L’inizio della mia fine di L.A. Cotton

Trama Wicked Bay. Stati Uniti d’America.
Eloise “Lois” Stone sapeva che il trasferimento a Wicked Bay avrebbe reso le cose difficili. Lasciare la piccola contea inglese in cui era cresciuta, i ricordi e buona parte della sua vita non era certo facile, soprattutto considerando le prove a cui era stata sottoposta nell’anno appena trascorso.
Non aveva tuttavia preso in considerazione la possibilità di ritrovarsi faccia a faccia con il ragazzo che, una notte dell’estate precedente, durante la sua vacanza di famiglia a Wicked Bay, l’aveva trascinata nel suo mondo, facendole provare delle emozioni sconosciute.
Maverick Prince, il Principe della scuola, la star della squadra di basket, il ragazzo di cui tutte bramano l’attenzione, si comporta però come se non la conoscesse e, da perfetto stronzo, la tratta come se fosse una fastidiosa sorella minore che è costretto a tenere d’occhio. Lui sembrerebbe intenzionato a ignorarla, a tenerla a distanza, a trattarla come se non esistesse. Almeno, il più delle volte.
Lois ha una sola certezza: Maverick non è pericoloso solo per la sua sanità mentale, ma lo è prima di tutto per il suo cuore.
Il trasferimento a Wicked Bay non è il suo problema più grande e, quando si troverà in balia degli eventi, capirà che quello era solo… l’inizio della sua fine.

L’inizio della mia fine di L. A. Cotton, primo volume della serie young adult Wicked Bay, pubblicato lo scorso 3 novembre da Hope Edizioni.

Quanto mi piacciono i libri ambientati tra i banchi di scuola! Datemi un’ambientazione tipicamente americana, i primi amori, le infatuazioni, problematiche varie ed eventuali, il bello e impossibile di turno, la str***a del caso, gli amici fidati e una protagonista con un bagaglio rilevante sulle spalle, e vi ho già in breve raccontato a cosa andrete incontro leggendo questa nuova pubblicazione della Cotton.

Se mi è piaciuto? Assolutamente promosso a pieni voti e fremo già per avere il seguito tra le mie mani che, a proposito, uscirà il 15 dicembre. 😉

Ma veniamo a noi!

Avevo pensato che trasferirmi a Wicked Bay fosse la cosa peggiore che potesse capitarmi, ma avrei scoperto presto che era solo l’inizio.

Eloise Stone, detta Lois, è una quasi diciottenne inglese, costretta dal corso degli eventi a volare insieme al padre fino in America, precisamente a Wicked Bay, trasferendosi così in pianta stabile. Una nuova vita la aspetta, per ricominciare da zero e porre fine a quel lungo circolo di vizi in cui era inevitabilmente caduta dopo la perdita della madre e del fratello in un tragico incidente, che ha messo in pericolo anche la sua stessa vita. Affrontare un dolore simile non è mai semplice, non può solo essere una questione di abitudine, e la nostra Lois non ha saputo reagire nel giusto modo.

Ma la vita ti tratta così. Ti strappa il cuore e lo lascia sanguinare sul pavimento, poi aspetta che tu raccolga i pezzi per ricomporli.

Ora, a distanza di soli sette mesi dal tragico evento, spinta dal padre, si ritrova in un paesino statunitense sola, triste e arrabbiata. Come se non bastasse, per i primi tempi la loro casa sarà la dependance della villa con piscina dello zio Gentry, fratello del padre, sposato e con quattro figli al seguito – anche se non tutti suoi – quasi del tutto sconosciuti alla ragazza. Perché precisarlo? Un attimo che ve lo svelo!

Maverick Prince è il ragazzo più popolare della scuola e star della squadra di basket, nonché figlio del primo matrimonio della moglie di Gentry. Caso vuole che al primo incontro con l’intera famiglia riunita, nell’istante in cui gli sguardi dei due ragazzi si incontrano, scenda subito il gelo tra loro. Strano per due che non si erano ancora mai visti, non trovate?

E se vi dicessi che l’estate precedente, durante una breve vacanza oltre oceano, la nostra Lois aveva attaccato bottone con un ragazzo oscuro e misterioso, incontrato sulla spiaggia durante una festa, e la situazione stava per sfuggire di mano?

*Ho detto stava, sempre pronte a pensare male!*

E se vi dicessi che quel ragazzo è proprio lui, il cugino acquisito, Maverick Stone-Prince?

*Be’ sì, c’erano forse dubbi!?*

Ebbene, da questo momento, l’indifferenza più totale! Maverick finge di non riconoscerla, a scuola fa di tutto per evitarla e per non avere nulla a che fare con lei, ma allo stesso tempo si comporta da fratello maggiore iperprotettivo, e ogni volta che qualche essere umano di sesso maschile tenta un approccio con lei, lui è sempre lì in agguato per portarla via con una scusa qualsiasi.

Sarà perché vede in lei una sorellina minore da proteggere, o queste attenzioni confuse celano altro?

Per quanto volessi ignorarlo, lui rappresentava la tempesta che minacciava di distruggermi.

Ragazze soffrirete, credete a me! Ma non proverete dolore – almeno non in questo caso – piuttosto frustrazione, e tanta anche, perché per ogni passo che Maverick sembrerà fare verso Lois, sarà subito pronto a farne altrettanti e più indietro, confondendola profondamente e facendole credere di non essere abbastanza. Fino a più di metà libro vi mangerete le unghie per le situazioni che continuano a crearsi, per finire sempre con un nulla di fatto. E quando finalmente qualcosa accade, uscire allo scoperto è impossibile e vedersi di nascosto sembra essere la sola soluzione.

«Questo non cambia nulla, London. Ma non posso resistere un altro secondo senza sentirti. Ne ho bisogno»

La loro non può essere una storia semplice, e i motivi sono molti: primo fra tutti Maverick e la sua London – nomignolo che lui le affibbia sin dall’inizio – sono quasi parenti, cugini acquisiti sì, ma appartengono pur sempre alla stessa famiglia; e poi, il nostro ribelle dal cuore tenero (seppure molto in fondo) cela così tanti segreti – che non scopriremo certo in questo primo volume – che lasceranno un alone di mistero attorno all’intera storia, lasciandoci desiderose di scoprire tutta la verità sui suoi comportamenti e sul suo rapporto – molto complicato – col padre biologico.

«Non vuoi mai soltanto dimenticare?»
Sempre.

Una caratterizzazione dei personaggi perfetta, dove anche quelli secondari ricoprono dei ruoli fondamentali per lo svolgimento dell’intera narrazione. Fra tutti, mi ha colpito molto il comportamento del padre di Lois. Abbiamo la convinzione che gli adulti non sbaglino mai e che, se lo fanno, riescano sempre ad ammettere le proprie colpe. Sbagliato! Attraverso gli occhi di Lois ho percepito tutta la delusione provata di fronte le debolezze e l’egoismo dimostrato dal padre, e come quindi anche i “grandi” falliscano ogni tanto, e che chiedere scusa e ammettere i propri errori sono sempre due ottimi punti da cui partire per risolvere le cose.

Una standing ovation va invece a Kyle, cugino di Eloise, che ho adorato sin da subito per i suoi modi schietti, sfrontati, divertenti e scanzonati.

Di Lois ho invece tanto apprezzato la sua forza di volontà, la sua caparbietà, il suo coraggio, ho condiviso con lei il dolore per la sua perdita ed ero fiera di lei quando teneva testa a chiunque volesse consapevolmente ferirla.

Maverick è invece rimasto un’enorme incognita. A fine lettura, avrete la sensazione di averlo conosciuto solo per metà, e qualcosa mi dice che era proprio fra le intenzioni dell’autrice tenerci sulle spine.

Non conoscevo ancora la penna di L. A. Cotton, ma è così coinvolgente ed emozionante che non permette di staccare l’attenzione dalle pagine. Riesce a creare quel tanto agognato bisogno di saperne sempre di più, da non avere altro pensiero in testa se non quello di ritagliarsi cinque minuti ancora per poter leggere anche soltanto un altro capitolo e proseguire con la storia. La sua scrittura crea dipendenza, e scommetto che non sono la prima a dirlo 😉

In attesa del 15 dicembre, intanto godetevi la lettura di questo primo capitolo della serie Wicked Bay, non ve ne pentirete. <3 

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