L’emporio dei piccoli miracoli di Keigo Higashino

L’emporio dei piccoli miracoli di Keigo Higashino

Trama Tre giovani ladri un po’ pasticcioni – Shōta, Kōhei e Atsuya – hanno appena svaligiato una casa in una cittadina di campagna quando vengono lasciati a piedi dall’auto con cui sarebbero dovuti scappare. Decidono di nascondersi in un vecchio negozietto che sembra abbandonato, l’Emporio Namiya. Nel cuore della notte, però, succede qualcosa di strano: una lettera viene infilata sotto la serranda abbassata dell’Emporio. È una richiesta di aiuto, indirizzata all’anziano proprietario del negozio, che anni addietro era diventato celebre perché dispensava massime di saggezza e consigli di vita a chiunque gli chiedesse una mano. I tre decidono di fare le sue veci e depositano una risposta scritta fuori dalla porta. Pensando di aver risolto la questione, tornano a discutere della fuga all’alba, ma dopo qualche istante giunge la replica, e questa volta capiscono che incredibilmente quelle lettere sono inviate da qualcuno che vive nel 1980, più di trent’anni indietro rispetto al loro presente.  Da quel momento, le lettere di aiuto si moltiplicano, inviate da nuovi mittenti, ognuno con i propri problemi. Coinvolti in quella bizzarra macchina del tempo, i tre ladri decideranno di prestare il proprio aiuto a tutti quelli che lo richiedono, provando con le loro risposte a cambiare, in meglio, il passato.

L’emporio dei piccoli miracoli

Recensione di Margherita – L’emporio dei piccoli miracoli di Keigo Higashino, pubblicato da Sperling & Kupfer il 20 novembre.

L’emporio dei piccoli miracoli si è rivelato diverso da qualsiasi altro libro io abbia letto fino a questo momento, infatti l’autore, Keigo Higashino, è molto conosciuto per i suoi romanzi gialli e di stampo thriller-poliziesco. Quindi era comprensibile da parte mia provare un po’ di diffidenza iniziale verso questo libro, dopotutto non sono una fan di questi generi letterari.

Scopriamo prima qualcosa della trama.

Shōta, Kōhei e Atsuya sono tre giovani ladri un po’ imbranati, dopo il furto in una casa l’auto che avrebbe permesso la loro fuga li lascia a piedi. Per non rischiare di essere catturati dalla polizia, trovano riparo in una vecchia casa adibita anche a negozio: si tratta dell’Emporio Namiya. Dopo averla esplorata un po’ capiscono che è disabitata da tempo, decidono così di attendere lì fino al mattino successivo per poi fuggire, ma un lieve rumore nel cuore della notte attira l’attenzione di Atsuya, qualcuno ha imbucato una busta nella buca delle lettere della serranda principale. Dopo alcuni attimi di perplessità i tre giovani decidono di aprire quella lettera, è la richiesta di un consiglio indirizzata al vecchio proprietario dell’emporio che, anni prima, era diventato famoso per i suoi saggi consigli.

C’è qualcosa che non riescono a comprendere, perché è arrivata una lettera a chiedere un parere proprio adesso quando è evidente che l’emporio è disabitato e abbandonato da tempo?

Spinti dalla curiosità e dalla compassione decidono di rispondere alla lettera ricevuta lasciandola nella cassetta del latte sul retro del negozio. Poco dopo si accorgono con stupore di aver ricevuto una replica alla loro lettera, ma la situazione continua a farsi poco chiara, a quell’ora della notte su quella via non passa nessuno, ma soprattutto nessuno è così veloce nel scrivere in pochi secondi una risposta. Chi lascia quelle lettere? Si accorgono, dopo vari indizi, che i mittenti sono persone che vivono nel passato, precisamente nell’anno 1980.

Da quel momento arriveranno altre lettere a chiedere loro aiuto, i tre ladri si ritroveranno così a dispensare consigli coinvolti in un curioso viaggio nel tempo chiusi in quella casa antica.

“«Che sia per scherzo o per dispetto, le persone che mandano quelle lettere all’Emporio Namiya non sono poi così tanto diverse da chi chiede un consiglio. Gli si è aperta una crepa nel cuore, e da quella crepa fluisce fuori qualcosa di importante. …Non si deve mai ignorare la voce del cuore delle persone.»”

Se inizialmente avevo qualche perplessità su questo romanzo si sono volatilizzate dopo aver letto le prime pagine, ha stravolto in positivo tutte le mie aspettative.

Keigo Higashino mi ha davvero colpita con il suo stile di scrittura chiaro, dettagliato e soprattutto capace di catturare l’attenzione del lettore, con questa storia è riuscito ad emozionarmi, sorprendermi e stupirmi oltre ogni dire. Il romanzo è ben scritto, originale e ricco di dettagli, fonde mistero, immaginazione e realtà, passato e presente con un risultato unico, fuori dal comune.

All’inizio potrebbe sembrare una storia già scontata ma, vi assicuro che non lo è affatto, la trama non rivela nulla della sua complessità e del grande intreccio di storie presenti, c’è un unico filo conduttore e lascerò a voi scoprire qual è. Vi consiglio, infatti, di fare particolare attenzione a nomi, vicende e date in modo da non trovarvi in difficoltà nel comprendere l’intero romanzo. C’è davvero tanto da scoprire, a partire dal quel misterioso collegamento tra passato e presente che avviene solo all’interno del negozio che, tra l’altro, è una delle tante cose che mi ha affascinato. Continuerete a chiedervi “Ma come è possibile?”e soprattutto “Perché?”.

Nella prima parte del romanzo è incentrata sui tre giovani ladri e la prima lettera ricevuta, nelle parti successive invece conoscerete diversi personaggi e le loro storie, i motivi per il quale chiedono aiuto al proprietario dell’emporio e le varie risposte ricevute, alcune di esse mi hanno anche commosso e lasciata senza parole. Inoltre, leggerete anche la storia del signor Namiya stesso, dal momento in cui tutto è iniziato fino alle sue ultime risposte alle lettere ricevute. Conoscerete i suoi pensieri e quanto il suo “servizio di consulenza” abbia influenzato la sua vita e lasciato un segno in quella delle persone che si sono rivolte a lui. 

“«C’è una cosa che ho compreso in tanti anni che leggo queste richieste. In molti casi chi chiede consiglio ha già preso una decisione. Vuole soltanto accertarsi ha già preso una decisione. Vuole soltanto accertarsi che sia quella giusta. Per questo tra loro c’è chi mi scrive di nuovo dopo aver letto la risposta. Probabilmente perché il contenuto è diverso da quello che si aspettava.»”

Essendo un libro scritto da un autore giapponese non possono mancare termini della cultura giapponese, a piè di pagina troverete anche delle note che vi aiuteranno a comprendere il loro significato.

Ho solo una lamentela da fare: vista la complessità della storia mi aspettavo un finale di un certo impatto invece è stato piuttosto veloce e conclusivo, dopo l’ultima rivelazione finale mi è sembrato che mancasse ancora qualcosa per concluderlo definitivamente.

L’emporio dei piccoli miracoli contiene un messaggio importante: ascoltare chi ha davvero bisogno di un consiglio o di un aiuto può far davvero la differenza, si può trarre conforto da chi ci ascolta e ci aiuta a vedere un qualsiasi problema da un’altra prospettiva, aiutando così a far chiarezza ed a prendere finalmente una decisione. A volte non abbiamo il coraggio di ammettere che la risposta alle nostre domande è già dentro di noi, sotto strati di indecisioni e paure, ma chi ascolta è in grado di vedere al di là di tutto e di metterci davanti alla realtà.

5 stelle

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