Lei vuole tutto di Marilena Barbagallo

lei vuole tutto

Titolo: Lei vuole tutto (Libro #2)

Autrice: Marilena Barbagallo

Genere: Contemporary Romance con sfumature Dark Romance

Trama Se potesse, Krum ucciderebbe il ricordo di Ambra. Se potesse, Krum smetterebbe di… Non lo sa. Krum non sa più cosa prova. Una cosa è certa: deve trovarla e riportarla al Tempio. Deve seguire gli ordini della Setta. Deve seguire gli ordini del suo cuore. L’unica persona che era riuscita a sciogliere il gelo della sua anima, è la stessa che lo tormenta da sedici giorni. Sedici giorni di vuoto e lontananza. Quando i loro destini si incrociano ancora, tutte le torture che Krum desiderava infliggere ad Ambra, svaniscono. Desidera solo stringere tra le braccia quella donna potente. Potente per lui e per la Setta del Tempio. Per Ambra, fare i conti con le proprie origini si rivelerà più difficile di quanto aveva previsto. Ciò che scoprirà le cambierà la vita e metterà scompiglio all’interno della società segreta che teme tanto. Il ruolo di Ambra non verrà ben visto dal terzo membro fondatore, il quale tramerà alle loro spalle superando tutti i limiti. E quando i limiti vengono superati, il guardiano non perdona nessuno. Led diventa solo Krum. Per entrambi non ci sono più confini, ma attimi da vivere. Sanno che ogni istante può essere infinito, anche se dovesse essere l’ultimo. Nella vita non sempre si va verso la luce, a volte, si sceglie il lato oscuro.

Lei vuole tutto

Recensione di Sara B. –  Lei vuole tutto di Marilena Barbagallo

«In mia assenza, la tua bocca ha gridato l’odio che hai per me?»
«No. Mi sono morsa le labbra per soffocare la tua mancanza».
E io sprofondo.

Lo ammetto, sono partita prevenuta con questo libro. Ho amato così tanto il primo che avevo paura di ciò che avrebbe potuto rappresentare il secondo. Per non parlare, poi, di alcune questioni abbastanza intuibili dalla trama.
Krum vuole dimenticare Ambra e, di conseguenza, tutto ciò che prova per lei. Vuole tornare l’uomo che era e quindi.. vi lascio indovinare da sole cosa farà, ovviamente.
Qui mi è sceso. Mi è sceso perché da un lato mi sono sentita tradita, come mi sento sempre quando i personaggi maschili compiono queste scelte. Come se lo sfogo di un bisogno fisico con chiunque cancellasse i sentimenti. Ci può anche stare il “tu non c’eri. Ne avevo voglia.” o, almeno, io lo preferisco al “l’ho fatto per dimenticarti”. E’ uno sminuire i sentimenti, infangarli, sporcarli. E’ una cattiveria verso se stessi perché, alla fine, non se ne ricava nulla perché non è nemmeno così appagante.

«Ti ho trovata in fondo al tunnel dell’anima», continua. «Eri un bagliore, una splendida scheggia di luce  che pungeva. Dicono che l’anima sia all’altezza dello stomaco. Quanto è vero! Io ti ho sentita, proprio nell’istante in cui mi hai scosso l’anima. Ti ho sentita qui.»
Mi prende una mano e la poggia sulla sua pancia, dove trovo gli addominali contratti. «Bruciavi, stringevi, ti imponevi e poi non sei stata più solo Anima. Sei stata Cuore, Pensiero, Ossigeno…Tutto».

Ambra beh, ha dimostrato di avere coraggio. Ma, allo stesso tempo, una stupidità assurda. Voglio dire, tutte saremmo scappate dopo aver sentito certe rivelazioni. Ma, da persone matura come si professa, avrebbe potuto chiedere spiegazioni. Ma si sa, scappare è il modo più facile per dare il via alla rabbia, le vendette e il dolore.
Questo modo di scappare, di entrambi i protagonisti, è una costante nel romanzo.
Appena finito di leggere questo libro, nonostante il personaggio di Ambra mi abbia delusa, volevo premiarlo al massimo. Ora, dopo un giorno, non sono così soddisfatta da dare il massimo.
E’ giusto anche spiegarvi il perché.
Il comportamento petulante di entrambi alla lunga mi ha stancata. Io capisco i caratteri forti (sono un capricorno, sono testarda che non mi smuove nessuno), ma arrivare a farsi le ripicche come i bambini per cose che si risolvono con una normalissima conversazione in cui le due persone parlano dei problemi che hanno, dei modi di risolverli.. insomma, una conversazione vera da adulti non esiste.
Questa cosa mi è dispiaciuta davvero tanto. Perché posso ancora capire Krum. Mettiamoci il passato travagliato e problematico, i problemi con la lingua e tutto ciò che volete. Ma Ambra? E’ stata amata, coccolata e viziata. Ti insegnano da quando sei bambino ad avere una normale conversazione fatta di domande-risposte e spiegazioni. All’improvviso è regredita ad una quattordicenne in preda agli ormoni che, invece di risolvere i problemi a parole, preferiva inginocchiarsi. COME SE QUESTO RISOLVESSE QUALCOSA, ODDIO. Come se i problemi sparissero nel nulla con un po’ di sano sesso.
E’ un libro, lo so. E’ che quando leggo mi prendo così a cuore i personaggi da essere sincera e rimproverarli quando serve. E ad Ambra servirebbe una bella lezione sul modo di affrontare i problemi e su come si risolvono con l’uso della parola e della lingua, non solo la lingua.


Krum, invece, era partito male. Vi ho già spiegato perché. Pian piano, però, l’asticella del gradimento è salita. Una tacchetta per volta e, alla fine del libro, aveva quasi completamente riconquistato terreno. Le sue parole, seppur dette nel tono sbagliato, sono sincere. Sono reali. E lui lo è in tutto ciò che fa.
Accettare i sentimenti, per un uomo come lui, non è stato facile. Ma la vera lotta è iniziata quando ha dovuto imparare a conviverci. A viverci. A provarli ogni giorno.

“Lei ha tolto un telo che copriva le mie emozioni, potrei dire, ha sciolto il ghiaccio e tirato fuori la mia sensibilità. Liberandola.”

Una menzione speciale va al Padre. Mi è piaciuto in questo libro. Si è mostrato per ciò che è e poi ha saputo accettare le conseguenze delle sue azioni, ha saputo capire che aveva fatto schifo (scusate ma davvero la parola ci sta tutta) e che doveva farsi perdonare.
E ciò che era disposto a fare me lo ha fatto apprezzare davvero tanto.

Mamma Livori, non so se mi sei piaciuta o no. Posso pure provare a capirti, ma io odio i tradimenti in maniera viscerale con tutta me stessa. E tu lo hai fatto per più di 20 anni. Un tradimento è un tradimento, riconquistare la fiducia di qualcuno che ami richiede sacrificio e tanta, tanta pazienza.

Ciò che ha risollevato l’intero libro dopo il comportamento dei due bambini (sì, Ambra e Krum) sono stati i colpi di scena. Se fino al 70% del libro ero frenata, dopo è stato un susseguirsi di rivelazioni, dolore, sangue, pianti, felicità, gioia e perdita.
Il tutto ben scritto e, per questo, mi complimento con l’autrice. Non ho trovato il libro pesante, è riuscito a tenermi attaccata dall’inizio alla fine (nonostante i numerosi sbuffamenti per colpa di Ambra e Krum che si comportavano come dei bambinetti).

“E amare Krum è così bello che vale la pena sbattere contro ai muri, inciampare su ostacoli. Rischiare. Rischierei sempre per lui e correrei sempre da lui.”

Non sempre è facile scegliere l’amore, ma ancora più difficile è scegliere l’amore che sboccia e cresce nella completa oscurità. E trovare una luce, qualcosa di buono in quell’oscurità, è ancora più raro. Ma sapevo ce l’avrebbero fatta. Perché se si ama davvero, si lotta fino alla fine.
O finché amare qualcuno e stargli accanto è più doloroso che stargli lontano e vivere senza quell’amore.

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