La vendetta del serpente di Adele Vieri Castellano

Lei è la sua stessa vita, il suo respiro, il suo amore. E ora è in pericolo

Roma, 46 d.C. Il senatore Marco Quinto Valerio Rufo questa volta non è chiamato a combattere guerre né ad affrontare feroci barbari ai confini dell’Impero. La vendetta ha bussato alla sua porta e pretende un tributo di sangue, quello di una creatura indifesa che ama più di se stesso e che un vile nemico gli ha sottratto senza pietà. Lui, che non teme nulla e nessuno, dovrà affrontare il Male in una partita a due che avrà un solo vincitore. Eppure, anche in quei giorni oscuri e terribili, l’amore riuscirà a sconfiggere l’odio e un suo germoglio nascerà nel cuore dell’arciere siriano suo fedele amico, Arash Tahmurat…

La vendetta del serpente di Adele Vieri Castellano, Vol. 2 della Serie Roma Caput Mundi, pubblicato l’8 luglio 2019 da Amazon Publishing

Smeraldine, quante di voi amano il genere storico? E quante di voi negli ultimi anni si sono perse e ritrovate nei romanzi di questa scrittrice che con le sue descrizioni, il suo evidente amore per un periodo storico molto particolare, riesce a farmi sentire un’antica romana? Le sue storie sono così ricche di particolari e di scorci di quella che era la Roma di quei tempi che è impossibile non esserne travolti. Ho scoperto questa autrice proprio leggendo la storia di Rufo e Livia e da quel momento in poi ,ogni volta che ho aperto un suo libro, è stata sempre una gran bella avventura. Il suo amore per l’antica Roma è così evidente nel suo modo di scrivere che talvolta, leggendo qualche descrizione, mi ritrovo a pensare a strade acciottolate, case opulente, modi di fare e di essere, come se li stessi vivendo in prima persona. Devo ammettere che vado spesso a curiosare nella sua pagina autrice, alla ricerca di qualche aneddoto che parla di un popolo che ha dato così tanto all’umanità e da cui buona parte di noi italiani discende.

“La vendetta del serpente” è l’edizione rivista ed ampliata del libro “Roma 46 D.C. Vendetta” pubblicato qualche anno fa, quindi, molto probabilmente, qualcuna di voi, come me, ha già avuto il piacere di leggerne la storia ed ora potrà apprezzarla una volta di più, grazie all’inserimento di nuovi aneddoti che, a mio parere, non hanno fatto altro che rendere la vicenda ancora più bella ed intensa. Ma veniamo a noi e scopriamo di cosa parla il libro.  Dopo le tante battaglie combattute in nome e per conto di un Impero che per Rufo è ragione di vita, questa volta il nostro amato Senatore dovrà fare i conti con un nemico brutale, un uomo odioso che per vendicare un torto inesistente è così vile da volersi rifare sull’odiato nemico usando quello che di più puro esiste al mondo: una dolce bambina indifesa. La storia ha inizio proprio con il rapimento di Valeria Rufilla, figlia di Livia e Rufo, ad opera della sua balia. Alla donna è stata promessa la liberazione della figlia in cambio della bambina, ma è stata ingannata e prima ancora che se ne accorga viene ferita a morte e le portano via la bimba. Da questo momento in poi, Rufo e i suoi uomini più fidati, lotteranno contro il tempo per ritrovare le tracce della bambina e riportarla fra le braccia amorevoli di una Livia che, seppur sconvolta da questo atto ignobile, nutre in Rufo, l’amore della sua vita, una fiducia sconfinata. Nella ricerca spasmodica di sua figlia, Rufo si imbatterà in Mirta, figlia della donna che ha rapito Valeria Rufilla. La giovane, vissuta tra le mura del Tempio del Dio Ecate, è sconvolta dal ruolo svolto dalla madre e, sebbene abbia compreso che la donna ha compiuto l’insano gesto solo per liberarla e farle vivere una vita normale, non può fare a meno di sentirsi in colpa. L’incontro con il Senatore le farà conoscere anche Arash, il Naso siriano, che fin dal primo momento in cui i loro occhi si sono incrociati, proverà per la giovinetta un trasporto mai sentito prima per nessun altro. L’innocenza della fanciulla lo affascina e gli provoca tenerezza, sentimento ben lontano da quanto lui abbia mai provato in vita sua. La loro continua vicinanza, in quanto impegnati entrambi nella ricerca del colpevole, essendo lei una testimone preziosa per accusare l’uomo che ha perpetrato l’insano gesto, li avvicinerà sempre più e farà nascere nei loro cuori un sentimento che nessuno dei due conosce ma a cui è impossibile resistere.

         Come fosse un’ostrica capì che il suo dovere, meglio, il suo desiderio, era quello di proteggerla, custodirla, difenderla come la conchiglia.”

La storia procede alternandosi tra la vicenda di Rufo e Livia e altri dedicati a alla coppia Arash e Mirta. Come lettrice è stato bello poter ritrovare l’amore tra il Senatore e la sua splendida moglie. Un amore che traspare forte e vitale anche e soprattutto in questo momento di grave tribolazione per loro. Poter “rivivere” in un certo qual modo quella che è stata la loro storia è stato entusiasmante. Ho sempre considerato Rufo un personaggio bellissimo e poterlo ammirare di nuovo nelle vesti di condottiero, uomo, marito e, soprattutto, padre mi ha fatto sentire appagata come non mai. Di solito quando leggo un libro stand alone non mi piace ritornarci sopra con un’altra storia, ma in questo caso è diverso, perché una volta di più ho potuto apprezzare le qualità di questo grande uomo, che pur essendo in grosse ambasce, non esita un momento ad aiutare chi è più debole di lui, né a dimenticarsi degli amici, né a fare del bene anche aldilà dei limiti imposti alla sua persona.

La storia di Arash e Mirta è molto più delicata, più introspettiva. In un certo senso la loro vita è stata una vita vissuta a metà. Mirta ha trascorso gran parte della sua rinchiusa in un Tempio, del mondo esterno non sa nulla e, una volta uscita da quel posto che le ha tarpato le ali, rimane comunque una schiava che non sa cosa aspettarsi dalla vita. Arash è figlio di un guerriero, sul letto di morte del padre ha giurato che farà di tutto per proteggere il suo re, quindi ha conosciuto sempre e solo la guerra, i sentimenti per lui sono qualcosa di astratto.

         “Non era la prima volta che la vedeva sorridere e non gli piacque l’effetto che gli fece. Ebbe la sensazione che il sangue gli si scaldasse nelle vene. Avrebbe dovuto chiedere un parere a quel sapiente, anche se i greci non gli piacevano. Forse, con qualche intruglio di sua invenzione, lo avrebbe guarito dalla sua strana malattia.” 

Ma di fronte al cuore e a quanto pulsa in esso, nemmeno la fanciulla più timorata o il soldato più ligio ai suoi doveri, saranno in grado di opporre resistenza, regalando al lettore momenti di assoluta bellezza.

Qualche motivo per leggere questo libro? Leggere un romanzo della Castellano da la sensazione di tornare indietro nel tempo e ritrovarsi nei panni di una matrona romana, la sua competenza e il suo modo di scrivere mi lasciano sempre senza respiro.  Nel libro c’è azione, adrenalina, senso di giustizia e amore, sia quello più maturo di una coppia già consolidata, sia quello che fa battere il cuore per una prima esperienza. Pertanto, non mi resta altro che consigliarvi questa lettura che vi prenderà per mano al primo rigo e vi lascerà all’ultimo con la sensazione di aver vissuto un lungo viaggio insieme ai protagonisti.

5 stelle

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Una risposta

  1. Grazie a Dalia e a tutto lo staff del blog per la bellissima recensione! Buon letture a tutti voi!!

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