L’uomo che non c’era di Erin E. Keller

Trama Jimmy O’Brien non ha avuto una vita facile.
Nato in una famiglia molto povera e picchiato quotidianamente dal padre violento, da ragazzino riesce a scappare a morte certa piombando letteralmente tra le mani di George Finn, boss irlandese di Chicago, braccio destro di Bugs Moran, famoso rivale di Al Capone. Da quel momento in poi, Jimmy entra a far parte di un mondo fatto di violenza e cieca fedeltà al capo.
Jimmy è abituato a non esternare i propri sentimenti, l’ha imparato fin da bambino. Ma la vicinanza con il figlio di George, Henry, gli rende la vita difficile e ancora più tormentata.
L’incontro con un ragazzo di strada, poi, complica ulteriormente le cose, soprattutto quando proprio Henry decide inspiegabilmente di ospitarlo nella sua villa.
Il Natale è ormai alle porte, e l’arrivo imminente di un carico di alcolici dall’Europa potrebbe essere l’occasione tanto attesa dal clan Moran per avere la meglio su Capone.
Per assicurarsi che tutto vada per il meglio, Jimmy si affida a un poliziotto che ha sempre ricattato dopo averlo incontrato in un locale per omosessuali, David Sheena. David è luce, tanto quanto Jimmy è ombra.
In un mondo in bianco e nero, dove non c’è spazio per le debolezze, Jimmy si troverà a dover lottare per la propria vita e per quella delle persone a cui tiene, cercando di tenere a bada ciò che si agita nel suo petto e che non avrebbe mai pensato che potesse farlo sentire così vivo

Recensione a cura di Dalia – L’uomo che non c’era di Erin E. Keller, pubblicato il 14 febbraio 2019 dalla Triskell Edizioni.

Mie care lettrici inizio questa recensione con un bel sorriso sulle labbra e la dolce malinconia di chi ha dovuto abbandonare tutti i protagonisti di questa storia così diversa da quanto letto negli ultimi tempi e così peculiare da essersi scavata un bel posto speciale nel mio cuore. La storia è ambientata a Chicago, negli anni a cavallo tra il 1920 il 1930, ed è questo un periodo storico che ho sempre amato perché affascinata dalle storie sui gangster e sulle donne che iniziavano il loro percorso di emancipazione. D’altronde, ho letto Il grande Gatsby quando, forse, non avevo nemmeno l’età giusta per apprezzarlo a pieno.

Facciamo la conoscenza di Jimmy, la voce narrante del libro nonché protagonista della storia, quando ha appena undici anni e, maltrattato e vessato quotidianamente da chi dovrebbe solo amarlo, fugge di casa per cercare una nuova famiglia.

“Suo padre lo avrebbe preso e l’avrebbe picchiato fino a ucciderlo e poi avrebbe gettato il suo corpo da qualche parte. E così continuò a pedalare,gli occhi pieni di lacrime non versate, la mente che correva inseguendo un’utopia: si sarebbe messo alla ricerca di una famiglia normale, una in cui potessero volergli bene”

Ahimè, questo suo desiderio si rivelerà essere davvero un’utopia, perché quella stessa notte verrà investito da un’auto e portato nella casa di quello che si rivelerà essere il capo di un banda mafiosa della città. In quella casa non conoscerà più la fame di cibo, ma non riuscirà a colmare nemmeno quella d’amore per la quale era scappato di casa. Da quell’esatto momento in poi la sua vita cambierà nuovamente. Sarà cresciuto e formato per essere la guardia del corpo del gangster e della sua famiglia. Imparerà a non avere sentimenti, soprattutto a non esternarli, a essere freddo e razionale come un iceberg. E anche se il suo cuore batte per Harry, il figlio del suo capo, non farà mai nessun gesto per far capire all’altro cosa prova per lui. Quando il giovane verrà allontanato da casa, Jimmy sarà più solo di prima e quando vi farà ritorno, in lui Jimmy non troverà nemmeno più l’amico che conosceva, ma solo odio e disprezzo.

La solitudine di Jimmy non ha confini, il suo essersi isolato dal mondo lo ha reso invisibile agli occhi di tutti e anche di se stesso. Parla poco, non ha fatto amicizia con nessuno, il suo unico scopo nella vita è salvaguardare la vita di Harry, l’uomo che ha sempre amato e che, invece, lo odia. Il suo unico momento di sfogo è cercare un po’ di sollievo in qualche vicolo buio e maleodorante, con qualche bel giovane.

Ma anche un cuore di ghiaccio, talvolta, può sciogliersi e dopo anni trascorsi nell’anonimato e nella disperazione, intravede negli occhi della persona più sbagliata per lui e per l’uomo che lui è, uno spiraglio di qualcosa che inizia a riempire quel vuoto al centro del petto che da qualche tempo gli fa sempre più male.

Non voglio continuare a parlarvi della trama perché racconterei troppe cose e sarebbe un peccato non farvi vivere le atmosfere cupe della Chicago degli anni trenta, in una famiglia mafiosa in lotta con altre, per la supremazia negli affari loschi. Il whiskey di contrabbando, gli attentati, gli agguati, il fascino del pericolo e la dolcezza di un sentimento che per Jimmy è totalmente sconosciuto, sono gli ingredienti che hanno reso la storia adrenalinica ed entusiasmante e, a fine libro, mi sono ritrovata con i lucciconi agli occhi e la voglia di poter leggere ancora storie simili.

Tutti i personaggi hanno una storia da raccontare e luci e ombre da condividere con il lettore, che si ritrova, suo malgrado, a fare il tifo per un gangster che tanto cattivo non è, nella speranza che anche lui possa avere un angolino di paradiso.

Consiglio vivamente questa lettura, perché rimarrà a lungo nella vostra memoria e nei vostri cuori.

smeraldo

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