Love Vampire di Ilaria Militello

Titolo: Love Vampire (Vampire Series #1)
Autrice: Ilaria Militello
Genere: Paranormal Romance YA
Trama: Lùlea in seguito alla morte di sua mamma si trova costretta a trasferirsi dai nonni materni in Irlanda, dove tutto è strano. Non è più come quando era bambina. C’è qualcosa di misterioso ora lì. Forse la nuova famiglia residente nella vecchia villa nel bosco è l’artefice di quell’alone di mistero? Lùlea ben presto conosce uno dei ragazzi della villa, il suo nome è Alex, che nasconde un grande segreto, come il resto degli inquilini della villa. Fra i due nasce subito un’intesa, una storia che sembra un déjà-vu. A Lùlea pare di aver già conosciuto e amato Alex in passato. La ragazza si troverà presto coinvolta in un amore forte, ma avrà anche il tormento di capire chi è veramente Alexandre Turner, che cercherà in ogni modo di nascondere la sua vera identità per paura di un suo rifiuto, ma presto dovrà decidere e a quel punto inizierà a scoprire verità che cambieranno ogni cosa.

Love Vampire di Ilaria Militello, primo volume della serie Vampire, pubblicato il 27 Aprile 2019 da Believe Edizioni.

Penso che il titolo basti a far capire il tema principale di questo primo volume della serie Vampire, no? Ed è anche il motivo per cui ho accettato di leggere questo libro, perché cavolo MI MANCANO! Posso urlarlo al mondo intero? Vampiri, mi mancate da morire.

Ho iniziato a leggere grazie a Twilight, capite bene che il mio amore per questa specie appartenente al mondo paranormal romance è smisurato.
E scommetto di non essere la sola.

Lùlea, una ragazza di nemmeno 18 anni, si vede costretta a trasferirsi in un paesino sperduto dell’Irlanda a causa della morte della madre. Ha un padre, sì, ma lui si è sempre comportato come se non esistesse e, grazie ad un accordo legale, ha affidato la custodia della ragazza ai nonni materni che, appunto, risiedono in questa cittadina così piccola da contare a malapena mille persone.
Lù ha passato varie estati con i suoi nonni, ma questa volta la permanenza sarà molto più lunga e si dovrà abituare a vivere in pianta stabile in un altro Stato, senza i suoi amici e compagni di classe; dovrà cambiare ogni sua abiudine e, nonostante questo la spaventi, è felice del cambiamento perché può aiutarla a superare il dolore della perdita.

È proprio grazie ad un litigio dei suoi nonni e il suo voler scoprire i boschi che la ragazza incappa in lui: Alexandre Turner.
Appartenente alla famiglia Turner, la famiglia da cui sua nonna – e tutto l’allegro villaggio pettegolo – l’ha messa in guardia. Secondo le dicerie di paese, la famiglia Turner ha legami con le streghe, sono pericolosi e compiono sacrifici.
Ma sarà davvero così?

Le creature magiche non esistono e Lù non crede a ciò che si dice su di loro, anzi, è interessata a conoscere la famiglia, perché ha sempre odiato le malelingue e i pregiudizi. Grazie all’incontro con il ragazzo, dentro di lei scatterà qualcosa e, la semplice curiosità, ben presto si trasformerà in vero e proprio interesse. Tra i due nascerà un legame intenso, inaspettato e indissolubile.
Riusciranno a stare insieme nonostante il volere della nonna di Lù?
Riusciranno ad amarsi ed essere felici, anche con tutti i segreti di Alex tra loro? O questi verranno a galla e si porteranno via l’amore che è appena nato?

Lùlea non è una semplice umana, ma non immaginava che le creature che ha sempre pensato fossero solo frutto di fantasia, in realtà siano reali. Non immagina nemmeno cosa questo mondo nascosto ha in serbo per lei, ma non vi dirò oltre, lo scoprirete pian piano leggendo questo libro e, nonostante sia una serie – e quindi non ci sia un finale chiuso – posso rassicurarvi del fatto che non vi lascerà l’amaro in bocca, ma con quel giusto dubbio e curiosità su ciò che potrebbe succedere.

Quando prima vi ho accennato a Twilight non è stato un caso.
Lei che si trasferisce a vivere in una piccola cittadina sperduta, in mezzo ai boschi, dove vivono famiglie “paranormali”… insomma, bentornati a Forks!
C’è anche la questione della famiglia di vampiri che vive isolata, che quando sono a scuola i ragazzi stanno sempre per conto loro… diciamo che non sono le uniche similitudini che ho trovato durante la lettura di questo libro, ma non posso parlarvi del resto perché vi rivelerei troppo.
Va detto che l’autrice scrisse questa storia nel lontano 2009, quindi nell’epoca del boom post Meyer in Italia, e per questo posso affermare che questi episodi non mi hanno disturbata più di tanto, al contrario mi hanno portata sul viale dei ricordi.

Ci sono state cose, però, che invece hanno disturbato eccome la mia lettura.
Partiamo dall’inizio.
Posso capire il bisogno di far entrare il lettore nel mood giusto, ma fino al 30/40% del libro è stato un susseguirsi di azioni meccaniche da parte di Lùlea, ripetute e descritte fin troppo nel dettaglio.
Non ho bisogno di sapere che la protagonista quando si alza scende le scale, saluta la nonna, si siede, fa colazione imburrando una fetta di pane tostato, ci aggiunge la marmellata, si pulisce la bocca, deglutisce, sorride al nonno e passa alla fetta successiva.
Bastava scrivere che si alzava e faceva colazione salutando i nonni.
E purtroppo queste descrizioni fin troppo dettagliate si ritrovano per tutto il libro. Se nella seconda metà sono “smorzate” dalla storia d’amore, nella prima parte ho fatto davvero fatica a ingranare la lettura, mi mancava la voglia di continuare a leggere.

Anche l’ingresso in scena di 8/10 personaggi, introdotti tutti insieme e all’improvviso è stato destabilizzante, ho fatto fatica a capire chi fosse chi, a ricordare i nomi o gradi di parentela. Anche adesso, arrivata a fine libro, ricordo solo che ci sono due gemelli, Alex ha un fratello e tutto il resto dei nomi che ho in mente è avvolto dal mistero.

Inoltre, tutti, o quasi, i personaggi di questo libro mi hanno fatto venire l’urticaria. Partendo dalla nonna – e se io avessi un famigliare così lo prenderei a schiaffi ogni cinque secondi e lo manderei a quel paese tra uno schiaffo e l’altro – passando per le “amiche” della protagonista e poi arrivando proprio a lei, Lùlea. Non è una novità per me provare poca simpatia per personaggi come lei, ma nella mia testa era un continuo susseguirsi di “ma ha bisogno di un disegnino? Ma le serve l’aiuto del pubblico?” perché va bene l’ingenuità, ma qui si rasenta la stupidità. E io, purtroppo, con protagoniste del genere non vado per nulla d’accordo.

Alex, al contrario, mi ha lasciata abbastanza indifferente. Non lo percepisco, è un personaggio a cui do il beneficio del dubbio perché comprendo le sue motivazioni, ma l’ho trovato incoerente in alcuni momenti.
La storia d’amore è nata un po’ troppo velocemente, mi è mancato leggere dei momenti da farfalle nello stomaco, di sogni ad occhi aperti. Forse si poteva concedere maggior spazio a questo e meno a tutte le azioni compiute dalla protagonista.

Ilaria Militello ha creato una storia con tantissimo potenziale, una trama ricca e complessa che forse poteva essere gestita meglio, ma mentirei se dicessi che non è nata in me la voglia di scoprire cosa accadrà nei prossimi capitoli. Nonostante i punti che vi ho elencato sopra, l’autrice è riuscita a stuzzicare la mia curiosità e aspetto di leggere il seguito della storia di Lù e Alex, ma soprattutto di scoprire come e quando verrà alla luce la verità.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.