L’orizzonte, ogni giorno, un po’ più in là di Claudio Pelizzeni

Buongiorno smeraldi, ormai ci ho preso gusto e anche questo mese partecipo al DOMINO LETTERARIO, vi ho già spiegato di cosa si tratta ma ve lo voglio ricordare. Tutto nasce da un’iniziativa di alcuni blog e consiste nello scegliere, dalle nostre infinite liste di lettura, libri che si concatenino tra loro grazie ad un effetto domino. Io ho scelto di partecipare con L’orizzonte, ogni giorno, un po’ più in là di Claudio Pelizzeni perché spero che questo romanzo, che si discosta dalle mie solite letture, possa avere la più larga diffusione possibile. Vi lascio tutti i nomi dei blog che prendono parte al domino di settembre e vi auguro buona lettura.

L’orizzonte, ogni giorno, un po’ più in là di Claudio PelizzeniTrama Questa è la storia di un ragazzo che, a poco più di trent’anni, ha già raggiunto traguardi che sfuggono a tanti suoi coetanei: una laurea in un’università importante, un impiego di responsabilità, uno stipendio fisso che gli consente di vivere da solo e di circondarsi del più desiderabile superfluo. Un ragazzo che, nonostante questo, non ha paura di guardarsi dentro e farsi la domanda più importante: sono davvero felice? Di fronte ad aspettative che non sente come sue, a tragitti sempre identici che non aprono nuove prospettive, a una routine che stritola tempo, energia e passione, non può che rispondersi di no. Finché un giorno, davanti a un tramonto, la consapevolezza si accende in lui: i sogni non possono aspettare. E, con quella luce, il coraggio di dare un taglio netto a tutto per inseguire la sua più grande passione: viaggiare. Viaggiare per allargare gli orizzonti di quel mondo che si sta facendo sempre più stretto e soffocante intorno a lui. Viaggiare per sfidare i limiti del corpo e le barriere della mente. Viaggiare con lentezza, senza aerei, per toccare con mano i confini, per «il gusto stesso del viaggio, degli imprevisti, delle scoperte e delle sorprese, delle correnti dell’universo a cui abbandonarsi.» Questa è la storia di un sogno diventato realtà, di un’avventura che ha portato a una nuova vita. Un viaggio lungo mille giorni, attraverso cinque continenti e quarantaquattro Paesi. Ma anche un viaggio dentro di sé, a stretto contatto con le proprie paure, debolezze, risorse inaspettate. In dialogo profondo con quella voce intima e nascosta che, quando accettiamo di ascoltarla, sa sempre indicarci la direzione.

Recensione di Esmeralda – L’orizzonte, ogni giorno, un po’ più in là di Claudio Pelizzeni, pubblicato il 12 settembre da Sperling & Kupfer, uscito in precedenza in self publishing a febbraio.

Recensire questo libro non è per niente semplice, quasi come se mi permettessi di giudicare le esperienze fatte da un’altra persona e io non voglio fare nulla di questo. L’ho cominciato spinta dalla curiosità di scoprire cosa avesse convinto un ragazzo che, all’apparenza, sembrava avere tutto a intraprendere un viaggio di mille giorni zaino in spalla da solo. Non sono una viaggiatrice solitaria, non ho mai affrontato nessun viaggio senza qualcuno di caro al mio fianco e sono certa non ne sarei nemmeno in grado. Amo la solitudine ma solo tra le mura domestiche, dove mi sento al sicuro e tutto ciò che avviene fuori mi arriva ovattato, non potrei mai andare verso l’orizzonte vivendo ogni giorno con l’incertezza di ciò che potrei incontrare lungo il cammino. Non sono una donna avventuriera, amo la comodità e “l’avventura controllata” senza imprevisti che potrebbero stravolgere il mio mondo, in poche parole sono una persona veramente noiosa, cosa che di certo non si può dire di Claudio Pelizzeni. Lui conduceva una vita noiosa che non rispecchiava per nulla la sua persona e così, complice un tramonto sul treno da Milano a Piacenza e la fuga della ragazza che amava decide che è giunto il momento di mollare tutta la sua routine e provare a realizzare il sogno che covava da anni, fare il giro del mondo senza prendere aerei. Comincia la pianificazione, si licenzia dal posto fisso che occupa in banca e nel giro di qualche mese parte all’avventura per dimostrare, prima di tutto a se stesso, che i sogni, quando lo si vuole davvero, possono essere realizzati e che per ritrovare la propria essenza spesso occorre fuggire da tutto ciò che di certo e sicuro abbiamo al mondo.

Questo non è un diario di viaggio, se vi interessa scoprire le tappe e conoscere tutti i suoi spostamenti dei mille giorni dovete visitare il blog aperto in occasione della partenza, www.triptherapy.net, anche perché se avesse dovuto pubblicare un diario del viaggio molto probabilmente questo libro sarebbe stato di almeno 2000 pagine. In L’orizzonte, ogni giorno, un po’ più in là (titolo stupendo e cover che cattura immediatamente l’occhio già scelte da Claudio per la versione self) troverete solo alcuni episodi di questo viaggio, conoscerete persone che hanno lasciato moltissimo a lui e vi sembrerà un po’ di vivere voi stessi le sue esperienze. Ci sono state volte in cui scuotevo la testa e mi dicevo “No questo non avrei mai potuto farlo” e altre in cui dentro di me pensavo “Quanto mi piacerebbe vivere un’esperienza del genere, chissà se ne sarei in grado?”. Un romanzo ricco di racconti di vita vera vissuta che non vi lasceranno indifferenti, un romanzo che vi permetterà di “toccare con mano” culture ben lontane dalla nostra, entrare in contatto con mondi che vi faranno riflettere e viaggiare in modo opposto a quello a cui siamo abituati. La realtà è che la maggior parte di noi colleziona cartoline, cercando di vedere più cose possibili a volte correndo per riuscirci e senza darsi la possibilità di comunicare con le persone che certe realtà le vivono quotidianamente. Claudio ha deciso di “viaggiare in maniera differente, come si faceva una volta. Lentamente. Anacronistico” vivendo le culture con cui di volta in volta entrava in contatto e questo modo di viaggiare mi ha colpito nel profondo facendo nascere in me la voglia di buttarmi e provare a fare qualcosa di diverso nella vita…chissà se davvero ne sarò in grado.

Un libro che consiglio a chi ama i viaggi e ha sete di conoscenza ma anche a chi in un libro ricerca prima di tutto la verità e un messaggio profondo.

“Credo che esistano fondamentalmente due tipologie di persone: quelle a cui pesano più i rimpianti e quelle a cui pesano più i rimorsi. Quando ho scelto di fare il giro del mondo in mille giorni, di attraversare quarantaquattro Paesi senza mai prendere un aereo, ho scelto di non avere il rimpianto di non averlo mai fatto. Avrei potuto fallire in questo progetto, o trovarmi senza un lavoro una volta concluso. Avrei potuto avere il rimorso di averlo fatto…No, questo probabilmente no, non potrei mai avere il rimorso di aver tentato di realizzare il sogno della mia vita. Perché forse proprio questo è il punto: ci ho provato e ho scelto di stare dalla parte dei sogni.

E ho toccato la felicità”

 

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12 Responses

  1. Che belle parole, mi viene voglia di partire per un viaggio! Amo l’avventura ma ormai quando programmo un viaggio ho bisogno anche di riposare e quindi non mi immagino in un percorso simile. Però è affascinante

  2. Deb says:

    Questo libro non lo conoscevo, anch’io sono avventurosa tra le mura di casa, anche se in realtà dentro di me forse qualcosa del genere la farei, ne sono molto attratta

  3. Anonymous says:

    Non conoscevo questo libro, molto interessante la trama e molto bella la tua recensione.

  4. Marika says:

    Ehi, ciao 🙂 sono qui per il domino letterario di settembre ❤
    Bellissima recensione, mi hai fatto molto riflettere sulla tematica del “viaggio”. Da poco infatti ho finito di leggere “Una valigia piena di sogni” di Paullina Simons che ha trattato del medesimo argomento, con la differenza che non si tratta affatto di un viaggio solitario.
    Sembra un romanzo di formazione per nulla noioso, penso che sia un’esperienza forte che valga la pena di essere letta.
    A presto 🙂

  5. Uh ma che bella recensione! Non conoscevo questo romanzo… me lo segno XD

  6. Silvia says:

    Non lo conoscevo, sembra una lettura interessante 🙂

  7. Ella di libri e librai says:

    Non conoscevo questo libro, ma dopo le tue parole non posso far altro che aggiungerò alla mia WL, già infinita =)

  8. Che bello! Di solito non amo questo genere di libri, ma mi ha incuriosita. Magari rientra tra i prossimi acquisti 🙂

  9. Clarissa Neri says:

    Non lo avevo mai sentito, prima di leggere la tua recensione! Sembra molto interessante.

  10. Virginia says:

    Che bello! Sei riuscita nell’intento di farmi venire voglia di leggerlo 🙂 Segno! Un abbraccio

    Ps Mi sono iscritta, bellissimo il tuo blog

  11. Francesca says:

    Io sono una molto sedentaria, difficilmente mi viene voglia di partire.. ma la tua recensione mi fa quasi cambiare idea e comunque penso che sia una di quelle letture da fare 😉

  12. Scheggia says:

    Belle parole ma ammetto di essere anche io una persona da viaggi programmati. Non sono in grado di partire all’avventura…

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