Madness di Mary Lin

madness

Titolo: Madness (Viper Series #1)

Autrice: Mary Lin

Genere: Contemporary Romance con sfumature Dark Romance

 TRAMA

Reel: un uomo e il suo inferno.
La sua instabilità emotiva e le sue reazioni estreme gli hanno fatto perdere il club di cui era il vice e la donna che amava, e ora lotta costantemente coi demoni che gli sconvolgono la mente, aggrappato alla vita, soltanto grazie alla brama di vendetta.

Avery: una ragazza e la sua solitudine.
Dopo un’esistenza completamente dedicata agli altri e mai a sé, la sua determinazione e la sua volontà la conducono alla ricerca dell’unico familiare che le è rimasto, il solo col quale può condividere la sua tristezza e la sua frustrazione.

Reel e Avery, tenebra e luce, assieme lotteranno per tornare a vivere, superando il confine tra giusto e sbagliato, tra sano e malato.
E questa è la loro follia.

Madness

Recensione di Sara B – Madness di Mary Lin, contemporary romance con sfumature dark romance pubblicato self il 7 febbraio.

Ci sono sentimenti che non si possono controllare, emozioni che non possiamo tenere sotto chiave. Spesso, troppo spesso, siamo costretti ad affrontare ciò che proviamo e non sempre questo ci piace. Non ci piace quando qualcuno che dovremmo odiare, che va contro tutto ciò che è la nostra morale, riesce a scatenare una tempesta dentro di noi. Qualcuno, leggendo questo libro, si ritroverà a consolidare la propria opinione su un personaggio come Reel. Altri, invece, si ritroveranno spiazzati, talmente dentro la storia, dentro il vortice di emozioni che quest’uomo è capace di scatenare, da non poterne uscire. Io appartengo decisamente a questo gruppo.
Io ho respirato Reel, ho respirato Avery, ma più di tutto ho capito entrambi.

«C’è una ragione dietro ogni tuo gesto. C’è una ragione dietro ad ogni tua parola. Spero soltanto che, a poco a poco, ti fiderai di me e mi lascerai vedere il tuo mondo, cosa ti ha reso ciò che sei e cosa ti spinge a compiere gesti che poi, a loro volta, feriscono te.»

Ormai conosciamo Reel: è uno psicopatico, che agisce in base alle emozioni che prova sul momento. E’ vendicativo, psicopatico e tremendamente dolce. Vi starete chiedendo come abbia potuto trovare del dolce in un personaggio come Reel, ma credetemi, c’è. La dolcezza non è sempre intesa nel senso stretto del termine. Non è sempre qualcosa che ci fa pensare ad un cucciolo, ad un’espressione tenera. La dolcezza racchiusa nei piccoli gesti, nelle piccole cose, nei dettagli. Un biker non può permettersi di essere debole, non può mostrare a tutti chi è davvero sotto la barba, i tatuaggi e le cicatrici, perché non tutti sono in grado di vedere oltre ad un giubbotto da motociclista con uno stemma. Non tutti hanno abbastanza coraggio per rischiare, per lottare e per soffrire. Reel ha sofferto. Sfido chiunque a dire il contrario e, credetemi, se proverete a farlo verrò a prendervi a bastonate io. Reel si è fidato. Reel è stato tradito dalla donna per cui era disposto a fare qualsiasi cosa, dall’unica donna con cui è riuscito ad avere un rapporto vero (o almeno lo era per lui) finché non ha conosciuto la verità. Una donna che, alla fine, diventerà un ricordo di ciò che è sempre stata: un paio di belle gambe e un passatempo.
Reel ci farà capire tanto di se: non giustifica ciò che ha fatto, le sue scelte o azioni. Però, aiuta a capirlo, aiuta a vederlo davvero.

“Il cuore. Batte, batte, batte. Infame batte e mi costringe a vivere, vivere, ancora vivere in balia del dolore che soffoca le mie membra. A rivivere gli attimi in cui tutto è crollato. A rivedere spegnersi, prigioniero di un loop, lo sguardo dell’unica donna che abbia mai amato. Eileen.”

Le bugie fanno male. Le bugie uccidono, fanno a pezzi. Lo fanno lentamente, nel tempo. Scavano dentro di te, ti percorrono le ossa, il sangue, il cervello. Le bugie sono capaci di distruggere una persona, così come i tradimenti. I tradimenti e le bugie distruggono la fiducia, forse per sempre.

Avery ne sa qualcosa. Avery si sente tradita, abbandonata, sola. Avery è una ragazzina che si è ritrovata a dover crescere troppo presto. Dovrebbe uscire, divertirsi, fare pazzie e avere delle avventure. Dovrebbe vivere per se stessa, invece vive per suo padre. O, almeno, vive per lui finché può. Tutto ciò che lascia in Canada è il ricordo di un uomo che ha amato più di se stessa. Tutto ciò che porta in Irlanda è la rabbia e il rancore verso l’unico altro uomo della sua vita, che l’ha abbandonata, che è sparito. E tutto si aspettava, tranne che incappare in una bugia dietro l’altra, create apposta per nascondere quest’uomo, per proteggerla, ma bugie che finiranno per legarla indissolubilmente ad un uomo: Reel.

“Da questa distanza ravvicinata riesco finalmente a vedere il colore dei suoi occhi. Sono grigi, plumbei, tristi. Sorride dietro un muro di cinismo e attende che io faccia soltanto una mossa sbagliata per ridere delle conseguenze. Oh, ho compreso il suo gioco. Sento il suo respiro. La sua barba potrebbe pizzicarmi la fronte se solo si abbassasse un po’. Il suo corpo non mi sta toccando ma sto andando comunque a fuoco.”

Reel è a pezzi, non solo fisicamente: è distrutto dentro, per ciò che ha fatto e per ciò che vorrebbe ancora fare. Un mostro, ecco cos’è. O forse è solo apparenza. E’ un uomo violento in un mondo pieno di sangue, ricatti e tradimenti. Uccidi o sarai ucciso. E come può, un uomo a pezzi, prepararsi all’arrivo di una ragazzina tutta pepe, buffa e decisamente pazza? Perché, credetemi, o siete pazze oppure troppo ingenue. Avery è decisamente pazza. Non si fa intimidire dagli occhi grigio piombo di Reel, dal suo sguardo omicida. Non si lascia abbattere, non si lascia scoraggiare: Avery va avanti. Avery è come un treno, arriva a tutta velocità e a te non resta che salire a bordo, o farti travolgere in pieno. Come puoi, però, fidarti di qualcuno dopo tanti, troppi tradimenti? Come puoi anche solo permettere all’idea di lasciar avvicinare una persona a te, quando tutto ciò che vuoi è la vendetta?

«Credevo che stessi annegando.» Non risponde, non si muove. E adesso voglio vederlo, voglio guardarlo. Apro gli occhi e lo faccio. Gelido, inanimato, vuoto.
«E tu lasciami annegare.»
Mi straccia l’anima. Mi straccia il cuore. Mi straccia la carne.

Cos’è giusto e cosa sbagliato? Qual è il confine tra bianco e nero? Esiste davvero questo confine? E quello tra buono e cattivo? I confini, spesso, diventano sottili, invisibili: si confondono in un mare di nebbia, grigia come gli occhi dell’uomo che, giorno dopo giorno, Avery è costretta a vedere, ad averci a che fare. Grigio nebbia, come gli occhi dell’uomo che popola i suoi pensieri sempre più spesso, lasciandola interdetta per ciò che prova. Un po’ come me, un po’ come te che stai leggendo la recensione o hai letto il libro. E’ giusto ciò che Reel ci fa provare? E’ giusto ciò che sentiamo per Avery e Reel? Io penso sempre che lo scopo di una storia, di qualsiasi tipo di storia, sia farti provare qualcosa. In negativo o in positivo, una bella storia è capace di farti provare emozioni. Questa storia? Questa storia è qualcosa di straordinario. E’ difficile, è una continua montagna russa di sensazioni contrastanti, è vita. Ti fa sentire vivo, ti fa provare qualcosa: non è solo sopravvivere, è vivere. E’ vivere la storia di Reel ed Avery con loro, è vivere loro. Pregi e difetti, perché vanno vissuti a 360 gradi. E’ difficile capire certe scelte, certi atteggiamenti: mi sono sentita messa alla prova per questo. Mi sono sentita travolta dai loro gesti e le loro emozioni, anche se non sempre è stato facile accettarli. Amare qualcuno significa lottare, significa accettarsi. Significa essere sinceri, sempre e comunque. Significa esporsi al dolore, alla sofferenza. Significa rischiare dopo aver sofferto nel caso di Reel o, in quello di Avery, significa permettere ad una persona di ferirci davvero per la prima volta, dandogli in mano tutto ciò che siamo, sperando che non lo distrugga, che ne abbia cura.
Come possono le mani macchiate di sangue di Reel custodire qualcosa come la purezza e la bontà di Avery, senza contaminarla per sempre?

“Gli esseri umani non fanno che cercare una loro normalità, un posto in cui stare, una felicità sana che li appaghi. Io non faccio che cercare Reel.”

Ci sono storie che passano, altre che ti lasciano un segno dentro ma non solo, alcune te lo lasciano indelebile sulla pelle, come un marchio. Il marchio di Reel, il suo possesso, il suo amore. Che sia un amore giusto o sbagliato, che sia buono o malato, non importa. Quello che conta davvero è che esiste, è che ti fa sentire vivo. Vivere una vita “giusta” oppure viverne una “sbagliata” ma capace di farti provare qualcosa di vero? Probabilmente la parte di me razionale sceglierebbe il lato giusto, perché l’ignoto spaventa, perché l’idea di soffrire terrorizza anche me. Perché sono umana, e vivere nel “giusto” mi sembra la scelta più sensata. C’è, però, una piccola parte di me intrigata dal rischio. Questa parte di me preme per venire fuori e forse, grazie a questo libro, ho capito che avere il coraggio di amare qualcuno capace di farci del male è una delle scelte più coraggiose che si possano fare. E’ scegliere l’ignoto, è scegliere il rischio. Per Avery, è scegliere Reel.

«L’unica cosa che so è che hai ricomposto pezzi di me che non sapevo neanche di aver perso.»

Una cosa che ho amato di questo libro è stata la presa di coscienza e la crescita di Avery. E’ decisa a vivere, a fare tutto ciò che non ha mai fatto. E’ l’unica capace di ammansire il mostro. Ha il coraggio di fare qualcosa che è davvero difficile: lasciar andare. Ne sarà valsa la pena? Non posso dirvelo, ma posso solo consigliarvi di leggere questo libro con la mente aperta e, soprattutto, la capacità di perdonare. Il perdono è un’arma potente, ma perdonare ci rende persone migliori. Provate a guardare oltre l’apparenza, oltre l’impulsività, oltre il sangue e il dolore. Provate a far entrare Reel dentro di voi, provate a capirlo perché, quando ci riuscirete, quando capirete entrambi, li amerete dall’inizio alla fine, completamente. Sarete legati a loro indissolubilmente. Forse per sempre, forse un po’ meno. Ma ricorderete entrambi per molto tempo.

«Spiegami cosa significa per te.»
«Dovrei spiegarti perché vivo», soffio trascinato via dal buio, soffio rivivendo i sorrisi di Avery come una stretta al cuore. Non vedo più Jacob. Solo Avery.

Ringraziare Mary, forse, è sopravvalutato, ma sento di doverlo fare. Grazie per aver scritto di Reel, per avermi dato la possibilità e l’opportunità di capire, di capirli. Grazie per queste storie, così intense e piene di sentimenti contrastanti. Grazie, perché quando le leggo, mi sento viva, in grado di rischiare. E, chissà, magari rischiare porterà bene anche a me. Grazie per i personaggi secondari, perché non sono mai solo uno sfondo per abbellire la storia, ma sono parte di essa. Grazie per mio marito, perché ho riso così tanto che avevo le lacrime. Ora non mi resta che aspettare il prossimo, che sia la storia di un Rebels o di un Viper. Non importa chi sarà, l’importante è leggerli tutti, viverli davvero. E, ovviamente, immaginare come proseguirà la loro vita, giorno dopo giorno, dopo la parola “fine”.

bellissimo

You may also like...

Leave a Reply

Your email address will not be published.