pollice sul mio labbro inferiore. “Tieni d’occhio la tua mail oggi” dice mentre si china per darmi un altro bacio.

Adoro quando Brennan fa il primo montaggio delle canzoni che scrive Ridge. Penso che non mi stancherò mai di uscire con un musicista.

Ridge scivola via dal divano e dopo mi tira su insieme a lui. “sarà bene che vada così tu puoi prepararti per andare al lavoro.”

Annuisco e gli do un bacio per salutarlo. Ma quando cerco di raggiungere la mia camera, la sua presa sulla mia mano è ancora salda. Mi volto e lui mi guarda con uno sguardo carico di speranza.

“Cosa?”

Lui indica la maglia che sto indossando. La sua maglia. “ho bisogno di quella”

Lancio uno sguardo alla maglietta e inizio a ridere. La sfilo – lentamente – e gliela passo. Il suo sguardo percorre tutto il mio corpo mentre prende la sua maglia e la infila. “A che ora hai detto che passerai da me questa sera?” Sta ancora fissando il mio petto mentre mi rivolge questa domanda, completamente incapace di guardarmi negli occhi.

Scoppio a ridere e lo spingo verso la porta. La apre e sgattaiola fuori dal mio appartamento, ma non prima di avermi rubato un altro piccolo bacio. Chiudo la porta alle sue spalle e per la prima volta da quando ho lasciato il mio vecchio appartamento, realizzo che alla fine non provo più risentimento per lo scompiglio che Hunter e Tori hanno causato.

Sono assolutamente, senza alcun dubbio, così grata ad Hunter e Tori. Avrei vissuto un milione di volte la sofferenza causata dalla loro storia se avessi saputo che Ridge sarebbe stato il risultato finale.

Qualche ora dopo ricevo una mail di Brennan. Me la svigno nel bagno del lavoro con i miei auricolari e apro l’email che ha per oggetto “ Rendimi libero”. Mi allungo contro la parete, premo play sul mio telefono e chiudo gli occhi.

“Rendimi libero”

I’ve been running round

I’ve been laying down

I’ve been underground with the devil

You’ve been saving me like a ship at sea

Saying follow me to the light now

So here we go

A little more

Something I’ve been waiting for

Here we go

A little more

 

You set me free

Shook the dust right off me

Locked up tight you found the key

And now I see

Ain’t no place I’d rather be

I got you and you got me

You set me free

 

Hard to know the cost of it

But when you’ve lost something

Then you know there’s a price tag

Think you mighta been born to

Be my come through when

I can’t keep it all together

 

So here we go

A little more

Something I’ve been waiting for

Here we go

A little more

 

You set me free

Shook the dust right off me

Locked up tight you found the key

And now I see

Ain’t no place I’d rather be

I got you and you got me

You set me free

 

I was sitting low

I didn’t know where I could go

Thought the bottom was the ceiling

No remedy to heal it

A hail mary to a sin

A new start to an end

 

You set me free

Shook the dust right off me

Locked up tight you found the key

And now I see

Ain’t no place I’d rather be

I got you and you got me

You set me free

Rimango completamente in silenzio al termine della canzone. Le lacrime corrono lungo le mie guance. E non è nemmeno una canzone triste. Ma il significato dietro alle parole che Ridge ha scritto, dopo essersi addormentato accanto a me l’altra notte, per me significano molto di più di ogni altro testo che lui abbia mai scritto. E anche se ho compreso cosa lui intendeva questa mattina, quando ha detto che si sente libero per la prima volta, non avevo ancora realizzato quanto io fossi parte di quello che lui stava provando.

“Anche tu mi rendi libera, Ridge”

Tolgo gli auricolari, nonostante desideri sentire a ripetizione questa canzone per il resto del giorno. E mentre sto rientrando dal bagno, mi riscopro a cantare la canzone ad alta voce nel corridoio vuoto, con un sorriso da ebete stampato in faccia.

“e non c’è nessun altro posto dove vorrei essere. Ti ho trovata e tu hai trovato me… ”

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