Mala vida di Cristel Caccetta

Trama Carla ha vent’anni e sogna la libertà. Odia l’amore da cui scappa per non esserne dipendente, odia la mancanza d’amore che la fa sentire sola e la costringe alla continua ricerca di altro, ma soprattutto odia la sua famiglia: collusa con la malavita, l’ha privata dell’amor proprio e dell’affetto di suo fratello Claudio, l’unico sentimento in grado di farla sentire completa. Giunta a Roma da un piccolo paesino del Salento, disillusa ma affamata di vita, Carla cerca sé stessa nella stravagante umanità che incontra. In tutti ritrova una parte di sé: in Paul il dolore di chi ha sofferto profondamente, in Veronica il desiderio di guarire le vittime innocenti degli abusi, in Blue il coraggio di sperimentare un mondo a colori e in Marco la capacità di vedere l’anima delle persone…

Ma forse quello che Carla cerca davvero è perdersi per non soffrire più e dimenticare la violenza subita. Alla fine scoprirà che per liberarsi davvero dai propri fantasmi e dalle proprie paure non basta fuggire ma chiudere una volta per tutte i conti con il passato.

Recensione a cura di Dannyella – Mala vida di Cristel Caccetta pubblicato da leggereditore il 24 ottobre in ebook e il 7 novembre cartaceo

Leggere libri troppo negativi non mi piace. Attenzione: non sto dicendo che sono una persona che non è felice se non legge l’happy-ending, anzi, il finale di questo libro, non certo tra i più felici, è forse la cosa che più mi è piaciuta.

Ma leggere storie troppo negative che non lasciano via di scampo dall’inizio alla fine lo trovo frustrante; finisco per accantonarle e dimenticarle in fretta.

La protagonista di questa storia è Carla, 20 anni, alle spalle un passato di violenza e brutalità che peggio non ce n’è. Prende l’unica decisione giusta in tutto il romanzo: decide di scappare di casa e cercare un nuovo inizio. Peccato che di possibilità, di nuovi inizi, in tutto il corso del romanzo, ne trovi più di uno, ma senza una spiegazione razionale vera e propria e senza creare mai un vero e proprio feeling con il lettore che permetta di capirla e men che mai di giustificarla, decide di gettarli tutti più o meno di fretta, più o meno malamente… nel cesso. Non mi viene in mente un modo più elegante per descriverlo. (Nota bene: Paul, tu questo non te lo meritavi. Quel tuo modo di fare da intellettuale mi ha conquistata!!). La verità è che io la protagonista di questa storia proprio non la tollero, come non tollero in genere tutti quei romanzi dove a fare da padrone sono: “cattivi ragazzi-gioia di vivere non sappiamo cosa sia-sesso come se fosse sport-spinelli- droga-nessuna idea di cosa fare della propria vita-cerchiamo i problemi anche quando non ce ne sono e per finire: felicità giammai!” Ecco, questo genere di romanzi mi ha un po’ scocciata e cercherò di starne alla larga d’ora in poi, perché so bene che potrei non essere più in grado di valutarli con lucidità.

Potrei dirvi che il messaggio che ho ricavato da questa lettura è che dal passato non sempre si può sfuggire, ma mentirei perché è Carla che non vuole farlo, anche quando le opportunità le si presentano davanti agli occhi, le fanno ciao con la mano e le gettano dei petali di rosa al suo passaggio. Da libri così negativi, quindi, non riesco a ricavare un vero e proprio messaggio e non credo sia utile impegnarmi al riguardo.

Se un altro lettore avesse poi la voglia di condividere con me la propria chiave di lettura e aiutarmi a interpretare al meglio questo genere di storie, ne sarei più che felice, ma per il momento questo libro lo metto via così: con un po’ di amaro in bocca, consapevole che non rimarrà nella mia testa ancora a lungo.

Non conosco l’autrice e non è facile reperire on-line informazioni su Cristel Caccetta in quanto autrice. Sono riuscita a capire che ha già scritto un altro libro, Attraverso la sua anima tremo, ma, stranamente, non sono riuscita a ricavare molte informazioni al riguardo. Resterò in guardia e chissà che non ne scopra qualcosa di più.

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