L’imprevedibile movimento dei sogni di Francesca Sangalli e Fabrizio Bozzetti.

Trama Basta un attimo per cambiare tutto. Basta un attimo perché Isabella, diciassette anni, si schianti sulla terra rossa di un campo da tennis e si risvegli sotto le luci al neon del pronto soccorso. Non è la prima volta che sviene così, all’improvviso, e quindi non può essere dimessa. Per Isabella il ricovero nel reparto di pediatria è peggio di un incubo: gli esami continui, gli infermieri opprimenti e poi quella silenziosa compagna di stanza che passa il tempo a leggere libri. Eleonora è abituata ai ritmi dell’ospedale: è sempre stata malata, fin da quando ha la possibilità di ricordare. Conosce tutto e tutti lì dentro, conosce anche Daniela, una strana ragazza con un tatuaggio sul collo che se ne va in giro per il reparto canticchiando sempre la stessa canzone. Tra Isabella, Eleonora e Daniela nasce un’improbabile amicizia. Una simbiosi capace di valicare persino il confine tra la vita e la morte. Un’alleanza che le porterà a una scelta dura ed estrema e a scoprire la verità su loro stesse e sul proprio destino. Apprenderanno quanto crudele e meraviglioso sia crescere, in un viaggio visionario che in pochi, intensissimi giorni le renderà adulte. Tra fantastico e reale, epifanie e rivelazioni, atti temerari e addii, una corsa a perdifiato inaspettata, spaventosa e straordinaria. Come inaspettata, spaventosa e straordinaria può essere la vita.

L’imprevedibile movimento dei sogni di Francesca Sangalli, Fabrizio Bozzetti. Edito il 04.06.2019 da De Agostini. Genere: narrativa. 256 pagine

Isabella, la protagonista di questo romanzo, è una giovane promessa del tennis, ed è proprio mentre è alle prese con una partita di un set molto importante che sviene all’improvviso. Quando riprende conoscenza è in ospedale, le viene detto che visto che non è il primo svenimento improvviso deve essere trattenuta per accertamenti. Isabella ha diciassette anni, mancano pochi mesi alla maggiore età, nessuno nella vita vera la definirebbe una bambina, ma lì, per l’ospedale lei è ancora una bambina, quindi viene ricoverata in pediatria, dove il personale non è obbligato a parlare con lei di cosa le sta capitando, di quello che le stanno dando, o di quello che le stanno facendo. S’innesta, quindi, una routine frustrante, alla quale Isabella cederebbe se non fosse per l’amicizia che si ritrova a stringere con la sua compagna di stanza, una ragazzina solitaria, tutta immersa nella lettura dei suoi libri, che le fanno compagnia facendole vivere centinaia di vite all’infuori dall’ospedale. Così tra esami ospedalieri, medicine, giri in reparto non consentiti, la degenza delle due ragazze andrà avanti e il loro legame diventerà qualcosa che  difficilmente si può spiegare.

Con sullo sfondo un padre forse un po’ troppo interessato alla carriera sportiva dalla figlia e un po’ troppo poco alla sfera personale, o forse semplicemente impreparato ad affrontare il tutto, il romanzo viene raccontato in prima persona da Isabella, e la sua frustrazione del non poter far nulla, resa ancora più difficile da quei pochi mesi che la separano dalla maggiore età e che non le danno il diritto di essere trattata come un’adulta, diventa un po’ la nostra.

L’imprevedibile movimento dei sogni è un bel romanzo su come la vita possa cambiare in un attimo, senza preavvisi e senza soluzione, e su come i sogni e i progetti, possano diventare irrealizzabili inaspettatamente… Fino a quando, però, abbiamo la fortuna di poterli ancora sostituire con altri, allora possiamo imparare che una nuova felicità è sempre possibile. Naturalmente è anche un romanzo che ti fa riflettere su come una bambina di nove anni possa finire in ospedale per una malattia grave, degenerativa, mortale e imparare a quell’età termini medici, terapie e conoscere dolori che un bambino non dovrebbe mai nemmeno poter immaginare, ma su questo aspetto, desidero non soffermarmi, mi fa troppo male vista la mia recente condizione di neomamma. Ne consiglio la lettura a quante di voi piacciono le storie vere, quelle che non sempre sono belle, ma che non devono per forza  essere strappalacrime. Per quanto riguarda me, invece, mi piacerebbe incontrare di nuovo Isabella, chissà…

È la prima volta che mi imbatto in questi due autori e il risultato di questo duo è sicuramente un romanzo ben riuscito.

Chi sono io? Una ragazza discretamente sveglia, dotata per il tennis, di aspetto piacente, che farà carriera sportiva. Ma davvero? E se non fosse così?

4 stelle

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Una risposta

  1. Maria ha detto:

    Bellissimo! Molto toccante. Consiglio la lettura.

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