L’ora del te: le (dis)avventure di Alice in Fashionland di Valentina Schifilliti

L'ora del te: le (dis)avventure di Alice in Fashionland

Valentina Schifilliti, per tutti noi @larotten, esordisce nella narrativa con un romanzo romantico e brillante.
E ci pone, insieme ai suoi personaggi, domande grandi: qual è il rapporto tra la realtà e la sua narrazione in rete? Siamo consapevoli del potere simbolico ed economico che tutto questo esercita su di noi? E soprattutto: saremo capaci di passare attraverso il grande “specchio” social senza perdere l’autenticità che rende la vita degna di essere vissuta?
Alice è figlia unica, abituata a darsi da fare “per due”. Non ha mai voluto deludere i genitori e ha un rapporto speciale con nonna Bice, un tempo sarta in un atelier di abiti da sposa, che facevano sognare Alice fin da piccina con il loro tulle e ricami. Così, dopo la laurea, ha trovato Il Posto Fisso che la famiglia si aspettava da lei. Ma quando alla vigilia di Natale anche quella certezza sembra sfumare, Alice capisce che è venuto il momento di seguire davvero la voce del cuore.
Sostenuta dal fidanzato Andrea e dalle sue strambe, adorabili amiche, apre così un profilo social attraverso il quale presentare le creazioni sartoriali uniche che realizza in casa, mentre il gatto Marlon fa le fusa. Le cose non decollano, sono in pochi a seguirla, fino a che, improvvisamente, il destino spariglia le carte.
Alice si trova catapultata nel mondo degli influencer, che dominano l’universo del web, suscitatori di like che tintinnano come monete sonanti, maghi capaci di utilizzare i potenti filtri della rete per far sognare i loro follower. Per Alice è davvero l’ingresso in un mondo di “meraviglie”, tanto affascinanti quanto pericolose. Perché il filtro dei social media può essere una droga sottile, che scaccia ogni solitudine ma chiede in cambio di consegnare ogni momento privato alla sua luce accecante…

Recensione di Esmeralda – L’ora del te: le (dis)avventure di Alice in Fashionland di Valentina Schifilliti, romanzo rosa pubblicato il 27 marzo di Giunti.

Ed ecco che ricado vittima delle mie stesse aspettative. Appena letta la trama ho deciso che volevo leggerlo, m’ispirava l’idea di questa Alice trasportata ai giorni nostri, nell’era dei social e di tutto ciò che l’accompagna. Poi vogliamo parlare della cover? Una delle più carine che io abbia mai visto! Purtroppo tutta la mia gioia nell’averlo tra le mani non è durata granché. La scrittura è elementare, i dialoghi sono banali e i personaggi, il più delle volte, macchiettistici.

Ero stata invitata a partecipare all’incontro con le blogger, ma per motivi lavorativi non ho potuto prenderne parte, a questo punto mi ritengo fortunata perché non avrei avuto parole di elogio per Valentina e mi sarebbe spiaciuto molto.

Dovete capire che per noi blogger non è semplice parlare male di un libro, personalmente non amo interferire nei sogni altrui e scrivere una recensione negativa fa male anche a noi. Ciò che mi rincuora in questo caso è che LaRotten ha un seguito talmente grande che non saranno di certo le mie parole a impedire ai suoi fan di comprare il libro. Sono certa che loro lo apprezzeranno perché conoscono tutto di lei e sapranno andare oltre ciò che è impresso nero su bianco.

Ma io non posso esimermi dal porre l’accento su ciò che ha funzionato e ciò che mi ha fatto storcere il naso. Sperando che venga apprezzata la mia onestà.

Alice è una ragazza intorno ai trent’anni con un lavoro, un fidanzato che ama, una bella famiglia e due amiche su cui può sempre contare. Il contratto a tempo indeterminato sembra cosa certa, manca solo la convocazione per la firma e poi potrà pensare di mettere su famiglia con Andrea. Ciò che non si aspetta è di essere licenziata in tronco per mancanza di risorse. Cosa fare adesso? La cosa più logica sarebbe cominciare da subito a inviare curricula per trovare un altro impiego, non che sia semplice con la crisi dei giorni nostri, ma bisogna rimboccarsi le maniche e usare tutte le proprie forze per andare avanti. Ma Alice non sembra entusiasta all’idea di trovare un altro lavoro così povero di originalità.

Il lampo di genio arriva dalla sua amica Margherita, è ora di cercare di far diventare un’occupazione la sua passione: creare abiti. Alice amerebbe poter vivere di ciò che la appassiona e così segue il suggerimento di Marghe e comincia a postare su Instagram foto di lei che indossa le sue creazioni. La cosa non sembra funzionare, diventare una star dei social senza la giusta spinta non sembra così semplice e Andrea comincia a far notare ad Alice che dovrebbe tentare di trovare un lavoro stabile, dedicandosi alle sue creazioni nel tempo libero.

Ma un giorno, grazie all’aiuto involontario dell’influencer italiana più famosa al mondo, e al fatto di trovarsi al posto giusto nel momento giusto, Alice comincia ad essere notata e le si presenta l’occasione per fare soldi facili sfruttando unicamente la propria immagine.

Sembrerebbe che il suo sogno possa avverarsi, ma non è tutto oro ciò che luccica e Alice lo scoprirà ben presto.

E fin qui tutto bene, la prima parte del libro, nonostante sia scritta in modo piuttosto semplice non riscontra grossi difetti, scivola via veloce e ci permette di fare la conoscenza di tutti i personaggi.

Ho molto apprezzato la caratterizzazione di Margherita e nonna Bice. Margherita che non molla Alice nemmeno quando ci sarebbe da prenderla a pedate e lasciarla andare per la sua strada e nonna Bice che è la più moderna di tutti. Un donnino che ne ha viste tante nella sua vita e che accoglie le novità e le differenze a braccia aperte. Da Margherita e nonna Bice c’è solo da imparare.

Sul fidanzato di Alice, Andrea, ho qualche riserva ma mi sento di promuoverlo comunque perché appoggia Alice quando merita di essere appoggiata e cerca di farle aprire gli occhi quando Alice esce dal seminato e inizia a essere una persona decisamente sgradevole.

E qui arrivano le note dolenti…Alice è difficile da digerire. A inizio libro ci sembra una ragazza semplice, senza una grande personalità (cosa che ritengo un difetto nella vita vera, ma soprattutto in un romanzo), proseguendo la lettura diventa un mostro a sei teste. L’avrei presa a padellate in faccia se fossi stata in Margherita perché le cattiverie che escono dalla sua bocca non meriterebbero mai il perdono.

Alice subisce una trasformazione in negativo che comprendo perfettamente abbia una logica nel romanzo, ma le sue reazioni e le sue parole mal si confanno con una donna di trent’anni, potrebbero essere quelle di un’adolescente. E questo aspetto non mi è piaciuto per niente, avrei voluto maggiore maturità da parte di Alice.

Poi abbiamo i personaggi di contorno: la famosissima influencer algida e distaccata che tutti detestano e venerano allo stesso tempo, abbiamo le finte amiche fashion blogger che si avvicinano solo per capire il momento giusto per usare i tuoi punti deboli e affossarti, abbiamo i manager senza scrupoli che ti sfruttano fino a quando sei una gallina dalle uova d’oro e ti mollano appena non sei più ‘spendibile’ sul mercato. Personaggi macchiettistici che non regalano alcuno spessore alla narrazione e che trascinano il libro verso il basso.

Altra cosa, è l’ultima giuro, che mi ha deluso, è la poca somiglianza tra Alice nel Paese delle meraviglie e L’ora del te: le (dis)avventure di Alice in Fashionland, lo so che non è stato ‘venduto’ come un retelling ma mi sarei aspettata molto di più e credo che il libro ne avrebbe giovato.

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